Il tema, particolarmente caldo, tanto che si parla di mobilitazioni nelle prossime ore, è stato affrontato con una tavola rotonda organizzata dal Presidente dell’Associazione dei Mastri Oleari, Nicola Di Battista, alla quale hanno preso parte Antonio Tutolo, Presidente IV Commissione Regione Puglia, Stefano Caroli, Presidente A.F.P. la senatrice Gisella Naturale, vice Presidente Commissione Politiche dell’Unione Europea al Senato, l’on. Giandonato La Salandra, componente Commissione Agricoltura Camera dei Deputati, Leonardo De Vita, Responsabile Amministratore OP Peranzana, il Sindaco Giuseppe Pitta, Tommaso Iodice, Presidente del F.O.O.T. (Filiera Olivicola Olearia Italiana).

Il mese di settembre 2026 consegna un elemento di riflessione importante sul futuro turistico del Gargano: la capacità di trasformare il mare da semplice risorsa paesaggistica e balneare in un vero prodotto turistico, capace di generare eventi, attrattività, presenze e destagionalizzazione. A settembre Manfredonia ha ospitato eventi di rilievo nel mondo della nautica e della vela. Dalla Pizzomunno Cup, che ha collegato Manfredonia e Vieste attraverso una competizione velica di grande tradizione, alla presenza al Marina del Gargano della New Zealand Endeavour, imbarcazione legata alla storia della vela oceanica internazionale, fino alle iniziative dedicate alla nautica inclusiva.

Camminando per Vico del Gargano basta svoltare un angolo perché il centro storico cambi faccia: una casa restaurata, poco più avanti un portone murato; una finestra antica sopravvissuta al palazzo che le stava intorno, poi un tetto che non c’è più. Sui muri compaiono cartelli “vendesi”; in altri casi non è semplice neppure capire a chi appartenga l’immobile. Terra, Civita e Casale, i tre rioni del borgo antico, custodiscono uno dei patrimoni più affascinanti del paese, ma anche le tracce di un abbandono sedimentato negli anni.
L’Attacco li ha attraversati a piedi con l’assessora delegata all’Edilizia privata Raffaella Savastano e il consigliere delegato all’Urbanistica Giuseppe D’Avolio, dopo le segnalazioni relative a edifici pericolanti e situazioni di incuria. “Il centro storico è molto trascurato. Stiamo cercando anche persone disponibili a creare un comitato, perché deve avere una voce” - lamentano Anna Vigilante e Alfredo Faggiano, che nel centro storico di Vico hanno una seconda casa.  “Al giorno d’oggi non investiremmo più qui in Puglia... abbiamo l’abitudine di viaggiare molto, ma non abbiamo mai trovato altrove l’inciviltà e il degrado che regnano qui”. Il primo tentativo dell’amministrazione di dare una dimensione al fenomeno risale al 2023: “Subito dopo l’insediamento siamo venuti nel centro storico con l’Ufficio tecnico e abbiamo fatto un censimento delle case abbandonate”, ricostruisce Savastano. “Abbiamo distinto quelli più pericolosi, quelli meno pericolosi e quelli in parziale stato di recupero”. Più di quaranta gli immobili individuati in quella prima ricognizione. Ora il Comune vuole cominciare da sei, due per ciascuno dei tre rioni, scelti tra quelli “più pericolanti” e in maggiore stato di abbandono. In alcuni casi coperture e solai sono già compromessi, con possibili conseguenze anche per gli edifici confinanti. La difficoltà arriva però subito dopo il censimento: trovare i proprietari. Nel dedalo delle successioni familiari, di case tramandate per generazioni e posizioni catastali molto vecchie, ricostruire la titolarità può voler dire cimentarsi in un’indagine documentale. “Per parecchi immobili non è possibile rinvenire i titolari catastali - spiega Savastano -. Il nonno lasciava alla figlia, questa al figlio, poi ai nipoti. Per raccogliere questi dati è servito tempo”. Il progetto al quale il Comune sta lavorando prova ad aggredire proprio questo nodo. L’amministrazione si sta affidando a un professionista esterno per definire il percorso amministrativo e legale, dalle ordinanze agli eventuali passaggi successivi. “Siamo nella fase in cui ci serve la mano di un tecnico esterno - precisa l’assessora - perché il Comune non dispone di personale amministrativo specializzato nelle questioni legali relative all’acquisizione degli immobili al patrimonio comunale”.

"Ho letto con attenzione la replica dell'assessore regionale Raffaele Piemontese sulla stagione balneare in Puglia. La sua appare come una ‘lenzioncina’ legislativa, visto che cita la legge nazionale 105 del 2025 (che prevede la stagione balneare dalla terza settimana di maggio alla terza settimana di settembre, lasciando alle Regioni la possibilità di anticiparne o posticiparne i termini di una settimana). A questo punto, però, Piemontese deve spiegare ai pugliesi - ma anche a tutti i turisti che ancora affollano la nostra regione - perché l’Emilia-Romagna assicura oltre quattro mesi di stagione balneare, Toscana, Lazio, Liguria e Basilicata ben cinque (dal 1° maggio al 30 settembre), mentre Molise e Calabria prevedono oltre sei mesi (rispettivamente dal 1° aprile al 15 ottobre e dal 1° maggio al 31 ottobre). Queste Regioni non rispettano forse la legge nazionale?

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet