Massimo De Santis, l’ex dirigente dell’area manutenzione del Policlinico Riunti di Foggia, tramite il suo difensore Roberto Sisto, ha avanzato ieri formale richiesta di patteggiamento, il Gup ha quindi stralciato la sua posizione non avendo il Pm opposto nessuna obiezione. Verrà quindi fissata per De Santis un’udienza ad hoc per definire i termini del patteggiamento. Per tutte le conclusioni e per gli altri indagati l’udienza, in programma per l’appunto ieri, è stata rinviata al 27 novembre. Il Gup in quella data scioglierà la riserva rispetto alle varie eccezioni avanzate dalla difesa, sull'utilizzabilità degli atti, delle intercettazioni e così via.
Sono in tutto 11 gli indagati nell’inchiesta relativa a presunte manipolazioni di gare al Policlinico: l’accusa contesta a vario titolo 9 imputazioni per fatti commessi tra il 2018 e il 2021: 3 concussioni; 5 turbative d’asta e/o turbata libertà del procedimento di scelta del contraente; 1 falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, in relazione ad una presunta falsa delega.
De Santis finì in arresto in carcere (dove restò per 50 giorni) il 17 gennaio 2023. Ad inizio ottobre dell’anno precedente l’Attacco aveva anticipato la chiusura delle indagini condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, con lui sono stati sottoposti a misura cautelare (arresti domiciliari, poi revocati) altri tre soggetti: Nicola Stefanelli, Giovanni Amoruso e Marco Labianca.
Le complesse attività investigative hanno riguardato in particolare affidamenti diretti di lavori e forniture, nonché la “manipolazione” di 4 gare di appalto bandite dall’Azienda Ospedaliera di Foggia: l’affidamento del servizio di riqualificazione e attivazione delle 8 sale operatorie all’interno del blocco operatorio (gara bandita il primo luglio del 2019 dagli Ospedali Riuniti e in cui sono coinvolti i tre colpiti da misure cautelari), per un impegno di spesa pari a 2,2 milioni di euro; l’affidamento del servizio di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti elettrici (gara bandita il 23 luglio 2020), per un impegno di spesa pari a 4 milioni di euro; l’affidamento diretto del servizio inerente alla viabilità interna ed agli accessi carrabili e pedonali (gara bandita il 18 luglio 2019), per un impegno di spesa pari a 42mila euro; l’affidamento del servizio di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti gas medicinali e tecnici (gara bandita il 15 maggio 2018), per un impegno di spesa pari a 1,6 milioni di euro.
L’inchiesta è uno dei filoni stralciati dall’operazione Icaro che vide finire ai domiciliari (e successivamente rinviato a giudizio) l’allora direttore generale Vitangelo Dattoli e che rappresentò un vero e proprio terremoto per la sanità foggiana.
Tre delle quattro gare manipolate avevano manifestato una dimensione più “casereccia” ed è in seno a queste che sarebbe emersa tutta la serie di benefici che avrebbe ottenuto De Santis: lampade, antifurti per le sue abitazioni, viaggi e altre prestazioni nelle sue residenze di Troia, Foggia, Pineto e in Sardegna. Il tutto, secondo gli inquirenti per favorire l'aggiudicazione di gare bandite dal Policlinico, abusando della sua qualità di pubblico ufficiale e dei suoi poteri. Il ritratto che tracciarono gli inquirenti del dipendete pubblico era chiaro: “E’ incline all'illecito. Sin dal suo insediamento De Santis ha imposto il suo ruolo ‘autoritario’ sia con i dipendenti che con le ditte private, così riuscendo a strumentalizzare la funzione pubblica per il perseguimento di un tornaconto personale”.
Con la richiesta di ieri, De Santis dovrebbe poter accedere quindi all’applicazione della pena su richiesta delle parti, o patteggiamento, che è un rito alternativo, con cui domandare al giudice l’applicazione di una sanzione sostitutiva o di una pena pecuniaria, diminuita fino a un terzo, oppure di una pena detentiva se questa, tenuto conto delle circostanze e diminuita fino a un terzo, non supera i 5 anni, soli o congiunti a pena pecuniaria. Il patteggiamento può dunque essere definito come quel rito alternativo premiale che, a fronte della rinuncia dell’imputato alla celebrazione del processo, gli attribuisce uno sconto di pena che arriva fino ad un terzo.
Con il patteggiamento l’imputato rinuncia al diritto alla prova; a controvertere sul fatto e sulla sua qualificazione giuridica; al diritto a controvertere sulla specie e misura della pena da applicare. Momento centrale dell’applicazione della pena su richiesta delle parti è l’accordo tra l’imputato e il Pm, che avrà come oggetto il quantum della pena da applicare per il fatto descritto nell’imputazione.
Nel caso di De Santis trapela che nell’accordo di patteggiamento sia stato previsto anche un minimo risarcimento per ciascuna delle vittime della concussione. Sulla somma da risarcire ci sarebbe anche già un accordo con le difese.
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