Rigori fatali al Foggia, passa la Juventus Next Gen

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Dentro o fuori. Tutto in una notte. Nel tempio del Moccagatta, icona del calcio nazionale, dove il Foggia torna a mettere il naso dopo circa 50 anni, perché nel frattempo è diventata anche la casa della Juventus Next Gen, l’avversario che si frappone fra i rossoneri e la finale di Coppa Italia.

Meta ambita da Gallo e i suoi per dare un senso a una stagione che viceversa rischia di andare in archivio senza particolari sussulti. La tradizione non è dalla parte del Foggia, che sul terreno di gioco degli Orsi Grigi nei 4 precedenti è andato puntualmente in bianco, ma stavolta di fronte ci sono i bianconeri di Torino il che autorizza a un briciolo di ottimismo in più. 

Scariche di adrenalina allo stato puro dentro e fuori del terreno di gioco, Alessandria fin dalle prime ore del pomeriggio è invasa dall’onda rossonera, sono arrivati da tutto il Piemonte, Novara in testa, ma la colonia più nutrita di supporters si è catapultata dall’Emilia e dalla Romagna. Oltre che dalla Lombardia, storicamente culla del tifo foggiano.

Sulle gradinate del Moccagatta alla fine ce ne saranno oltre 2mila ad aver sfidato una serata infrasettimanale nemmeno troppo fredda per spingere il Foggia verso l’ultimo atto della competizione che può anche rappresentare l’anticamera dei playoff nazionali. La Juve pur di contenere l’onda anomala ha regalato 500 biglietti alle scuole del posto.

Per limitare i danni dopo il 2-1 dell’andata e staccare il pass per la doppia finale, Gallo sotto gli occhi di Giovannino Stroppa (presente in tribuna) si affida alla migliore formazione del momento, gioca ancora Thiam che viene preferito a Nobile fra i pali, Rizzo con il rientro di Costa arretra sulla linea della cerniera a tre di difesa al fianco di Leo (ex di turno) e capitan Di Pasquale, Frigerio vince il ballottaggio con Di Noia, mentre in avanti è Peralta a fare coppia con Ogunseye, recuperato a tempo di record.

Il Foggia sa che trovare subito il gol metterebbe la partita in discesa, e così la sua partenza è subito autoritaria, al punto che dopo 7' è già avanti: prima Ogunseye a botta sicura si fa respingere la conclusione sulla linea di porta, sulla respinta però Costa in diagonale infila l'incolpevole Crespi. E' una doccia fredda per la Juventus Next Gen che prova a riordinare le idee e al 12' si fa vivo dalle parti di Thiam con Pecorino che spalle alla porta si gira e fionda però centralmente.

Si rivede il Foggia al minuto 22 con una improvvisa ripartenza che mette nella condizione Peralta sulla sinistra di concludere pericolosamente oltre la trasversale. Gara in totale controllo dei rossoneri che fanno valere la loro migliore organizzazione, la Juventus fa fatica a trovare spazi in cui affondare, anche se Sekulov e Pecorino quando ripartono tengono in apprensione la difesa rossonera, col trascorrere dei minuti i bianconeri alzano i ritmi e al 36' Besaggio a giro fa correre un brivido a Thiam.

Insiste la Juventus Next Gen che al 41' sugli sviluppi del primo corner a favore trova sottomisura Huijsen pronto alla zampata vincente, con Thiam nella circostanza poco reattivo. Il pari rianima la formazione di Brambilla, il Foggia smette troppo presto di giocare e Gallo in panchina comincia ad agitarsi. Si va al riposo sull’1-1, e la sensazione è che il match sia ancora apertissimo.

Si riparte con la Juventus che attacca a testa bassa e che subito in apertura si rende pericolosa col solito Pecorino. Poi al 52’ arriva il sorpasso ancora con l’olandese Huijsen che infila l’incrocio in corsa da 30 metri. Punto e a capo, equilibrio ristabilito fra andata e ritorno, il Foggia pian piano sparisce dalla scena surclassato dalla brillantezza di padroni di casa, Gallo cambia ricorrendo alla panchina, e al minuto 85 sono gli ospiti che fanno gridare al gol con Ogunseye, ma Riccio salva in extremis, quindi è Bjarkason subito dopo a non capitalizzare uno spunto irresistibile di Iacoponi. Il risultato non cambia fino al 90’, si va ai supplementari.

La Juventus N.G. sente l’impresa, Thiam è superlativo su piazzato di Compagnon dal limite, il Foggia risponde con Iacoponi contrato nell’area piccola al momento della conclusione, al 6’ del II t.s. Barrenechea si divora il possibile 3-1 da due passi. La qualificazione si decide ai calci di rigori: Juventus N.G, infallibile dagli undici metri, per il Foggia è fatale l’errore di Di Noia. In finale ci vanno i bianconeri.

JUVENTUS N.G.-FOGGIA 2-1 (5-3 d.c.r.)

Reti: 7’ p.t. Costa, 41’ p.t. Huijsen, 7’ s.t. Huijsen, 

JUVENTUS NEXT GEN (3-5-2): Crespi; Riccio (2’ II t.s. Savona), Poli, Huijsen; Barbieri, Besaggio (1’ I t.s. Sersanti), Barrenechea (12’ II t.s. Palumbo),  Iocolano, Turicchia; Sekulov (42’ s.t. Compagnon), Pecorino (42’ s.t. de Graca).

In panchina: Raina, Daffara, Stramaccioni, Nzouango, Cudrig, Mulazzi, Bonetti, Lipari, Ntenda, Cerri.

Allenatore: Brambilla;

FOGGIA (3-5-2): Thiam; Leo, Di Pasquale, Rizzo (43’ s.t. Rutjens); Garattoni, Schenetti (23’ s.t. Di Noia), Petermann (23’ s.t. Bjarkason), Frigerio, Costa; Peralta (13’ s.t. Iacoponi), Ogunseye.

In panchina: Raccichini, Nobile, Kontek, Markic, Battimelli, Odjer, Capogna.

Allenatore: Gallo;

Arbitro: Monaldi di Macerata;

Assistente 1: Cravotta (Città di Castello);

Assistente 2: Giuggioli (Grosseto);

Quarto Ufficiale: Calzavara di Varese;

Note: serata umida, terreno in discrete condizioni. Olte 3mila spettatori, dei quali oltre 2000 foggiani;

Calci d’angolo: 11-6

Ammoniti: Huijsen, Petermann, Thiam, Leo, Garattoni,

Recupero: 1’ p.t., 3’ s.t., 0’ I t.s., 2’ II t.s.

 

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