Sono in corso due indagini per individuare i fiancheggiatori di Marco Raduano, il 40enne esponente della mafia garganica che il 31 gennaio è stato arrestato in Corsica dopo quasi un anno di latitanza.
Si indaga a Bari, perché dalla sua Vieste sarebbero stati inviati a Raduano molti soldi necessari per nascondersi all’estero. E si indaga a Cagliari perché ormai è certo che qualcuno all’interno del penitenziario di Badu ‘e Carros (Nuoro) lo abbia aiutato a evadere il 24 febbraio del 2023.
Una fuga con “modalità cinematografiche” l’ha definita la giudice Isabella Valenzi, che nello scorso ottobre lo ha condannato all’ergastolo per gli omicidi di Omar Trotta e Giuseppe Silvestri e il tentato omicidio di Giovanni Caterino.
Per quelle accuse, in realtà, Raduano non era stato precedentemente arrestato: per cui, al suo arrivo in Italia troverà ad attenderlo anche quell’ordinanza di custodia cautelare, oltre alla condanna definitiva a 19 anni nell’ambito di un altro processo. A ciò si aggiunge l’arresto per l’evasione.
E’ stata definita una personalità forte la sua, capace di tenere legati a sé i sodali anche durante il periodo della latitanza. Su di loro, però, si sta stringendo il cerchio e presto qualcuno potrebbe finire in carcere. Per Raduano, invece, potrebbe essere disposto il 41 bis subito dopo l’estradizione dalla Francia.
(Fonte: Repubblica Bari)
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