Ormai i tempi sono maturi per (ri)discutere il tema delle telecamere di videosorveglianza nelle strutture sanitarie e assistenziali. In principio, ci furono 5 oss in servizio alla RSAA Stella Maris di Siponto – di cui 4 sottoposti a misure cautelari – colti mentre consumavano maltrattamenti e violenze, anche sessuali, a danno degli inermi anziani ospitati (a pagamento) nella struttura. Nei giorni scorsi, purtroppo, sono venuti fuori nuovi orrori. Ben 30 persone denunciate per i gravi fatti al Don Uva di Foggia, sempre a danno di pazienti fragili. Le voci dapprima isolate di chi chiedeva telecamere nelle strutture sanitarie – a salvaguardia dei degenti – sono adesso diventate una comunità nutrita e fortemente convinta che sia l’unica maniera per fungere da deterrente nei confronti di soggetti spregiudicati.
Non bisogna comunque fare di tutta l’erba un fascio, come ha saputo mostrare l’operatore socio sanitario che scoperchiò il pentolone delle violenze alla Stella Maris. Se non fosse stato per il suo coraggio, gli inquirenti non avrebbero mai potuto piazzare le telecamere che hanno ripreso la quotidianità di quel mese e mezzo di maltrattamenti e violenze (anche sessuali).
Il 23 dicembre scorso, in esclusiva, l’Attacco lo aveva intervistato. Tutelandolo su sua espressa richiesta – “per evitare ritorsioni sui miei congiunti”, motivò – e chiamandolo con il nome fittizio ‘Mario’, raccontò la genesi della sua denuncia e l’effetto sortito. Salvò una novantina di anziani dalle grinfie di quegli aguzzini, tuttavia è rimasto senza lavoro perché la Cooperativa Santa Chiara – che gestisce la RSAA sipontina -, all’ennesima scadenza del suo (ennesimo) contratto da pochi mesi, non glielo ha più rinnovato.
Una vicenda kafkiana, che non è passata inosservata alla redazione giornalistica di Mi manda Rai Tre. La storica trasmissione della rete nazionale parlerà proprio di videosorveglianza, nella puntata che andrà in onda sabato 4 febbraio prossimo. Telecamere che risultano spesso determinanti, ma che le attuali norme non permettono di installare dovunque. Per farsi raccontare i fatti resi noti dagli inquirenti il 4 agosto scorso, hanno scelto l’Attacco e, dopo aver stabilito i contatti del caso, la giornalista Rita Rocca si è recata a Manfredonia.
È stato ascoltato uno dei legali che difendono le famiglie degli anziani che hanno subito violenza, l’avvocato Lorenzo Troiano, come anche l’avvocata Innocenza Starace che, invece, difende una quindicina di oss licenziati dalla proprietà perché rei, a dire della stessa, di non averla informata di ciò che accadeva nella struttura. Spazio anche al vicequestore di Foggia e al Procuratore Ludovico Vaccaro.
A metà giornata del 25 gennaio scorso, la troupe televisiva si è recata a Siponto e, dopo aver fatto il punto attraverso un’intervista a l’Attacco, ha provato ad entrare alla Stella Maris. Come è andata, si potrà vedere sabato 4 febbraio prossimo, dalle ore 9 alle 10,20.
Il momento più intenso delle riprese è stato quello dedicato all’ascolto dell’oss Mario. La giornalista Rocca ha chiacchierato lungamente con lui, sollecitandolo con domande che lo hanno agevolato nel racconto dei fatti. Di quello che ha vissuto. E che ancora oggi si trova a vivere. Ci sono notti, infatti, durante le quali Mario è svegliato dagli incubi. Sono le immagini degli anziani, dei loro occhi spaventati, della loro fragilità violata brutalmente.
Il silenzio della stanza in cui si è svolta l’intervista è diventato pesante, soffocante. Le parole di Mario hanno gelato i presenti: l’inviata di Manda Rai Tre, i due membri della troupe televisiva, l’avvocato Luigi Aucello e il signor Filippo, papà di Mario.
Parlando con quest’ultimo, si capisce da dove provengano i valori che possiede suo figlio. “È sempre stato così – dice a l’Attacco -, già da quando era ragazzo”. Un difensore dei più deboli, tanto è vero che “interveniva sempre in loro difesa, cercando di ricondurre alla ragione chi eventualmente poteva minacciarli. Ci parlava, senza assumere i comportamenti violenti che invece censurava”.
Una spiegazione che ha riportato subito alla mente la risposta che l’oss Mario diede su queste colonne alla domanda provocatoria che gli era stata rivolta. Consapevole che la sua denuncia ha fermato gli aguzzini e il prezzo costatogli è l’essere rimasto senza lavoro, lo rifarebbe? “Lo rifarei altre mille volte – rispose -, Andrei altre mille volte in mezzo alla strada dopo aver salvato 90 vecchietti. L’ho fatto col cuore e lo rifarei, perché quegli anziani ospiti non meritavano tutto quello che succedeva loro”.
Un messaggio che ci ha tenuto a ribadire anche durante l’intervista con Mi manda Rai Tre, rivolgendosi a tutti i suoi colleghi oss. “Denunciate, denunciate! Nessuno merita di essere trattato così, meno che mai le persone anziane”.
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