Scioglimento del Consiglio comunale di Orta Nova per infiltrazioni mafiose, ci sono molte cose che non tornano

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L’estate 2023 ha regalato lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del sesto comune della Provincia di Foggia in pochi anni. Dopo Monte Sant’Angelo (2015), Mattinata (2016), Cerignola (2019), Manfredonia (2019), Foggia (2021) ecco appunto l’ultimo provvedimento ministeriale con conseguente commissariamento straordinario per Orta Nova, datato 17 agosto 2023. La Capitanata è diventata negli ultimi anni il più grande laboratorio di questo istituto giuridico di bonifica amministrativa, tanto dibattuto e controverso, previsto dall’art. 143 del TUEL ed introdotto con decreto legge nel 1991. l’Attacco, che con eventi ed approfondimenti ne sta analizzando cause ed effetti politici e sociali, ha deciso di andare oltre la sterile diffusione acritica del comunicato ufficiale di scioglimento di Orta Nova ed ha studiato le 84 pagine della relazione del Prefetto inviata al Ministero dell’Interno. A sorgere è più di una incongruenza, più di una forzatura e un paio di veri e propri scoop di inchiesta giornalistica che ne ribaltano il contenuto. Procediamo con ordine.

Le prime 25 pagine riportano, come avviene negli altri casi di scioglimento, il contesto socio-economico e l’analisi criminologica delle organizzazioni mafiose operanti sul territorio provinciale. Necessarie ricostruzioni storiche sui clan e i loro collegamenti, utili in primis a chi si approccia da esterno alla comprensione del fenomeno mafioso foggiano. Il finale della relazione, altrettanto doveroso, evidenzia il quadro normativo su cui si articola la decisione di scioglimento di un consiglio comunale.

Gli “elementi concreti, univoci e rilevanti” che si possono riscontrare negli accertamenti “non vanno confusi con la struttura probatoria e indiziaria necessaria per esercitare l’azione penale o almeno per adottare misure di prevenzione”. Si tratta di un provvedimento del Potere Esecutivo (Prefetto e Ministero) basato su elementi di “probabilità”, di natura “straordinaria” e “preventiva”. Come giustamente riportato nella relazione si tratta di “Elementi dunque, e non prove, né gravi indizi, sui quali si fondano invece i procedimenti penali o quelli per l’applicazione delle misure di prevenzione”. Al fine di uno scioglimento non si celebra un processo, non è coinvolta la Procura della Repubblica, non si ha diritto alla difesa né ad un Giudice terzo ed imparziale, non c’è una sentenza appellabile e non ci sono i vari gradi di giudizio ed istituti di garanzia, cardini del Diritto e dei valori occidentali.

“In questo quadro normativo rilevano finanche situazioni che rendano semplicemente plausibile l’ipotesi di un collegamento, anche in assenza di comportamenti penalmente sanzionabili o di intenzione degli amministratori di assecondare gli interessi criminali”. Potrà risultare draconiano o distopico ma la normativa, nonostante le critiche ed i ricorsi di incostituzionalità, resiste tutt’oggi con questa impostazione.

Diceva Sir Winston Churchill: “Una bugia fa in tempo a compiere mezzo giro del mondo prima che la verità riesca a mettersi i pantaloni”. La grande premessa da fare è che ad amministrare Orta Nova dal giugno 2019 era stato eletto (con 10 punti percentuali sul rivale) il Sindaco Domenico Lasorsa, stimato medico del pronto soccorso di Foggia. A suo sostegno un Consiglio e una Giunta di civici di sinistra, di cui molti giovani ventenni e trentenni impegnati assiduamente nell’associazionismo e nell’antimafia sociale, e che sono riusciti a coinvolgere nelle attività anche Libera ed altre associazioni di livello nazionale.

