Gargano terra di nessuno. Si può protestare, gridare, morire, soffrire ingiustizie, mancanze, ritardi, dimenticanze; la nostra solitudine è storia. Ci siamo abituati, ci hanno abituati. Ci hanno plasmati, ci hanno piegati, tutto si consuma nel silenzio. C’è un pezzo di popolo, gli olivicultori, che in queste ore sta scendendo in strada, bloccando caselli e muovendo i trattori non per scelta, ma per disperazione. È il Gargano delle mani sporche di terra, quelle mani che coltivano ulivi che producono olio verde invidiato in tutto il mondo, ma che oggi è diventato un fardello insostenibile. La campagna olearia è appena iniziata, ma per i nostri produttori di Vico, Carpino, Ischitella , Rodi, Vieste e per gli altri comuni del Gargano è già finita, sprofondata in un vortice economico giocato su tavoli politici inconcludenti nazionali ed europei.