FdI corteggia Salvatori. Mainiero pronto, con o senza M5S. Pd, l’idea Curtotti non è archiviata

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Archiviato anche il mese di marzo, a Foggia partiti e civismi sono alle prese con le difficili costruzioni di alleanze e candidature in vista delle elezioni comunali d’autunno. I foggiani torneranno alle urne tra ottobre e novembre, dopo la lunghissima fase commissariale iniziata a maggio 2021, un’era fa.

Nulla è scontato né nel centrodestra (che conquistò Palazzo di città nel 2014 e nel 2019 con Landella) né nel campo largo progressista formato da centrosinistra e M5S. Tutti gli schieramenti restano in cerca del nome migliore da spendere per tentare di allargare il più possibile coalizione e bacino elettorale.

La mattinata di domenica è stata di lavoro per i meloniani, che si sono riuniti nella città capoluogo in una riunione programmatica cui hanno partecipato il viceministro Galeazzo Bignami (commissario provinciale, in videocollegamento), i parlamentari Annamaria Fallucchi e Giandonato La Salandra, il consigliere regionale Giannicola De Leonardis e il segretario cittadino dei giovani di Fratelli d’Italia Mario Giampietro.

Il partito della presidente del Consiglio sente di avere la maggiore responsabilità all’interno del centrodestra e intende tenere la barra dritta dopo aver per primo, nel 2021, fatto opera di repulisti al proprio interno e tracciato una netta demarcazione per prendere le distanze dalle magagne dell’era Landella e dall’inchiesta per presunta corruzione in Comune. E’ fondamentale proporsi alla comunità, stanca e sfiduciata, con una personalità che sia espressione di onestà, serietà, competenza, rigore, visione.

I beninformati rivelano che da ultimo i meloniani stanno corteggiando niente meno che l’ingegnere Marcello Salvatori, imprenditore illuminato e di successo, patron di Sistemi Energetici spa. L’ultima sua intrapresa è KMVerde, l’enorme Polo tecnologico per l’economia circolare e le fonti rinnovabili che la Sistemi Energetici spa sta realizzando a Borgo Cervaro; il Polo sarà completato entro il 2025 presso il sito industriale dismesso decenni fa da Ferrovie dello Stato, acquisito dall’impresa foggiana. Un uomo la cui storia professionale rappresenta il miglior biglietto da visita, ma che vanta anche una famiglia che ha segnato parte della vita politica del capoluogo.

Suo zio Vittorio fu primo cittadino negli anni Sessanta e parlamentare, prima DC e poi PSDI. E’ assai difficile, però, che l’ingegnere possa accettare la candidatura a sindaco offertagli da FdI, impegnato com’è in tanti progetti che coinvolgono anche la Regione Puglia.

Chi da tempo è invece attivissimo per il voto d’autunno è il commercialista Giuseppe Mainiero, già consigliere comunale nel quinquennio 2014 e 2019, candidato sindaco al termine di quell’esperienza in minoranza e oggi referente del movimento civico Resto a Foggia. Dopo una vita passata a destra, Mainiero anni fa mollò Fratelli d’Italia in aperto contrasto con la governance del partito e la decisione di appoggiare Landella. Oggi non risparmia critiche a La Salandra e ai suoi vecchi compagni di partito ricordandone i trascorsi con l’ex sindaco. Mainiero ha la macchina elettorale già pronta: la prima iniziativa pubblica ufficiale in veste di candidato è fissata per il 5 maggio, in piazza Mercato. Dalla propria parte ha già il sostegno di nomi di peso dell’imprenditoria del capoluogo, da Gino Boscaino a Teo Biancofiore, ex presidente di Confcommercio.

Ma non si è ancora sciolto il nodo dell’intesa col M5S. Mainiero – che si è avvicinato al presidente della Regione Michele Emiliano negli ultimi anni - è stato fortemente sponsorizzato in questi mesi dal leader dei civici emilianisti Rosario Cusmai. Del tutto improbabile, invece, che il Pd possa mai proporre al primo turno ai propri elettori di votare l’ex meloniano.

Quanto al M5S la situazione è ancora di stasi, tant’è che Mainiero è pronto a iniziare la campagna elettorale senza aspettare il via libera dei contiani. Se nei mesi scorsi questi ultimi spiegavano di dover attendere le decisioni del presidente Giuseppe Conte adesso è evidente che sia loro che gli alleati a livello regionale – civici e dem – vogliono vedere come andrà a finire a Brindisi, dove il M5S l’ha spuntata e ha ottenuto di esprimere il candidato sindaco per le comunali di maggio, Roberto Fusco. “Pd ed Emiliano avevano tentato di far prevalere l’ipotesi di Salvatore Giuliano, sempre 5S ma a loro più gradito, ma Conte ha detto la linea del “ce lo scegliamo noi”. E’ stata una nostra vittoria”, commentano alcuni pentastellati a l’Attacco. Qualora, però, l’esito dovesse essere deleterio, inferiore al 12-13%, sarà messo in discussione a Foggia se spetterà ancora ai pentastellati avere il pallino in mano nella coalizione oppure se saranno costretti a doverlo cedere. Insomma, per due mesi si rischia di non decidere nulla.

C’è anche l’effetto Schein da considerare nel fronte emilianista: secondo gli analisti politici con l’attuale segretaria Pd gli spazi a sinistra vengono occupati e al M5S non rimane che reinventarsi forza moderata, ennesima trasformazione dalla nascita ad oggi. Questo spiega l’attuale attendismo: al segretario cittadino dem Davide Emanuele, che ha sollecitato un incontro già giorni fa, il coordinatore provinciale 5S Mario Furore ha risposto prendendo tempo. “Aspettano tutti la nostra mossa. Foggia è una partita importante, anche il coordinatore regionale Leonardo Donno vuol venire a trovarci per discuterne”, continuano i contiani.

Infine le incognite legate al Pd e alla prospettiva, verosimilissima, che i dem possano correre senza M5S al primo turno. I beninformati scommettono che il vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese possa ritirare fuori il nome della docente sanseverese Donatella Curtotti, direttrice del dipartimento di Giurisprudenza presso l’Università di Foggia, la quale ha appena smesso i panni di candidata rettrice dopo la sconfitta contro il neo Magnifico Lorenzo Lo Muzio.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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