Tutto procedeva discretamente bene, tra i risultati più importanti si segnala l’avvio della raccolta differenziata porta a porta che ha portato la percentuale al 64%, l’apertura della villa comunale e di un centro anti violenza, l’indizione di concorsi pubblici ed ovviamente la complessa gestione del periodo pandemico. Curioso segnalare come si sia anche posto rimedio ad alcune decisioni ambigue delle scorse amministrazioni, così ambigue da essere dettagliatamente raccontate in questa Relazione di scioglimento, nonostante facessero riferimento ad altri amministratori. Non sono mancati gli errori chiaramente, con distrazioni e superficialità in alcuni atti.

Come è risaputo la miccia che ha scatenato la deflagrazione, su cui si è attivata la Prefettura decretando l’insediamento della commissione di accesso agli atti per la verifica delle infiltrazioni mafiose, è stata l’omicidio di Andrea Gaeta, 20enne figlio del presunto boss del luogo. E’ il 3 settembre 2022. L’omicidio, come riporta anche la Relazione, non fu un fatto di mafia ma avvenne per “futili motivi passionali” da parte di un coetaneo. Divenne immediatamente il casus belli. Il 9 settembre, su ordinanza del Questore, fu disposto il divieto di celebrazione delle esequie in forma pubblica. Come è noto però il Sindaco Lasorsa decise ostinatamente di proclamare il lutto cittadino con esposizione della bandiera a mezz’asta, e come sottolineato nella Relazione “in totale dispregio delle disposizioni del Questore e degli indirizzi forniti dallo scrivente” (il Prefetto Maurizio Valiante ndr). Il caso assunse un’eco nazionale. Non finisce qui perché al rito funebre presero parte sia il Sindaco che il Presidente del Consiglio Comunale. Si segnalò anche la presenza di esponenti di alcune famiglie mafiose, nonché l’accensione di mortaretti e il lancio di palloncini “a comprova del desiderio della cittadinanza di dare visibilità alla partecipazione collettiva al lutto della famiglia, di cui si era fatto portavoce il sindaco”. La risposta del Sindaco rivendicava la compassionevole umanità del suo gesto ed il senso più grande di comunità e solidarietà per una giovane vittima di un contesto difficile.

Disse Lasorsa in un accalorato video comunicato: “Ci siamo ritrovati di fronte a fatti di sangue che hanno visto anche dei giovanissimi come protagonisti, fatti di sangue non legati a questioni attinenti alla legalità, ed è il motivo per cui, di fronte a episodi così gravi, ho avuto una reazione estremamente umana, che mi ha indotto a proclamare il lutto cittadino per ogni vittima coinvolta perché ho sempre pensato che debbano essere momenti di riflessione, in cui siamo chiamati a capire che bisogna frenare la violenza che si è consumata troppo spesso in questo paese ed evidenziando che la vita di ogni persona, nella sua sacralità, merita rispetto”. Pietas cristiana del Sindaco che pecca indubbiamente di ingenuità rispetto alle gerarchie che concretamente insistono in un contesto criminale complesso, per cui se il Prefetto ed il Questore diramano una direttiva, non è alquanto saggio non seguirla. La valutazione fatta nella relazione dal Prefetto Valiante è di tutt’altro tono per cui questo episodio avrebbe dimostrato “una condizione di succubanza se non di vera e propria compiacenza” rispetto alla famiglia Gaeta, “timore reverenziale verso il boss”, e addirittura “rapporti elettivi che in un contesto come quello di Orta Nova, caratterizzato dalla importanza dei vincoli familiari e amicali, assumono connotati socialtipici e un significato, spesso, di condivisione di valori”. A riguardo di rapporti o addirittura condivisione di valori c’è da dire che in tutta la Relazione non viene rinvenuto alcun collegamento parentale, amicale o di interesse economico diretto del Sindaco con il boss Gaeta o qualsiasi mafia della Provincia. Nella parte dedicata ai collegamenti famigliari di amministratori e dipendenti del Comune, alcuni molto forzati come si vedrà in seguito, il Sindaco non è neanche citato.

