Per completare il viaggio de l’Attacco nelle località turistiche del Gargano Nord – Foce Varano, Capoiale e Torre Mileto – era necessario ascoltare anche la voce dei Sindaci. Dopo la pubblicazione, il 24 luglio, della lettera del Sindaco di Ischitella, Alessandro Nobiletti, dedicata agli interventi realizzati a Foce Varano, l’Attacco ha raccolto anche le testimonianze di Matteo Lombardi, Sindaco di Cagnano Varano, per Capoiale, e di Matteo Vocale, Sindaco di San Nicandro Garganico, per Torre Mileto. “Dal 2015 al 2020, durante il mio mandato da vicesindaco nell’amministrazione Costanzucci, abbiamo realizzato interventi importanti. Tra questi l’approvazione del Piano delle Coste, che ha consentito la regolarizzazione degli stabilimenti balneari, la realizzazione di una passerella per persone con disabilità e lavori di riqualificazione del lungolago”, ricorda Lombardi. Oggi, però, Capoiale continua a fare i conti con numerose criticità. “Siamo al lavoro per recuperare finanziamenti rimasti bloccati e i primi riscontri sono positivi, ma il percorso resta complesso per i numerosi vincoli che gravano sul territorio”. Tra le emergenze figura l’erosione costiera, aggravata anche dalla presenza del porticciolo. “In alcuni tratti la spiaggia è ormai quasi scomparsa e servono risorse per nuove opere di difesa. Il progetto originario prevedeva quattro pennelli da 240 metri; durante la nostra amministrazione ottenemmo il rinnovo delle autorizzazioni, ma decidemmo di non procedere perché, così com’era concepito, non sarebbe stato realizzabile. Successivamente l’intervento è stato ridimensionato con la costruzione di due pennelli da 180 metri e uno da 60”. Un’altra priorità è il completamento delle reti idrica e fognaria. “L’allaccio alla rete elettrica costerebbe 1,6 milioni di euro, mentre una soluzione basata sul fotovoltaico richiederebbe circa 600 mila euro: cifre insostenibili per un piccolo Comune. Per questo abbiamo trasmesso un dossier alla Regione Puglia e ad Acquedotto Pugliese chiedendo un sostegno economico. Senza queste risorse, un’opera strategica rischia di rimanere incompiuta”. Le conseguenze si rifletterebbero anche su Torre Mileto. Come spiega il Sindaco Vocale, nonostante gli oltre 13 milioni di euro stanziati dalla Regione Puglia per il completamento delle reti idrica e fognaria, l’intervento resta fermo. “Per approvare il progetto esecutivo e bandire la gara d’appalto è necessario completare prima l’impianto di Capoiale”.

La provincia di Foggia continua a perdere posizioni, scivolando al 94° posto su 107 province nella classifica dell’Indice di Sportività, elaborata da Pts Sport per Il Sole 24 Ore. A livello regionale, è penultima tra le province pugliesi, davanti soltanto alla BAT. In vetta alla graduatoria figurano Milano, Trento e Bolzano, mentre chiudono la classifica Crotone, Agrigento e Sud Sardegna. Giunto alla sua 20ª edizione, l’Indice di Sportività misura la qualità e la diffusione della pratica sportiva a livello provinciale. L’edizione di quest’anno si basa su 32 indicatori, suddivisi in quattro macroaree: la struttura e l’organizzazione del sistema sportivo (tesserati, enti di promozione sportiva, attrattività degli eventi, praticabilità sportiva, investimenti e Olimpiadi Milano-Cortina 2026); gli sport di squadra; le discipline individuali; e il rapporto tra sport, economia (imprese, turismo, media, ecc.) e società (bambini, donne, amatori, persone con disabilità, ecc.). Per ciascun indicatore e per ogni macroarea viene stilata una graduatoria delle 107 province italiane, rapportando i dati sportivi alla popolazione di età compresa tra i 6 e i 75 anni. Sulla base del diverso peso attribuito ai singoli indicatori viene poi elaborata la classifica finale. I dati fanno riferimento, nella maggior parte dei casi, al 2025, mentre per gli sport di squadra e quelli invernali è stata presa in considerazione la stagione 2025/26. Entrando nel dettaglio, la provincia di Foggia si colloca all’89° posto nella categoria Struttura sportiva, con questi piazzamenti nei singoli indicatori: atleti tesserati (99°), dirigenti, tecnici e ufficiali di gara (101°), enti di promozione sportiva (88°), tasso di praticabilità sportiva (70°), attrattività degli eventi sportivi (81°), investimenti nello sport (33°) e Olimpiadi Invernali 2026 (28°). Nella categoria Sport di squadra Foggia è 84ª: squadre e territorio (64°), calcio professionistico (53°), calcio dilettantistico (93°), basket (77°), volley (81°), altri sport di squadra (84°) e società dilettantistiche (103°). Per quanto riguarda gli Sport individuali, la provincia occupa l’82° posto, distinguendosi soprattutto nel settore dei motori (12°). Gli altri indicatori registrano invece piazzamenti più arretrati: sport outdoor (101°), sport indoor (40°), sport dell’acqua (92°), sport invernali (83°), ciclismo (103°), atletica (58°), nuoto (94°) e tennis (97°). Particolarmente negativo il risultato nella categoria Sport e società, dove Foggia si classifica al 99° posto. I singoli indicatori vedono: sport, storia e cultura (84°), sport femminile (88°), sport e amatori (53°), sport paralimpico (88°), formazione per lo sport (54°), sport e turismo-natura (96°), sport e bambini (91°), media per lo sport (105°) e imprese per lo sport (95°). Abbiamo chiesto un commento sulla classifica a tre esponenti dello sport foggiano: Domenico Di Molfetta, assessore allo Sport del Comune di Foggia, Davide Colella, presidente dell’ASD US Foggia Scuola Nazionale Asta, e Renato Martino, delegato provinciale del CONI.

