In quale direzione vuole andare e cosa intende realmente fare Nicola Canonico lo ha chiarito lontano da occhi indiscreti a quelli della Curva Nord che giovedì scorso lo hanno atteso all’uscita dalla conferenza-stampa che ha sancito il definitivo divorzio da Zdenek Zeman: “Morto un Papa se ne fa un altro, io qui ho progetti ambiziosi, il mio impegno è rinnovato, l’anno prossimo faremo meglio. Promesso”.
Deve aver suonato pressappoco così il discorsetto dell’imprenditore barese di fronte ad un uditorio attento e preoccupato nell’immediato rifiuto del boemo a proseguire in panchina: il presidente non si è perso d’animo ed ha immediatamente rilanciato, addentrandosi in previsioni fin troppo ottimistiche per il suo Foggia. Salvo poi ritornare sui suoi passi soltanto 48 ore più tardi, quando si è dichiarato anche disponibile a passare la mano.
A quali condizioni resta tutto da stabilire, anche se l’impressione che va facendosi largo nelle ultime ore è che i 7 giorni dati ai potenziali investitori siano più una mossa strategica da dare in pasto alla piazza per scrollarsi di dosso ogni eventuale responsabilità dalla mancata cessione del club, che non la reale intenzione a voler fare un passo indietro.
Di fatto la programmazione per la nuova stagione è già partita fin dal giorno dopo l’eliminazione dai playoff maturata a Chiavari, se è vero come è vero che già dalla metà di maggio sono stati avviati i primi sondaggi per il dopo-Zeman. Bruno Caneo il primo in assoluto contattato da un emissario del presidente (Belviso?) per verificarne l’eventuale disponibilità che sarebbe stata subito confermata. Ma che poi sarebbe venuta meno dopo che Caneo, liberatosi nel frattempo dalla Turris, avrebbe chiesto di accelerare i tempi in quanto non disposto ad attendere a lungo.
Nell’incontro ravvicinato con la tifoseria Canonico avrebbe manifestato il desiderio di sondare anche la pista Gaetano Auteri, profilo molto vicino all’identikit tracciato solo qualche ore prima in sala-stampa.
Ma il nome dell’ormai ex tecnico del Pescara è stato depennato in un baleno, il patron è stato infatti informato che questo tipo di soluzione non sarebbe stato condiviso dalla piazza per i precedenti poco edificanti con il tecnico di Floridia che, quando questi era alla guida del Benevento, venne quasi alle mani con Roberto De Zerbi. E a proposito dell’allenatore bresciano, sempre amatissimo da queste parti, pare che ci sia stata anche una telefonata informale con l’ormai ex guida dello Shakhtar Donets per verificare se potesse mai esserci una remota possibilità di tornare a Foggia. Facile immaginare quale sia stata la risposta di De Zerbi, che si è detto lusingato, ma che ovviamente ha ammesso di avere in piedi altri progetti.
Nel casting ormai avviato per individuare chi sarà il sostituto di Zeman in panchina sarebbero in ribasso le quotazioni di Piero Braglia, vecchia conoscenza del popolo rossonero per aver guidato il Foggia nella stagione di C2 ‘99-00 conclusa con l’eliminazione nella semifinale playoff con l’Acireale.
Ventidue anni dopo il nome di Braglia è tornato d’attualità da queste parti dopo il recente fallimento di Avellino coinciso con un esonero che è servito a poco per mutare il corso della stagione degli irpini, poi eliminati proprio dal Foggia nel secondo turno degli spareggi-promozione. Braglia è stato notato in tribuna a Chiavari durante la gara con l’Entella, Canonico lo stima, ed avrebbe anche avviato le prime interlocuzioni con il tecnico toscano. Che, è risaputo, ha un carattere fumantino, ed ama assai poco le ingerenze tecniche. Difficile dunque che il matrimonio possa decollare.
In agenda nelle ultime ore è stato annotato anche il nome di Pasquale Marino, un altro ex che però da queste parti ha lasciato il segno con la promozione in C1 del 2003. Marino per la verità è reduce da diverse stagioni in chiaroscuro, quest’anno è stata breve la sua parentesi in B a Crotone, ma ha voglia di riscatto e non è detto che ripartirebbe con grandi motivazioni proprio da Foggia.
Braglia, Marino, e poi? E poi qualche nome finora rimasto nell’ombra come quello emergente di Alberto Colombo su tutti, che ha appena chiuso la sua breve ma fortunata parentesi a Monopoli e che adesso sarebbe in pole per sostituire Zeman. Colombo è un nome suggerito da Mancini, responsabile del vivaio rossonero, e che sembra destinato ad avere un ruolo più operativo nella prossima struttura organizzativa societaria. Ci darebbe poi anche Delio Rossi nel ristretto novero dei papabili: il tecnico romagnolo martedì scorso è stato anche avvistato a Foggia, anche se pare fosse solo di passaggio, qui torna spesso e volentieri avendo ancora un forte legame con la città. Rossi sarebbe un altro di quei nomi che infiammerebbero la piazza.
E per il ruolo di ds? Il presidente in realtà ha anticipato che ancor prima di annunciare il nuovo allenatore gradirebbe individuare il nuovo referente dell’area tecnica: si sussurra di un possibile interessamento per Marcello Pitino, ma non è escluso che si opti anche per una soluzione interna che porterebbe alla promozione di Emanuele Belviso, fino ad oggi responsabile dell’area tecnica, e fedelissimo di Canonico.
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