E’ il professor Lorenzo Lo Muzio il nuovo rettore dell’Università di Foggia. Sarà lui a guidare l’Ateneo per i prossimi sei anni, fino al 2029. Nel 2019 perse la sfida contro Pierpaolo Limone (andato via a gennaio scorso per accettare l’incarico di Magnifico di UniPegaso, il principale Ateneo telematico italiano), con soli 11 voti di scarto, 223 contro 212. Stavolta, invece, non c’è stata storia: 341 le preferenze per Lo Muzio, pari al 66,47%; 159, pari al 30,99%, quelle andate alla giurista sanseverese Donatella Curtotti, direttrice di Giurisprudenza. Infine 10 schede bianche e 3 nulle. Ieri l’affluenza è stata leggermente più bassa rispetto alla prima votazione del 15 marzo scorso. Al seggio si è recato il 92,39% degli aventi diritto: 388 dei 417 docenti (mancanti 29), 247 dei 271 amministrativi (mancanti 25) e 45 studenti su 47. Al primo turno, invece, c’era stata un’affluenza del 94,84% con 403 docenti, 45 studenti e 250 amministrativi.
L’ampia convergenza di ben cinque dipartimenti ha consentito al 63enne ordinario di Malattie odontostomatologiche di trionfare: dalla sua parte l’Area medica finalmente unita come mai era accaduto prima, Economia, Agraria e Studi umanistici.
Un foggiano al vertice di Unifg - come chiedevano molti sia nella comunità accademica che in città - dopo il barese Giuliano Volpe, l’anconetano Maurizio Ricci e il salentino Limone. E con Lo Muzio è la prima volta che Medicina esprime il Magnifico dell’Ateneo daunio nella propria storia.
I pronostici della vigilia erano tutti in suo favore e quando ieri pomeriggio è iniziato a Palazzo Ateneo lo scrutinio si è ben presto capito quale sarebbe stato l’esito, a cominciare dal voto del personale tecnico amministrativo, da cui sono arrivati 52 voti ponderati a Lo Muzio e 25 a Curtotti.
Ai voti espressi dal personale tecnico-amministrativo è assegnato un peso pari al 20% del numero dei professori e dei ricercatori votanti: i singoli amministrativi votanti per il primo sono stati 165 voti singoli e quelli pro Curtotti 79, oltre a 2 schede bianche e una scheda nulla. Una giornata memorabile per il professore, che ha ricevuto come primo dono una maglia con la scritta “Lorenzo il Magnifico”, accolta con emozione e sorrisi.
“E’ un momento importante, siamo riusciti a raggiungere una sintesi tra i diversi candidati”, è stato il primo commento.
“Il programma che abbiamo presentato ha avuto, dunque, il supporto di tutti. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i docenti, il personale e gli studenti per il sostegno che ci hanno dato. Naturalmente, come avevo già scritto nel programma, l’intenzione è portare l’Università di Foggia a livelli sempre più alti, di puntare su meritocrazia, condivisione e partecipazione. Lavorerò sempre con tutti, mai contro qualcuno. sono sicuro”, ha aggiunto Lo Muzio, “che riusciremo a coinvolgere tutte le anime dell’Ateneo nella sua conduzione nei prossimi anni”.
Parole di apertura verso Curtotti: “Per me bisogna lavorare tutti insieme, non esistono contrapposizioni. E’ finita la fase elettorale. Adesso dobbiamo proiettarci nel futuro”.
Netto sull’integrazione col territorio, ovvero con la fondamentale Terza missione in una città e in una provincia che tanto necessitano del traino del più importante presidio culturale: “Unifg, oltre a preparare i propri studenti e formare la classe dirigente di domani, deve collaborare col territorio, dalle imprese alle istituzioni, per rilanciarlo e diventare motore e volano della crescita di Foggia e della Capitanata”.
Una battuta scherzosa a chi ha sottolineato che c’è un medico da oggi come rettore: “Potremmo essere la medicina per questo territorio, il nostro intento è curare come fanno i medici”.
Tanti i colleghi ed ex candidati che hanno attorniato Lo Muzio per congratularsi e far festa, non si è invece fatta vedere Curtotti, che nei giorni scorsi aveva, in modo scomposto e smodato, dapprima lanciato accuse di “gioco sporco, disonestà intellettuale e disumanità” perché le sospirate larghe intese si erano concretizzate ma non su di lei e, infine, si era erta a presidio etico dell’Ateneo con un grottesco appello finale che non è servito a nulla.
Di contro è stata esemplare la decisione dell’altro candidato di Area medica, Gaetano Serviddio, direttore di Scienze mediche e chirurgiche, che pur essendo stato il secondo più votato il 15 marzo ha fatto un passo indietro per promuovere un assetto diffusamente auspicato, un candidato unico di Medicina intorno al quale costruire un’ampia maggioranza. Deve ritenersi, infatti, che proprio il fatto che Medicina esprimesse due candidati sia stata la causa scatenante della gran parte delle numerose candidature via via ritirate, sino alle ultime due dei candidati Milena Sinigaglia e Sebastiano Valerio – direttori, rispettivamente, del Dafne e del Distum - che hanno apertamente dichiarato il proprio appoggio alla candidatura di Lo Muzio.
E’ stato così che si è arrivati alle larghe intese che ieri hanno permesso al foggiano di spuntarla e con amplissimo divario sull’altra candidata. Era, del resto, evidente a tutti che i progetti già messi in campo, quelli in corso anche su fondi PNRR, hanno bisogno di stabilità e armonia nel governo di Unifg, tenuto anche conto che la composizione degli organi centrali non verrà rinnovata prima di un paio d’anni. Non c’è spazio per l’uomo/donna solo al comando, né per protagonismi ad oltranza.
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