Ricomincia da... 13. Il Foggia del nuovo corso targato Roberto Boscaglia parte dallo zoccolo duro di tutti quei calciatori sotto contratto
che rappresentano una base sulla quale cominciare a ragionare.
La rosa della passata stagione che si era assestata attorno a ventisette elementi, si è praticamente dimezzata: per fine prestito sono rientrati alle rispettive società di appartenenza Maselli (Lecce), Di Paolantonio (Monterosi), Ferrante (che il Foggia non intende riscattare), Di Grazia (Pescara) e Merola (Empoli).
Altri nove invece, sono in scadenza di contratto, si tratta dei portieri Alastra e Volpe, dei difensori Nicolao, Martino, Di Jenno e Girasole, dei centrocampisti Garofalo (che non ha accettato la proposta di rinnovo del club preferendo firmare un biennale in B con il Brescia), Gallo (prossimo ad accasarsi in C), oltre che dell’attaccante Tuzzo.
Sui tredici attualmente in rosa e dunque abili ed arruolati, Boscaglia si esprimerà nelle prossime ore, dopo che ne avrà verificato caratteristiche e potenzialità: almeno in partenza dovrebbe essere orientato per il 4-2-3-1 il tecnico gelese, il modulo che più gli è caro e attorno al quale ha costruito le sue fortune professionali.
Ma mai dire mai, nel senso che non sono da escludere possibili variazioni sul tema, soprattutto se non si dovessero reperire sul mercato quei profili funzionali al suo sistema di gioco.
Per ora Boscaglia, salvo che qualcuno non chieda espressamente di cambiare aria dopo il divorzio da Zdenek Zeman, sa di poter contare su un portiere (il giovane e promettente argentino Dalmasso), su sei difensori (Garattoni, Rizzo, Di Pasquale, Sciacca, Buschiazzo e l’oggetto misterioso Markic), su tre centrocampisti (Petermann, Rocca e Rizzo Pinna) ed altrettanti attaccanti (Curcio, Turchetta e Vitali).
E’ di tutta evidenza, dunque, che l’organico vada adeguatamente puntellato con non meno di dieci rinforzi, la metà dei quali dovranno innervarsi in quello che poi sarà lo schieramento-tipo.
Ad oggi Dalmasso (se manterrà le promesse), Garattoni, Di Pasquale, Sciacca, Petermann, Rocca e Curcio potrebbero rientrare fra i titolarissimi che andranno a costituire l’ossatura del Foggia edizione 2022-23, sul mercato dunque il ds Belviso (o chi per lui) dovrà reperire, fra coloro destinati a giocare in pianta stabile nell’undici di partenza, un laterale di difesa sinistro (atteso che Rizzo potrebbe essere considerato più una seconda linea), due esterni d’attacco che abbiano gamba e che sappiano saltare anche l’uomo, e naturalmente una punta vertice in grado di finalizzare la manovra offensiva.
Si tratta di giocatori fondamentali nello scacchiere di Boscaglia, per i quali bisognerà fare un sacrificio economico importante se l’obiettivo reale è quello di assemblare una formazione che sia nella condizione di competere per le primissime posizioni.
Senza dimenticare che poi alle spalle dei cosiddetti titolarissimi bisognerà trovare gli adeguati sostituti che facciano lievitare la rosa ad almeno 24-25 elementi.
Diverso sarebbe il discorso, ovviamente, se Boscaglia dovesse bocciare qualche giocatore attualmente in organico, oppure se qualcuno dovesse mostrarsi recalcitrante a proseguire la propria avventura in rossonero.
In quel caso, infatti, bisognerebbe individuare gli eventuali sostituti.
C’è insomma tanto lavoro all’orizzonte per Canonico & c., che dall’esito anche dell’incontro avuto nei giorni scorsi con il successore di Zeman si sarà fatto anche una idea più precisa su dove e come bisognerà intervenire per rendere più competitiva la squadra per la prossima stagione.
Il presidente, che proprio ultimamente non ha nascosto l’ambizione di poter competere per le prime tre piazze e di potersi giocare fino in fondo la promozione diretta, avrà messo in preventivo che ai nastri di partenza ci saranno non meno di 4-5 formazioni che partiranno mettendo nel mirino la Serie B.
Fra queste ci saranno sicuramente il Catanzaro, l’Avellino ed il Crotone appena retrocesso.
Potrebbe esserci anche l’ambizioso Pescara, e poi occhio all’Audace Cerignola che con la famiglia Grieco al vertice non lesinerà sforzi sul piano economico.
Da qualunque angolazione la si inquadri, la matassa è piuttosto ingarbugliata: serviranno ritocchi di spessore per garantirsi il salto di qualità auspicato, ed occorreranno quindi investimenti mirati per garantire a Boscaglia un organico che fin dalle prime battute di campionato si inserisca stabilmente nella lotta al vertice.
Al resto poi dovrà pensare il tecnico di Gela, che ha accettato con entusiasmo la nuova avventura in rossonero dopo la sfortunata parentesi di Palermo: Foggia può rappresentare la chiave di volta della sua carriera, a 54 anni Boscaglia sa di poter ripetere le imprese di Trapani o di Chiavari.
Ma ha bisogno di essere supportato da un progetto tecnico che sia proiettato nel futuro e di avere al fianco gente di calcio che viaggi sulla sua stessa lunghezza d’onda.
Viceversa farà fatica a farsi comprendere e a fare in modo che le sue idee vengano condivise in toto.
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