Gpi fuori da Policlinico, Tar rigetta ricorso per la gara da 4,3 milioni sulla gestione di Cup e call center

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Resta (almeno per ora) al Cns, Consorzio Nazionale Servizi (che tra i soci annovera anche le aziende del foggiano Michele D’Alba, ndr) la commessa per la gestione dei servizi Cup, sportelli casse e supporto amministrativo, call center e front office del Policlinico Riuniti di Foggia dal valore di oltre 4,3 milioni di euro. Questo in conseguenza del fatto che il Tar ha rigettato il ricorso promosso dalla Gpi, il colosso multiservizi che aveva partecipato alla gara e perso. Gpi era peraltro l’operatore uscente e con il venir meno della sua presenza dall’ospedale di fatto ha ridotto drasticamente e quasi del tutto la sua presenza in Capitanata, dopo aver perso il medesimo servizio anche alla Asl Foggia grazie alla conclusione della tormentatissima procedura di internalizzazione che ha avuto anche risvolti di carattere penale oggi in fase di approfondimento in un processo (in cui Gpi non è però coinvolta). Le restano sono alcune marginali attività svolte per la Azienda sanitaria provinciale. La Spa aveva adito il giudice amministrativo per far annullare la procedura del Policlinico, chiusasi a giugno scorso e per far riconoscere l’aggiudicazione in proprio favore come risarcimento in forma specifica per illegittimità degli atti. In particolare, Gpi contestava l’offerta tecnica del Cns e la sua ammissione in gara.

La contestazione ha riguardato in particolare il monte ore proposto da Cns e il numero di operatori da impiegare nel servizio ma il giudice ha accolto la valutazione dell’ospedale che non ha rilevato sottostime essendo stati proposti strumenti e soluzioni migliorative volti ad una gestione più efficiente della turnazione dell’organico e del servizio reso all’utenza. Anche la contestazione sul minimo salariale previsto da Cns, come si dice in gergo, per i giudici non ha colto nel segno.

Gpi ha fatto inoltre notare che il consorzio avrebbe omesso di rendere note due situazioni che avrebbero determinato l’esclusione dalla gara, ovvero l’irrogazione di due penali contrattuali in due altre commesse pubbliche per “gravi inadempimenti […] tali da compromettere irrimediabilmente il giudizio di affidabilità dell’impresa che avrebbe meritato l’esclusione dalla gara anche sotto tali profili”, sintetizza il giudice nella sentenza. Insomma sarebbero state, secondo la Gpi, rese dichiarazioni false. Ma in tal senso la giurisprudenza appare chiara.

“Sul punto, il Consiglio di Stato, Sez. III, 22 dicembre 2020, n. 8236, ha osservato che non sussiste un generico ed illimitato obbligo di comunicare le penali in quanto ‘l’applicazione di una penale non costituisce da sola indizio del fatto che l’inadempienza all’origine della stessa è espressiva di una significativa o persistente carenza nell’esecuzione di un precedente contratto, non possedendo – per la natura dell’atto irrogativo e per la pregnanza degli elementi costitutivi della relativa fattispecie applicativa – la valenza sintomatica della risoluzione per inadempimento o della condanna al risarcimento del danno’”, si legge nella sentenza del Tar, presidente Orazio Ciliberti. 

E poi, nel caso di specie, è il disciplinare di gara che tra le cause di esclusione non fa riferimento alle penali contrattuali. Di conseguenza, conclude il giudice, non vi era ragione per escludere Cns dalla gara.

In effetti il consorzio nella procedura di gara ha menzionato tre inadempimenti, più gravi, secondo il giudice, di semplici penali ed è a queste che avrebbe dovuto fare riferimento Gpi per fondare la propria censura. Cosa che invece non ha fatto e su cui il Tar non si è potuto esprimere. 

D’altra parte “la stazione appaltante procede al riscontro del grave illecito professionale dell'operatore economico, tale da rendere dubbia la sua affidabilità sulla base di valutazioni tipicamente tecnico-discrezionali, come tali sindacabili e dunque censurabili solo in caso di evidenti e macroscopici vizi di illogicità, contraddittorietà, erroneità, irragionevolezza” e  nel caso di specie “ricorre un’ipotesi d’implicita valutazione di non rilevanza delle risoluzioni dichiarate in gara, a fronte della quale, in assenza di una censura di difetto d’istruttoria sulle stesse incentrate, il collegio non può esprimersi”.

Ancora: per Gpi la Cns avrebbe inserito una variante del progetto del servizio Cup prevedendo l’esecuzione di lavori strutturali e, segnatamente, la realizzazione di opere edili e di impiantistica non autorizzati e non previsti nel progetto del servizio posto a base di gara, violando così la legge che dispone che sia la stazione appaltante a approvarle.

Il collegio rileva che “dall’esame del progetto, emerge la modifica del banco front office relativo allo sportello Cup per garantire l’accesso ai servizi alle persone diversamente abili; l’incremento dell’illuminazione e la previsione di altri elementi di arredo e strumenti quali totem per la rilevazione della customer satisfaction, monitor informativi, fornitura di pannelli divisori acustico fonoassorbenti per la privacy e il distanziamento tra gli utenti. Si tratta di lavori che non richiedono alcuna autorizzazione edilizia e che non prevedono la realizzazione di opere edili e impiantistiche, trattandosi solo di far installare quattro sportelli per utenti disabili e incrementare l’illuminazione”.

Gpi ha contestato anche l’irrealizzabilità del piano formativo del personale, che sarebbe stato strutturato in modo tale da condurre alla paralisi del servizio e la conseguente inammissibilità dell’offerta. “Anche sotto tale aspetto, le argomentazioni svolte dal ricorrente sono il frutto di una propria valutazione che non dimostra l’irrealizzabilità della soluzione offerta”, taglia corto il giudice. Ma anche i termini entro cui è arrivata l’offerta del Cns e i punteggi assegnatigli in sede di valutazione sono stati oggetto di contestazione: tutti rigettati. 

E così alla Gpi non resta che il terzo grado di giudizio, ove riterrà di percorrere quella strada per tornare al Policlinico. Ancora una volta quindi sono risultate inattaccabili le mosse della nuova governance dell’ospedale di Foggia. 

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet