“Mi dispiace di quello che ho fatto e chiedo scusa alla famiglia. Una cosa vi chiedo: vorrei sapere dov’è il telefono della vittima, perché lì dentro ci sono risposte che servirebbero tanto a voi quanto a me”.
Così Cristoforo Aghilar durante l’ultima udienza del processo per l’omicidio di Filomena Bruno, uccisa a coltellate a Orta Nova nell’ottobre del 2019.
Per questo caso, la difesa – rappresentata dall’avvocato Marco Merlicco – ha chiesto il mancato riconoscimento delle aggravanti per premeditazione e stalking (come richiesto invece da pm e parti civili) e quindi la condanna per il reato di omicidio volontario, ma ridotta di un terzo della pena, perché in fase di udienza preliminare era stata avanzata la richiesta di rito alternativo.
Il processo proseguirà a febbraio, con le eventuali repliche della pubblica accusa (pm Rosa Pensa), che nella sua requisitoria aveva invocato per l’imputato una condanna all’ergastolo, con isolamento diurno. Richiesta reiterata, nella sua discussione, anche dal legale della parte civile, l’avvocato Michele Sodrio. Il verdetto di primo grado arriverà nei prossimi mesi.
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