L’impressione, passeggiando sul lungomare o attraversando il centro cittadino nelle sere di luglio, è quella di un paese meno affollato rispetto alla scorsa estate. Qualche parcheggio libero in più, un via vai apparentemente meno intenso e la sensazione, condivisa da molti residenti, che il turismo stia vivendo una fase di rallentamento. Ma è davvero così? Oppure si tratta di una percezione che non trova pieno riscontro nei numeri delle strutture ricettive? Per provare a rispondere a questa domanda, l’Attacco ha raccolto le testimonianze di titolari e gestori di alberghi, villaggi turistici, lidi e ristoranti del territorio, confrontando le diverse esperienze maturate in queste prime settimane della stagione estiva. Le risultanze che emergono sono più articolate di quanto possa apparire a una prima osservazione e restituiscono l’idea di un turismo che, pur senza registrare crolli significativi, sta cambiando profondamente nelle sue abitudini. La maggior parte degli operatori parla infatti di presenze sostanzialmente in linea con il 2025 o, al massimo, di una lieve flessione limitata a pochi punti percentuali, insufficiente a delineare una vera crisi. Più marcata, invece, è la trasformazione del comportamento dei vacanzieri. Le famiglie pianificano con maggiore attenzione il budget e limitano i consumi; i soggiorni lunghi diventano sempre più rari, sostituiti da permanenze di cinque o sette giorni e da vacanze distribuite in più periodi dell’anno. L’inflazione, il caro energia e l’aumento generalizzato del costo della vita continuano a influenzare le scelte dei turisti, che sembrano privilegiare il rapporto qualità-prezzo e rinunciare più facilmente ai “di più”. Nonostante ciò, Vieste continua a mantenere un buon livello di competitività, grazie alla qualità dell’offerta balneare e a prezzi che, secondo diversi operatori, risultano ancora più accessibili rispetto ad altre rinomate località del Mezzogiorno. Oltre agli aspetti economici, dalle interviste raccolte riaffiorano anche alcune criticità strutturali ormai note: collegamenti ancora insufficienti, difficoltà nel reperire personale qualificato, necessità di rafforzare la promozione del territorio e di ampliare ulteriormente l’offerta di eventi e servizi. Temi che, secondo gli imprenditori, rappresentano le principali basi sulle quali costruire il turismo del futuro. Il sentiment di chi il turismo lo vive ogni giorno, barcamenandosi tra reception, sale ristorante e stabilimenti balneari è diverso da quello degli altri cittadini e restituisce una panoramica decisamente più sfumata della stagione turistica in corso. Le testimonianze raccolte da l’Attacco raccontano infatti una stagione che, pur registrando qualche fisiologica oscillazione, rimane - stando a quanto affermano gli operatori - nel complesso in linea con quella del 2025. Non si parla di numeri record, ma neppure della flessione che qualcuno aveva ipotizzato all’inizio dell’estate, quando pesavano le incognite legate all’inflazione, al caro energia e alle tensioni internazionali.

Che futuro si prospetta per l’aeroporto Gino Lisa di Foggia, che oggi con Aeroitalia vede solo tre collegamenti (Milano Linate, Torino e Bergamo) e nessuna rotta estera? Se lo domandano in primis le due associazioni quotidianamente impegnate per lo scalo di Capitanata. L’ingegnere Enzo Papa, numero uno della community Mondo Gino Lisa, ai primi di luglio ha scritto al presidente della Regione Antonio Decaro chiedendogli un incontro “al fine di trattare tematiche afferenti allo scalo foggiano, in particolare per conoscere meglio lo stato dell’opera di tutte le iniziative programmatiche che la Regione Puglia ha riservato”. Papa ha domandato di “rileggere quanto è stato divulgato, ad oggi, circa le opere infrastrutturali finanziate quali: riqualificazione e restyling, contenente stralcio Apron per i piazzali, opera finanziata nel 2025 nell’ambito dell’Accordo di Coesione – FSC 2021-2027; stralcio Breath per la riqualificazione del cosiddetto Hangar Airside; restyling del principale corpo di fabbrica, di cui recentemente affidato il progetto esecutivo in appalto integrato; torre di controllo digitale, di cui non abbiamo letto riferimenti nel piano industriale ENAV 2025–2029; distaccamento della caserma dei vigili del fuoco, approvato con decreto MI-MIT del 2025 e col progetto di fattibilità tecnico-economica approntato (fase preliminare) ad aprile 2026, dopo circa un anno dal provvedimento interministeriale, anch’esso finanziato col FSC 2021-2027; continuità territoriale, il cui iter di formulazione della documentazione integrativa è ferma da tempo presso l’ICCSSAI dell’Università di Bergamo; fattibilità di collegamenti TPL da attivare tra il Gino Lisa di Foggia e il Molise, già peraltro attuato tra Molise e l’aeroporto di Pescara, di cui l’ex assessora ai trasporti Debora Ciliento ha ufficialmente dichiarato di verificare in accordo con la UIL Trasporti delle due regioni; planning con Aeroitalia su un programma strategico e condiviso; marketing dedicato, per divulgare la conoscenza delle potenzialità dell’aeroscalo sull’intero bacino d’utenza della cosiddetta Area Vasta, che contempla, oltre alla Capitanata, Molise e le province di Potenza, BAT, Benevento, Avellino”. Papa ha aggiunto, chiedendo che la community sia coinvolta, che MGL “attualmente nutre preoccupazione circa il protrarsi delle procedure, che può rischiare la perdita di risorse e soprattutto di opportunità, visto che oggi i dati sulla richiesta, pubblicati da Assoaeroporti, risultano molto incoraggianti”. C’è poi il lavoro realizzato dal Comitato Vola Gino Lisa, presieduto dall’avvocato Maurizio Gargiulio, associazione che ha redatto una relazione redatta con la collaborazione dell’architetto Achille Rosario Corso, dell’avvocato Giuseppe Potenza e del dottor Marcello Sciagura.

“L’estensione della Zes unica 2.0 su scala nazionale può aiutare a sbloccare alcuni nodi storici nel Sud e in provincia di Foggia”. Il presidente di Confindustria Foggia, Potito Salatto, sottolinea come il piano strategico di Confindustria ed Intesa San Paolo, presentato a Bari la scorsa settimana, possa risvegliare l’interesse di grandi gruppi nazionali verso quelle aree del Mezzogiorno considerate marginali.

“Gentilissimo Presidente - le parole rivolte ad Antonio Decaro da Enzo Papa, presidente di Mondo Gino Lisa -, le scrivo a nome della Community “Mondo Gino Lisa” di Foggia, un sodalizio sociale nato quale Comitato di volontari nel 2008 per il sostegno, la crescita e lo sviluppo dell’Aeroporto di Capitanata. Oggi la realtà “Mondo Gino Lisa” ha un assetto funzionale, organico e giuridicamente riconosciuto, anche grazie alla “Associazione Mondo Gino Lisa APS”, regolarmente iscritta al RUNTS, Registro Unico Nazionale Terzo Settore, oltre che iscritta a network associativi nazionali”.

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