La supremazia criminale di Miucci e dei Montanari nel controllo della droga. Le rivelazioni dei pentiti

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Il narcotraffico come principale attività del più potente clan mafioso del Gargano, quello dei Montanari. E’ quanto emerge sia dall’ultima, recente indagine che ha colpito il reggente del clan Enzo Miucci (insieme al braccio destro Matteo Pettinicchio, al suo referente viestano Claudio Iannoli e ai fratelli Davide e Mario Carpano, anche loro viestani) sia da quanto stanno raccontando i collaboratori di giustizia alla DDA di Bari.

In entrambi i casi gli inquirenti hanno avuto conferma del regime di “monopolio violente” nel traffico di droga, “importante strumento di affermazione dell’egemonia mafiosa e, allo stesso tempo, la principale fonte di arricchimento illecito dell'organizzazione criminale”, come dice il gip del Tribunale di Bari Alfredo Ferraro.

Lo hanno detto a chiare lettere negli ultimi anni, con dichiarazioni convergenti, ben 5 pentiti, sia pur appartenenti a clan contrapposti ai Libergolis-Miucci: il foggiano Carlo Verderosa, i viestani Danilo Pietro Della Malva e Orazio Coda, i fratelli mattinatesi Antonio e Andrea Quitadamo, tutti inquadrati nei clan Romito-Ricucci-Lombardi e nella batteria foggiana alleata Moretti-Pellegrino-Lanza. “Tengono il monopolio a Manfredonia della cocaina e Monte Sant'Angelo. Queste sono cose che ho sentito in carcere eh, non è che me le hanno dette loro personalmente”, le parole alla DDA di Verderosa.

“È un clan centenario dedito al traffico di droga, di omicidi, di estorsioni”, ha affermato Della Malva. “La droga comunque sia la dovevamo prendere dai Libergolis. Perché io dovevo prendere una partita di fumo e gli avevo chiesto se potevo andare da chi volevo, che tanto erano cambiate le cose, e dice: "No, non è che ... mo' è morto Angelo (il boss Notarangelo, ndr) e puoi fare quello che vuoi. Però ci troviamo un accordo, anche perché - disse Marco - non sono solo io, sta Renzino Miucci, che deve dire se ce lo manda lui il fumo, la cocaina e quanto altro. Dovevano prendere ordini da lui praticamente”.

Alla domanda del pm Gatti “quindi che il gruppo di Vieste, il nuovo gruppo di Vieste che si era creato, doveva prendere ordini da Miucci e dai Libergolis?” Della Malva ha risposto in maniera netta: “Sì, sì, sì. Soprattutto per quanto riguarda la droga. Questo gruppo di Perna si colloca con i Libergolis sempre, con Lorenzo Miucci. Diventa l'articolazione dei Libergolis su Vieste e Peschici. C’è un rapporto di fratellanza, erano tutta una cosa”. Chiarissimo il motivo per cui i Romito e i Libergolis ci tenevano così tanto a Vieste. “Vieste è una città dove l'estate fa i numeri, è una città ricca, gli sbarchi di marijuana, della cocaina pure, c'erano molti interessi”, ha sottolineato Della Malva.

Anche Orazio Coda, anch'egli in passato appartenente all'articolazione viestana del clan Romito-Lombardi-Ricucci facente capo al boss Marco Raduano, ha esplicitamente ricondotto agli interessi correlati alla gestione monopolistica del traffico di droga del clan Libergolis la principale chiave di lettura del percorso evolutivo della criminalità organizzata viestana, sia con riferimento al sostegno originariamente offerto dai Libergolis all'affermazione su Vieste della figura del boss Angelo Notarangelo sia in ordine alle ragioni della sua successiva esautorazione, culminata con l’omicidio di Notarangelo il 26 gennaio 2015 mediante un agguato mafioso.

“Miucci si arrabbiò perché Angelo Notarangelo venne meno con la sua parola, perché era diventato boss grazie ai Libergolis, promettendogli che si sarebbe rifornito da loro avendo questa carica”, ha spiegato Coda.

