E’ di San Giovanni il formaggio dell’anno: “Premiati qualità e impegno di tre generazioni di allevatori”

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E’ il pecorino garganico riserva, prodotto dalla masseria Macerone di San Giovanni Rotondo, ad essersi aggiudicato il Premio al Formaggio dell’anno nell’ambito dell’Italian Cheese Awards la cui serata finale si è tenuta il 19 novembre ad Ancona, nel suggestivo scenario della Mole Vanvitelliana. In finale erano presenti 33 formaggi provenienti da tutta Italia che avevano superato la fase delle semifinali in cui i concorrenti erano non meno di 100, che si sono “affrontati” ad aprile a Cittadella. Un bel traguardo per una realtà della Capitanata che mantiene in vita quella che si potrebbe definire un’attività in via d’estinzione.

“La nostra è un’azienda storica del territorio – ha esordito a l’Attacco Stefano Longo, titolare di terza generazione dell’impresa -. La mia famiglia si è sempre occupata dell'allevamento di ovini e della coltivazione di cereali a San Giovanni Rotondo. Prima mio nonno, poi mio padre Renato, ora io, da generazioni produciamo il formaggio in questa nostra azienda, una tipica masseria pugliese fortificata risalente all‘Ottocento. Dal 2000 abbiamo finalmente aperto il nostro caseificio nel quale produciamo il pecorino della tradizione, con una ricetta storica, latte a chilometro zero delle nostre pecore allevate esclusivamente al pascolo nel nostro territorio e quello di altri due allevamenti vicini che seguono gli stessi criteri”.

Tutto questo naturalmente non può che tradursi in un prodotto di qualità. “E’ quello che ci viene detto e del resto noi da parte nostra cerchiamo di stare molto attenti alla qualità, ci mettiamo amore, attenzione e cura”, ha aggiunto Longo.

E poi arriva l’Italian Cheese Award. “Tanta emozione e tanta la soddisfazione, il premio rappresenta anche il riconoscimento di un lungo percorso che stiamo ancora attraversando e lungo il quale non ci stanchiamo ancora di cercare sempre la perfezione, cerchiamo di migliorarci sempre”.

Per le loro peculiarità, i formaggi della masseria Macerone non sono prodotti fatti per il largo consumo e per la grande distribuzione e al momento sono disponibili in azienda e in alcuni alimentari della provincia.

“La produzione è limitata, la nostra è una piccola azienda e al momento distribuiamo in quei negozi che cercano prodotti particolari e che fanno una certa selezione, con clienti che non si accontentano del prodotto industriale. I nostri formaggi sono realizzati interamente da noi, con il latte delle nostre pecore, nel caseificio dell’azienda”, ha ricordato l’imprenditore.

Stefano, come detto, è l’anello più giovane della sua famiglia ad aver intrapreso questa strada professionale. 28 anni ma già quando ne aveva 20 era a lavoro in azienda, attiva in un settore, quello dell'allevamento e caseario, che proprio sul Gargano vive da anni una crisi importante, tale da determinare l’addio di tanti operatori che pensano che lo sforzo non valga più la pena: costi di produzione troppo alti, ricavi insufficienti, incombenze burocratiche e legacci amministrativi finiscono per scoraggiare gli allevatori e il settore è in sofferenza, come raccontato più volte su queste colonne.

“La mia è una passione che appunto mi ha tramandato mio padre – la riflessione del giovane imprenditore -, vivo l'azienda di famiglia da quando ero piccolo, quando mio padre mi portava nel caseificio. Poi, ho fatto questa scelta anche perchè sono molto legato al mio territorio, mi piace proprio questo lavoro e desidero portare avanti questa tradizione. Fare questo mi rende contento perché promuoviamo questa terra, anche grazie al nostro formaggio. Certo, è una vita fatta di sacrifici per un ragazzo ma da anche grandi soddisfazioni e spero che la mia esperienza possa essere una luce di speranza per questo territorio. Magari altri ragazzi, le giovani generazioni mossi dalla passione, riusciranno a non far morire definitivamente questa bella realtà garganica.  Speriamo possa andare sempre meglio e che le persone imparino a riconoscere il prodotto tipico, il prodotto della zona per acquistarlo e, così facendo, valorizzare un prodotto del piccolo artigiano che certo ha un valore inestimabile e consente di muovere l'economia della zona mantenendola viva”, ha concluso Stefano Longo.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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