Liquidità e credito a condizioni sostenibili per tenere in mare le imprese della pesca e garantire il prodotto ittico italiano sui mercati, è l’obiettivo della “Cambiale Azzurra”, per la quale le imprese della pesca e dell’acquacoltura possono presentare le domande fino al 30 ottobre. È quanto ricorda Coldiretti Pesca Puglia, in merito alla misura che ha una dotazione di 10 milioni di euro per finanziamenti a tasso zero, con le richieste che sono istruite secondo l’ordine cronologico di presentazione, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
Il budget complessivo è di 10 milioni di euro e l’intervento prevede finanziamenti a tasso zero da 3mila a 20mila euro, con una durata di 5 anni, di cui 2 di preammortamento. Per le imprese e le cooperative – spiega Coldiretti Pesca Puglia - con più imbarcazioni il finanziamento può arrivare a 20mila euro per ciascuna imbarcazione, fermo restando il limite massimo complessivo di 60mila euro.
“La Cambiale Azzurra rappresenta uno strumento importante per sostenere la liquidità delle imprese della pesca e dell’acquacoltura – afferma Davide Di Pinto, responsabile Coldiretti Pesca Puglia – in una fase in cui il caro gasolio, l’aumento dei costi di gestione e di produzione e le difficoltà sui mercati stanno mettendo sotto pressione la tenuta economica delle aziende. Per la pesca pugliese, che vive quotidianamente le conseguenze di una situazione economica sempre più difficile, avere strumenti di credito a condizioni sostenibili significa dare ossigeno alle imprese e consentire loro di continuare a uscire in mare e garantire sui mercati prodotto fresco, a miglio zero e sicuro”.
Cambiale Azzurra, credito d’imposta e interventi sul costo del gasolio con il Decreto Aiuti sono misure che vanno nella direzione giusta – aggiunge Coldiretti Pesca Puglia – ma serve continuare a lavorare su strumenti strutturali capaci di accompagnare le imprese della pesca nel medio e lungo periodo. La liquidità è oggi una delle emergenze più concrete per il settore e senza redditività e condizioni economiche sostenibili aumenta il rischio di ridurre le uscite in mare, con effetti diretti anche sulla disponibilità di prodotto ittico italiano e sull’aumento della dipendenza dalle importazioni.
Il comparto della pesca e dell’acquacoltura rappresenta in Puglia – afferma Coldiretti Pesca Puglia - un valore economico di circa 225 milioni di euro, mentre la regione conta oltre 2.000 imbarcazioni e circa 1.300 imprese della pesca e dell’acquacoltura. Le marinerie pugliesi sono distribuite lungo l’intera costa, da Manfredonia e Molfetta al Sud Barese e fino al Salento, con una produzione che comprende gamberi, scampi, merluzzi, molluschi e numerose altre specie, affiancata dall’acquacoltura di spigole, orate e ombrine. Le voci di spesa più pesanti per le imprese figurano il personale e il carburante, indispensabile per poter uscire in mare e svolgere l’attività. Il caro gasolio – dice Coldiretti Pesca Puglia - sta quindi mettendo a dura prova la tenuta economica del comparto, considerato che negli ultimi mesi il prezzo ha raggiunto circa 1,65 euro al litro.
Anche il fondo da 10 milioni di euro destinato alla pesca con il Decreto Aiuti per il caro carburanti è un passo importante per dare risposte alla crisi delle marinerie, costrette a ridurre le uscite in mare a causa dei costi energetici. Un sostegno necessario a garantire la salute dei cittadini e il reddito dei pescatori che devono essere messi in condizione di continuare a portare sulle tavole dei consumatori – conclude Coldiretti Pesca Puglia - un prodotto sicuro, sano e di qualità.
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