“Però Notarangelo ha fatto così per…è diventato boss di Vieste, sì. Si riforniva da loro per ... non so per quanti anni, poi decise di rifornirsi per conto suo, e questo fatto a Miucci non gli scendeva giù. In effetti al passeggio, che Notarangelo se ne era accorto che Perna e Raduano parlavano sempre con Miucci, parlavano che una volta fuori dovevano levare di torno a Notarangelo, cioè lo dovevano uccidere, sempre con una promessa che Raduano e Perna si dovevano rifornire da Miucci, aiutandolo, perché Miucci ha molte persone in galera con lunghe condanne, che giustamente doveva mantenere. Dopo l'omicidio di Angelo Notarangelo questo gruppo aveva il paese, aveva il monopolio di tutto e la droga la dovevano prendere da Miucci, tutte le sostanze”.

Il controllo del mercato della droga e l’obiettivo prioritario di una affermazione egemonica sul territorio viestano da parte del clan di Monte Sant’Angelo sono stati ribaditi anche dai Quitadamo.

“Loro avevano il monopolio di sbarco di erba sul Gargano, tutti gli sbarchi di erba li comandavano loro. Dall'Albania, avevano contatti con albanesi, con calabresi dove la vendevano, a Roma dove la portavano. So che Miucci aveva molti rapporti in Calabria per la droga, cocaina”, ha detto Andrea Quitadamo al pm Gatti.

Il fratello maggiore Antonio, a maggio 2022, al pm Ettore Cardinali, ha confermato tutto: “Il capo dei Libergolis era Franco Libergolis, però detenuto dal 2009-2010. Ora sta Renzo Miucci. Operano su Manfredonia, Monte Sant'Angelo e una buona parte di Vieste, col contrabbando dell'erba. Cocaina. Hanno avuto una ... la questione che è nata proprio con Pietro La Torre (clan Romito-Ricucci-Lombardi, ndr) è proprio per la cocaina su Manfredonia. Nel 2016, si stavano ammazzando Renzo e La Torre per la piazza di Manfredonia, la scintilla è nata sulla droga. La Torre non voleva che Renzo scendeva a vendere la droga a Manfredonia. C'era un conflitto, Renzo Miucci voleva vendere la cocaina su Manfredonia e La Torre gliel'ha impedito. Il gruppo di Miucci opera dal 2007-2008, da quando è uscito dal carcere, subito dopo che hanno arrestato Franco Libergolis è andato a comandare lui. Renzo Miucci è nipote di Ciccillo Libergolis”, ha ricordato Baffino senior riferendosi allo scomparso capostipite della famiglia mafiosa.

Sempre al pm Cardinali, un anno fa, Antonio Quitadamo ha aggiunto: “So che il gruppo di Miucci se la faceva con i viestani, con Girolamo Perna, Omar Trotta, Gianpiero Quitadamo, Vincenzo Vescera”. Nomi noti alle cronache perché Perna, Trotta e Vescera sono stati uccisi negli scorsi anni.

“So che facevano il contrabbando dell'erba, sbarcavano erba da Vieste e portavano...a Roma la portavano. Cose che ho saputo dal gruppo in quanto abbiamo avuto a che fare con Raduano e Luigi Troiano, sono cose che abbiamo saputo da loro. Il gruppo di Miucci era composto da lui, Pettinicchio, il cognato di Enzo Lorenzo Scarabino, i viestani Perna e Trotta. Lui ha cominciato a prendere tutto in mano all'arresto di Franco Libergolis, ha preso lui il predominio su tutto. Ha preso lui il predominio su Monte Sant' Angelo e metà Manfredonia, erano infiltrati tutti su Vieste pure alla morte di Notarangelo. Da gennaio 2016 ha preso possesso di Vieste. Su Vieste facevano lo smercio dell'erba, dall'Albania”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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