Se per Pd e M5S l’interrogativo principale è, specie dopo la vittoria alle regionali in Sardegna, capire dove sia possibile replicare il campo largo nelle città al voto l’8-9 giugno prossimi, il centrodestra è alla difficile ricerca dell’unità. Il livello provinciale di Fratelli d’Italia, partito leader della coalizione, sta tentando con difficoltà di far passare questa via ovunque si vada alle urne. A Manfredonia il centrodestra è dilaniato dalla guerra tra l’ex sindaco Gianni Rotice e il parlamentare di Forza Italia Giandiego Gatta. Le ultime notizie ufficiali sono quelle relative ai coordinatori regionale e provinciale degli azzurri, Mauro D’Attis e Paolo Dell’Erba, che come ampiamente previsto si sono posti dalla parte di Gatta e hanno detto no ad accordi con Rotice. Ma correre divisi significa riconsegnare matematicamente l’ex feudo rosso di Capitanata ai dem di Paolo Campo, come avvenuto per oltre due decenni fino alla vittoria a sorpresa dell’edile nel 2021. E’ per tale ragione che i vertici di FdI si stanno rendendo protagonisti di un tentativo di ricompattare la coalizione. La quadra che si sta tentando di trovare per tale ricostruzione verte intorno al nome di un ex amministratore comunale che da sempre ha militato nell’area del centrodestra e che viene considerato espressione della “generazione Atreju”, pur non avendo mai rappresentato FdI nella propria esperienza di dirigente di partito e di eletto. Una persona gradita anche a Rotice, che ne ha apprezzato la fedeltà quando lo scorso anno il tradimento di parte della sua maggioranza fece andare a casa l’amministrazione ad appena due anni dall’insediamento a Palazzo San Domenico. L’ex sindaco sarebbe dunque d’accordo. Il problema è Gatta, che ha questioni personali col possibile candidato sindaco.
“Se ci saranno resistenze sul piano personale e non politico chi dirà no si assumerà la responsabilità di aver rotto la coalizione”, commentano fonti meloniane a l’Attacco. “Rotice ha fatto un gesto di grande maturità col proprio passo indietro. Mentre Gatta ha avviato un percorso in solitaria e appare come il grande sponsor dell’operazione civica guidata dall’ex vicesindaco Giuseppe Basta. Ma dal momento che a giugno andranno al voto diversi grandi comuni non si può ragionare di testa propria, come se Manfredonia rappresentasse un’entità a parte rispetto a San Severo, San Giovanni Rotondo, Torremaggiore, etc. Lo schema del centrodestra unito deve valere ovunque. Gatta deve capire che è il parlamentare della coalizione, non della sola Manfredonia”.
Nei giorni scorsi c’è stato un incontro ufficialmente dedicato alle elezioni provinciali del 17 marzo prossimo ma nel quale, in realtà, si è affrontato anche il tema delle amministrative. “Rotice vale 2-3mila voti”, commentano i beninformati a l’Attacco. “Nessuno a Manfredonia intende perdere quel pacchetto di voti e far tornare la città nel passato”.
A San Severo il campo largo è ormai una realtà e il candidato sindaco è l’avvocato Angelo Masucci, legato alla parlamentare contiana Carla Giuliano ma che è da sempre vicino anche al sindaco uscente Miglio e al centrosinistra. Una scelta che non piace affatto al gruppo M5S locale, guidato dall’ex candidato sindaco Gianfranco Di Sabato, il quale stando ai rumors potrebbe lasciare i contiani e creare una lista civica a sostegno di Rosa Caposiena.
La consigliera comunale di FI, che da tempo sta tentando un’operazione civica con Nazario Tricarico e altri, piace anche ad alcuni vertici provinciali di FdI, che la ritengono l’unica su cui si possa costruire una convergenza nel centrodestra e che la stimano al 20%. Ma il gruppo locale dei meloniani si è “incaponito” su Leonardo Lallo, nello scetticismo dei livelli superiori del partito, che la considerano un’opzione fallimentare.
I beninformati raccontano che lunedì scorso, quando si è riunito il nuovo direttivo provinciale di FdI nel capoluogo, Lallo e Luciana De Lallo hanno pressato la senatrice Annamaria Fallucchi, sollecitandola ad appoggiarli. La parlamentare è riuscita a svicolarsi infilandosi in auto e partendo per Roma. A dare man forte al gruppo sanseverese di FdI sarebbero i digiuseppiani del partito, ovvero l’ala guidata dal neo coordinatore provinciale Giannicola De Leonardis, convinti erroneamente che si vinca, dopo Miglio, con qualunque nome. Un’illusione pericolosissima. Il rischio di tale situazione è che si perdano altri pezzi a favore di Masucci.
Forti mugugni nel centrodestra anche a Torremaggiore, dove l’ex sindaco Lino Monteleone – legato a Giandiego Gatta – è accusato da diversi alleati di aver fatto un’uscita a gamba tesa contro la candidata sindaca Massima Manzelli, pregiudicando l’eventuale accordo per il ballottaggio. Nella città del sindaco uscente Emilio Di Pumpo, piddino ricandidato e sostenuto anche dal M5S, FdI scommette sulla propria Anna Lamedica e invita gli alleati a “non buttare benzina sul fuoco, creando ulteriori difficoltà”.
Insomma, il malcontento regna sovrano pure a Torremaggiore. “Il tema principale è legato a certi egoismi, che si ripetono in varie città e che rendono inevitabile una resa dei conti nel centrodestra”, concludono i beninformati.
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