È stato senza dubbio un genio chi per primo ha inventato il civismo in politica. Non solo un genio del male, capace di legittimare quelle forme di trasformismo dai tratti gattopardeschi che nel tempo hanno consentito a numerosi rappresentanti delle istituzioni di cambiare casacca e schieramento a seconda delle circostanze, conservando spesso e volentieri intatta la poltrona. Ma anche un genio visionario, in grado di spalancare le porte della politica a mondi e protagonisti che faticavano a trovare spazio nell’ingolfato e monolitico sistema dei partiti tradizionali. Naturalmente il civismo moderno non ha un unico padre fondatore. È il risultato di processi che negli anni hanno consentito anche a chi era marginale, o addirittura escluso dal tessuto politico, di prendere parte attiva alla vita pubblica. Non solo per ragioni di sensibilità personale, ma anche per questioni legate alla geografia territoriale e sociale. In Puglia, però, un genitore della lunga stagione civica che ha caratterizzato il governo regionale dell’ultimo decennio potrebbe essere indicato nell’ex governatore Michele Emiliano. Il magistrato, già Sindaco di Bari, ha saputo come pochi altri intercettare energie esterne alle forze politiche della Seconda Repubblica, pescando non di rado anche nell’area contrapposta a quella a cui egli stesso faceva riferimento, ovvero il centrodestra. Negli anni la sua creatura, denominata Con, ha raccolto non pochi delusi dall’ecosistema partitocratico, ma ancora utili alla causa, non solo in termini elettorali ma anche di competenze. Decisamente più fatica, in questo senso, sta facendo l’attuale presidente regionale Antonio Decaro. Con il contenitore chiamato Prossima sta provando a imitare, finora senza troppo successo, l’operazione del suo predecessore. In Capitanata, almeno fino a oggi, il principale referente del nascente movimento politico è il presidente della Provincia di Foggia nonché Sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti. Alle elezioni regionali di un anno fa ha sponsorizzato la candidatura della sua assessora Graziamaria Starace, ottenendo non solo l’elezione ma anche la sua nomina ad assessora regionale. Un incarico che Decaro, forse troppo freneticamente, si è visto costretto a ritirare dopo le vicende giudiziarie ancora tutte da verificare che hanno coinvolto la donna. Sarà anche per questo motivo che nell’intervista rilasciata ieri a l’Attacco Nobiletti è stato piuttosto sibillino sul proprio futuro politico. Tra le righe ha lasciato intendere di essere pronto a continuare il proprio percorso civico anche in maniera abbastanza indipendente dalle scelte del governatore. Nobiletti, del resto, è stato uno dei pionieri, se non il principale costruttore, del civismo di Capitanata degli ultimi anni. Il primo, se vogliamo, a mettere seriamente in discussione a sinistra lo strapotere del plenipotenziario dem Raffaele Piemontese. La sua lista La Provincia Sei Tu, strutturalmente collocata nel campo largo progressista, ha maturato nel tempo un seguito politico notevole, radicandosi nel territorio provinciale con sempre maggiore capillarità e incrociando il cammino di diversi amministratori locali. Figure provenienti spesso da piccoli centri della provincia che, anche a causa dell’assenza di sezioni di partito e della crescente difficoltà nel coinvolgimento politico delle rispettive comunità, hanno trovato nel civismo un modello adeguato a gestire territori di certe dimensioni. Anche i maggiori centri della provincia, tuttavia, nell’ultimo ventennio hanno sperimentato coalizioni nelle quali la presenza di contenitori civici era consistente, se non addirittura predominante.
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Partiti, Nobiletti si guarda intorno: sia a destra che a sinistra cresce l’interesse per la galassia civica
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