Nel nuovo capolavoro cinematografico di Christopher Nolan, Oppenheimer, la storia del fisico inventore della bomba atomica, si coglie l’insegnamento che la distruttiva reazione a catena che si è riusciti a contenere scientificamente durante gli esperimenti, non si è potuta e non si potrà scongiurare a causa della follia dell’uomo e della sua volontà di potenza. Questo buco nero finisce per inghiottire e responsabilizzare tutti, dai carnefici dell’esercito americano fino ad un innocente Albert Einstein, devastato psicologicamente per il suo fondamentale ed involontario contributo. Ad Orta Nova, la reazione a catena che tutto travolge si manifesta con l’omicidio, dopo poche settimane e con tipiche dinamiche di vendetta mafiosa, di Gerardo Lorenzo Tammaro, padre di Mirko, il ragazzo reoconfesso per l’uccisione di Andrea Gaeta.

Anche in quella occasione il Sindaco Lasorsa proclamò il lutto cittadino ma come specificato nella Relazione: “inopinatamente il Sindaco non ha partecipato alla cerimonia commemorativa evidentemente perché non risultava così pressante l’esigenza di dimostrare la ‘vicinanza’ dell’Amministrazione alla famiglia di un soggetto estraneo ad ambienti criminali e giustiziato con modalità tipicamente mafiose”. Questa sarebbe la prova regina del fatto che il Sindaco Lasorsa non era mosso da motivi umanitari, ma era in uno stato di soggezione verso il clan se non di vero e proprio parteggiamento. La pesante assenza viene stigmatizzata in diversi passaggi della relazione tra cui: “Le argomentazioni del Sindaco (l’umanità del gesto) non solo non giustificano la premura nei confronti della famiglia Gaeta, ma sono anche contraddittorie perché, come evidenziato sopra, la stessa enfasi di “umanità” non è stata riservata al padre dell’autore dell’omicidio del figlio di Gaeta.”   

Ecco quindi il primo grande scoop di questa inchiesta giornalistica. La ricostruzione fatta nella relazione poggia su un falso storico da lasciare increduli: il Sindaco Lasorsa era presente eccome ai funerali di Tammaro. Consultando l’edizione de l’Attacco del 21 ottobre 2022 si racconta dettagliatamente di quel funerale e di come fosse presente un commosso Lasorsa insieme al Presidente del Consiglio Comunale Paolo Borea e l’assessore Francesco Grillo. Il Dott. Lasorsa viene raccontato come profondamente provato, quasi in lacrime per questo grave omicidio. Presenti sul luogo anche altre due testate giornalistiche e diversi testimoni diretti. Che succede in questi casi in cui un episodio erroneamente riportato viene utilizzato per “dimostrare” la malafede di un amministratore? Questo ed altri errori e forzature se corrette o chiarite avrebbero potuto cambiare la valutazione sull’amministrazione e salvare Orta Nova dallo scioglimento per mafia?

Nel comunicato in cui annunciava le sue dimissioni, il Sindaco si lasciò andare ad un passaggio interessante: “La mia reazione è stata letteralmente strumentalizzata da alcuni media, che hanno cercato di dare interpretazioni tendenziose e completamente sbagliate. Dopo l’ennesimo fatto di sangue, ho semplicemente richiesto al Prefetto di Foggia più sicurezza per il mio paese. Improvvisamente, il problema di questo territorio, di questo paese, siamo diventati noi”. Sembra alludere ad una critica al sistema di sicurezza del territorio decisamente mal digerita dalle istituzioni incaricate. Ultima valutazione di questa prima parte: la presenza o non presenza ad un funerale, qui dimostrata come falsa, possono rappresentare l’elemento centrale per determinare un assoggettamento amministrativo alla mafia?

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testatina dillo al direttore WEB

 

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