Nel Palazzo di Città di Cerignola, la figura di Savino Bonito, figlio del Sindaco Francesco, non può esattamente definirsi eminenza grigia. O forse sì. Nei fatti, la parte da lui recitata nell’ambito dell’azione amministrativa non è così chiara, pur essendolo in maniera piuttosto lampante. Insomma, si è di fronte ad un vero e proprio factotum. Non è raro incontrare Savino negli uffici comunali, soprattutto quelli al terzo piano, sede dell’assessorato all’Urbanistica. Ma è qui che sorge la domanda che da più parti viene posta: perché non ufficializzare la sua posizione all’interno della macchina amministrativa? In quanto, all’interno di questa macchina, Bonito junior non è certo un mero ingranaggio quanto invece uno dei perni. A tal proposito, gli esempi non mancano di certo. L’ultimo, in termini di tempo, è quello rivelato a l’Attacco da Domenico Bellapianta, capogruppo di Senso Civico che sostiene la maggioranza. Bellapianta afferma che è sempre stato lui a presenziare, in sostituzione del padre, gli incontri con i capigruppo, convocandoli via chat e indicando anche i temi da dibattere. Il che, a Cerignola, è un segreto di Pulcinella, dato che non è l’unico caso in cui Savino partecipa a incontri e vertici a volte facendo le veci del Sindaco, a volte in qualità di non si capisce bene cosa. Un caso palese in questo senso è quello che lo vide coinvolto in prima persona nelle interlocuzioni tra il Comune e i dirigenti del gruppo Scout Cerignola 2 San Michele a proposito del nuovo parco pubblico che sorgerà nel rione Fornaci.
La situazione (a cui l’Attacco ha dato ampio risalto nei mesi scorsi) è piuttosto complicata, vista la presenza sull’area edificabile di un prefabbricato di proprietà della Diocesi. Bonito junior svolse un attivo ruolo di intermediario tra le parti affinché si potesse giungere a un accordo che accontentasse tutti. Le parti, in realtà, sono ancora adesso distanti, ma la sua attività da intermediario non mancò di sollevare polemiche.
In quell’occasione, Franco Metta evidenziò come il figlio del Sindaco fosse “una persona che non riveste ruolo istituzionale e che quindi non ha nessun vincolo di riservatezza” ma che tuttavia “presiede incontri, ha accesso a dati sensibili, ha accesso a documenti di gare d’appalto”. Anche Nico Marro, dirigente scout, non risparmiò stilettate: “A che titolo il figlio del Sindaco ha condotto le trattative? E chi lo sa!”, dichiarò a l’Attacco. In pratica, Savino Bonito svolge ruoli istituzionali e politici pur non ricoprendo ufficialmente alcuna carica.
E tra gli incarichi politici che è chiamato ad attuare vi è quello di esecutore di una sorta di manuale Cencelli locale, tenendo a bada le voglie delle liste civiche di avere più peso e più visibilità all’interno della coalizione ed eventuali tendenze egemoniche da parte del Partito democratico. Il che però non ha mancato di causare malumori proprio tra i civici, che sembrano ritenere Savino non esattamente super partes.
Lo stesso Bellapianta e Gino Giurato della lista Con sono tra le voci più critiche nei confronti della Giunta e, stando a rumors, Bonito junior starebbe facendo di tutto per isolarle. In occasione del vertice del 15 febbraio tra Bonito Sindaco e i capigruppo, pare addirittura che Bellapianta sia stato l’unico a non essere stato contattato telefonicamente da Savino. Il quale, in virtù di un accordo risalente ad inizio consiliatura, vorrebbe dare ai civici la presidenza del Consiglio comunale, carica ora occupata da Sabina Ditommaso del Pd. Secondo quell’accordo, al giro di boa dei due anni e mezzo di consiliatura la carica dovrebbe andare a una lista civica (Con in pole position).
Il tentativo del Pd stesso di esautorare Ditommaso anzitempo non è andato a buon fine, il che avrebbe di fatto reso più complicato il passaggio della carica dai dem ai civici, che ora lo ritengono di difficile se non d’impossibile attuazione. Anche la manovra di esautorazione di Ditommaso vede Savino Bonito come protagonista, il tutto motivato dalle lacerazioni interne al Pd. Lacerazioni che si riversano inevitabilmente in tutta la coalizione, con i civici che imputano a Bonito junior anche il probabile non avvicendamento (a loro dire) in loro favore alla presidenza del Consiglio comunale.
Nel frattempo, il diretto interessato non parla. E, quando parla, lo fa nelle riunioni di varia natura. Cosa che, allo stato attuale, non sta più bene alle liste civiche, che avevano inizialmente accettato (obtorto collo?) la funzione di plenipotenziario del figlio del Sindaco. Persino il nome di assessore alle Attività Produttive sarebbe stato indicato da Savino, nonostante Sergio Cialdella non fosse esattamente la personalità indicata da Senso Civico, lista a cui spettava il ramo della giunta in questione. I suoi tentativi per accontentare tutti avrebbero finito per scontentare i civici, che non ritengono di essere stati accontentati in alcun modo. A cominciare proprio da Cialdella, di cui lo stesso Senso Civico chiede la sostituzione.
E negli uffici comunali quali sono i commenti? Per lo più, non ci sono commenti. Solo un impiegato, alla domanda diretta: “Esattamente, Savino Bonito cosa fa?”, ha dato una risposta. Utilizzando una sola parola: “Tutto”. E allora, la domanda resta una soltanto e sempre la stessa: non sarebbe finalmente ora di ufficializzare il ruolo del figlio del Sindaco all’interno della macchina amministrativa?
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