Autorizzazioni e accreditamento RSA e Centri Diurni, Peruggini: “Modifiche dei regolamenti in vigore”

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“Durante l’atteso incontro tenutosi ieri presso l’assessorato alla Salute della Regione Puglia con le associazioni di categoria e la presenza di tutti i capi dipartimento di prevenzione delle asl pugliesi il dott. Vito Montanaro, direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia ha chiesto alla dott.ssa Elena Memeo, dirigente dell’assessorato, lo stato dell’arte di tutte le richieste di conferma delle autorizzazioni e dell’accreditamento giunte dalle RSA e i Centri Diurni pugliesi

per verificare in quante situazioni vi sono criticità inerenti il requisito organizzativo (dotazione organica del personale) e quindi proporre all’assessore Palese le modifiche necessarie dei regolamenti in vigore ormai definiti inattuabili da tutti i partiti politici, dalle associazioni di categoria e dall’assessore stesso. La dott.ssa Elena Memeo riscontrerà la richiesta entro una settimana”.

Così in una nota Antonio Perruggini, presidente dell’associazione di categoria Welfare a Levante. “L’assessore Palese ha confermato la ferma volontà di rivisitare i regolamenti attuando sin da subito il tavolo tecnico permanente con una delibera di giunta già pronta e che sarà tempestivamente approvata dal Governo regionale. L’assessore Palese ha garantito di riferire nel prossimo incontro fissato per il 12 ottobre come intende risolvere le questioni poste dalle associazioni di categoria Welfare a Levante, Lega Coop, Agci e Fimpi che con determinazione sostengono che i requisiti organizzativi devono essere verificati in base al numero dei pazienti presenti come avviene in molte altre parti di Italia e non in base al numero di posti autorizzati, oltre alle questioni inerenti la possibilità già approvata dal Governo Emiliano di attivare convenzioni tra Asl e RSA per l’assistenza infermieristica a totale carico delle strutture mentre di fatto nessuna Asl ha aderito alla disposizione della Giunta”.

“Altra questione affrontata e sostenuta dalle associazioni è quella relativa ai tempi lunghissimi che la Regione Puglia adotta per prendere atto di cessioni, trasferimenti o locazioni di aziende mentre non vengono considerati i tempi certi stabiliti dagli atti notarili e dal Codice Civile. Welfare a Levante, Lega Coop, Agci e Fimpi hanno chiesto che entro massimo 60 giorni dalle richieste tali procedure devono perfezionarsi ovvero adottare il criterio del ‘silenzio assenso’”.

In un articolato intervento il presidente di Welfare a Levante Antonio Perruggini ha ribadito “l’apprezzamento in favore dei Dipartimenti di Prevenzione che nel tempo nonostante gli impegni sopraggiunti a causa del Covid, hanno quasi completato tutte le verifiche presso le strutture contrariamente a quanto fatto emergere da notizie di stampa ove il Nirs (Nucleo Ispettivo Regionale Sanità) riferiva dati invece dimostratisi imprecisi. Su questa fattispecie è stata ferma e documentata l’opera dei Dipartimenti di Prevenzione ormai prossimi alla conclusione dei loro mandati di verifica delle strutture socio sanitarie pugliesi come richiesto dall’assessore Palese”.

“Non molleremo neppure di un millimetro”, ha dichiarato Perruggini, esprimendo “fiducia verso l’impegno preso dall’Assessore Palese affinché la grave situazione trovi soluzioni tempestive. Attendiamo ad horas la delibera del tavolo tecnico come garantito dall’assessore e la data del prossimo 12 ottobre ove ascolteremo le soluzioni, definendo sin d’ora irricevibili eventuali ulteriori dilazione dei tempi permettendoci altresì di anticipare i dati che emergeranno dalle richieste del dott. Montanaro alla dott.ssa Memeo ove con certezza risulterà che oltre l’80% delle strutture ha serie difficoltà a attuare i regolamenti che ormai devono far parte di un percorso del passato assolutamente da dimenticare ove la Regione Puglia, che ha le prerogative costituzionali per rivisitare i criteri organizzativi delle strutture, deve garantire tempi certi delle procedure e considerare la situazione della carenza degli infermieri che per certi versi sono effettivamente pochi (anche nel pubblico) ma che con metodo ‘zaloniano’ appena possono abbandonano le RSA, e questo non va bene”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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