Senza casa dall’oggi al domani. Sindacati e famiglie si stanno mobilitando dopo gli atti di diffida, messa in mora e intimazione al rilascio inviati dal prefetto di Foggia Maurizio Valiante rispetto agli alloggi Gozzini, destinati alle forze di polizia. Si tratta degli alloggi di edilizia sovvenzionata di proprietà di Arca Capitanata, l’ex IACP di via Caggese. Luigi Occulto, vigile del fuoco oggi in pensione, fa parte di una delle organizzazioni sindacali più rappresentative del settore, la Confsal VVFF, oggi guidata come presidente provinciale dal figlio Francesco Paolo Occulto. Inoltre, per moltissimi anni, è stato componente della commissione relativa all'assegnazione degli alloggi Gozzini quale rappresentante dei vigili del fuoco. “Probabilmente noi vigili del fuoco siamo coinvolti da questa vicenda anche più degli altri”, spiega a l’Attacco, “perché l'ordine di priorità che la Prefettura si è data rispetto agli ordini di rilascio vede in primis il trasferimento in altro comando quale fatto che ha determinato la perdita del diritto all’occupazione dell’alloggio. I prefetti che si sono succeduti a Foggia si sono sempre limitati, in passato, a effettuare una ricognizione: chiedevano al comandante di ogni comando quali e quanti fossero i casi di pensionamento, trasferimento, decesso, etc. Ma fattivamente non si arrivò mai ad ordini di rilascio degli immobili”, sottolinea Luigi Occulto.
“Questa è la prima volta che avviene. Mai capitato dal 2000, da quando cioè esistono gli alloggi Gozzini a Foggia. Tant’è che la stragrande maggioranza degli assegnatari sono oggi pensionati, visto che allora il requisito principale era quello dell'anzianità. Il prefetto Variante ha tutte le ragioni di questo mondo, è assolutamente legittimo quello che sta facendo visto che si parla di persone che non hanno più i titoli per occupare l'immobile. Su questo non c’è alcun dubbio”. Occulto conferma che Valiante si è mosso dapprima “contro gli abusivi, ovvero coloro che si sono intrufolati negli alloggi senza averne diritto”.
“Questi atti sono quelli partiti prima, un mesetto fa. Poi il prefetto ha convocato i dirigenti di tutti i comandi, avvisandoli che sarebbero arrivati gli ordini di rilascio prima ai trasferiti, poi alle vedove e infine ai pensionati, che sono il grosso”, continua Occulto.
“Chi soffre davvero rispetto ai trasferimenti sono i vigili del fuoco perché per gli altri il trasferimento avviene per lunghissimi periodi, mentre nel caso dei vigili del fuoco può essere disposto anche solo per pochi mesi, anche per meno di un anno. Facciamo l’esempio che un vigile del fuoco venga trasferito per 6 o 12 mesi: quello è a tutti gli effetti un trasferimento e dunque la ragione che legittima l'ordine di rilascio dell’alloggio. Ma, al contempo, è evidente che la famiglia di quel vigile del fuoco resta a Foggia e, dunque, rischia di ritrovarsi senza casa”.
La scorsa settimana alcuni hanno ricevuto i primi atti da parte del prefetto e, stando ai beninformati, diverse persone stanno tentando di evitare la notifica per non far decorrere i termini stringenti, visto che a ciascuno il prefetto intima di sgomberare l’immobile entro 15 giorni dalla notifica, altrimenti entro ulteriori 7 giorni si procederà all’uso della forza pubblica per il rilascio forzoso. Inoltre, in caso di inottemperanza scatta la denuncia ex articolo 650 codice penale.
“Ad oggi abbiamo 7-8 casi di trasferiti e due vedove che hanno ricevuto l'atto del prefetto, ma ce ne sono altre che lo stanno per ricevere. Ma il grosso, ripeto, sono i pensionati, magari persone che hanno oggi 70-80 anni e che sono gravemente malate. In soli 15 giorni, e con l'emergenza abitativa che c'è a Foggia, dove vanno queste persone?”, domanda Luigi Occulto.
“Noi stiamo cercando di trovare una soluzione tramite l'avvocato romano che segue il nostro sindacato nazionale. Mentre con Lucio Marucci (commissario di polizia in pensione, nonché presidente della associazione onlus Assegnatari alloggi legge ex Gozzini, ndr) ci siamo accordati anche per tentare di parlarne domani (oggi, ndr) con la sottosegretaria Ferro, che sarà a Foggia. Finora si è cercato di capire se la cosa sarebbe finita a tarallucci e vino, come si suol dire, visto che in passato non si era mai arrivati a questo punto. Ma poi, quando una settimana fa sono arrivati i primi atti prefettizi, la situazione è cambiata. Le vedove stanno piangendo, sono disperate. Si sono rivolte alle organizzazioni sindacali e allo stesso comandante dei vigili del fuoco. Anzi, in alcuni casi ha dovuto dare lui stesso questa notizia scioccante. Sul piano umano è pesantissimo. Stiamo tentando di comprendere quali strade siano percorribili, se una dilazione dei termini oppure il tentativo di tornare alla possibilità di acquistare l'immobile da Arca. Per il 95% i miei colleghi erano disponibili a farlo. Tempo fa io ebbi un incontro ufficiale con il presidente di Arca Capitanata Pippo Liscio e lui si fece carico di proseguire quell'iter finalizzato all’alienazione. Ma poi il prefetto intervenne dicendo che oi controlli e gli escomi sarebbero stati fatti. Per Arca ci sarebbe una convenienza a liberarsi di immobili che hanno tra i 20 e 30 anni e che necessitano, in alcuni casi, di lavori anche strutturali e molto costosi. Ma c'è questo ostacolo legittimo e giuridico posto dalla Prefettura”, osserva l’ex vigile del fuoco e sindacalista, ammettendo l’esistenza di situazioni indifendibili, come quelle in cui l'appartenente alle forze di polizia è addirittura morto.
Svariate le zone del capoluogo daunio in cui si trovano gli alloggi ex Gozzini abitate dai vigili del fuoco. “Gli ultimi sono quelli costruiti 20 anni fa tra via Balestrucci e via Colicchio. Dei 100 ne avanzarono 60 e fu deciso, a quel punto, di assegnare gli alloggi liberi al Comune. E poi i vigili del fuoco vivono in palazzine situate dietro alla nuova sede della Provincia, o in via Lepore, o ancora nelle zone di via Forcella-via San Severo”, conclude Occulto.
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