Dal cronoprogramma dei lavori alla caserma dei Vigili del Fuoco, dalle compagnie low cost alla soglia dei 200mila passeggeri. Ma soprattutto una domanda che Antonio Vasile ribalta sulla Capitanata: quanto sta facendo il territorio per rendersi attrattivo e sostenere davvero il suo aeroporto? Il presidente di Aeroporti di Puglia⁠, intervistato ai microfoni de l’Attacco, risponde punto per punto alle perplessità sollevate dal Comitato Vola Gino Lisa nella lettera aperta inviata il 24 luglio al presidente della Regione Antonio Decaro. Una missiva nella quale il Comitato, guidato dall’avvocato Maurizio Gargiulo, chiede un incontro e mette sul tavolo una lunga serie di interrogativi: tempi della caserma dei Vigili del Fuoco e dei lavori su aerostazione e piazzali, Protezione Civile, continuità territoriale, limiti della pista, assenza delle low cost e prospettive di uno scalo che il Masterplan dimensiona su 200mila passeggeri al 2035. Vasile parte proprio dai lavori. E mette una data: settembre. “Dal momento in cui è stato firmato il decreto, a metà giugno, avevamo sessanta giorni per partire. Abbiamo semplicemente deciso che i lavori per l’aerostazione e il piazzale partiranno a settembre: sarebbe stato inutile aprire un cantiere ad agosto per poi doverlo rallentare o fermare ad agosto”. Un intervento che non è più soltanto sulla carta.  A maggio è stata infatti resa nota l’aggiudicazione dell’appalto integrato per la progettazione esecutiva e la riqualificazione funzionale del terminal passeggeri: circa 12 milioni di euro, finanziati con risorse FSC 2021-2027 e inseriti nel Contratto di Programma ENAC-AdP 2024-2027. Ed è qui che il presidente di AdP invita ad attendere i fatti prima di emettere sentenze. “I lavori pubblici non possono essere interpretati secondo i tempi che ciascuno vorrebbe. Ci sono procedure che devono essere rispettate. La Regione ha fornito tutti gli strumenti necessari per rendere questa infrastruttura al pari delle altre. Una volta tanto riconoscetecelo. Se entro settembre non ci sarà alcun cantiere, allora si potrà tornare sull’argomento”. Una risposta diretta alle preoccupazioni espresse dal Comitato, che già nell’approfondimento pubblicato da l’Attacco aveva descritto uno scalo frenato da criticità infrastrutturali, offerta insufficiente e dipendenza da un solo vettore. Nel 2025, secondo l’analisi di Vola Gino Lisa, lo scalo aveva registrato 68.479 passeggeri commerciali, collocandosi in fondo alla graduatoria degli aeroporti italiani con traffico commerciale regolare. Vasile, però, sposta il punto di osservazione. Il Gino Lisa, ricorda, arriva da una storia completamente diversa rispetto agli altri scali pugliesi. “Parliamo di un aeroporto che è rimasto chiuso per quindici anni e che, grazie all’impegno della Regione Puglia e dell’assessore al ramo Raffaele Piemontese, ha ripreso la propria attività. Tutto deve procedere per gradi. È accaduto anche a Bari, che ha impiegato anni per arrivare al livello attuale”. 



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