Il comparto primario, con particolare riferimento ai settori olivicolo-oleario e cerealicolo, è in una fase di forte difficoltà e non può più attendere. La tenuta economica delle imprese agricole è messa a dura prova dall’aumento dei costi di produzione, dalle difficoltà di mercato e da una concorrenza internazionale che troppo spesso non si confronta con le stesse regole e gli stessi obblighi imposti ai produttori italiani ed europei. Confagricoltura chiede alle istituzioni, regionali, nazionali ed europee, interventi urgenti e coordinati per salvaguardare il reddito degli agricoltori, garantire la continuità aziendale e tutelare un comparto strategico per l’economia agricola, l’occupazione e il patrimonio produttivo del territorio.
Servono interventi urgenti, per “tamponare” l’emergenza, e altri strutturali per trovare soluzione a problemi complessi.
Oltre a quanto stanno già facendo la Regione Puglia, con la promessa dei 30 milioni di euro, e il governo nazionale con il sostegno finanziario per il carburante agricolo acquistato dal primo giugno al quindici ottobre 2026, sarebbe opportuno che la Regione trovasse altre risorse all’interno delle “pieghe” del bilancio e il governo attivasse le procedure, partendo dall’Europa, per compensare l’aumento dei costi del carburante agricolo come già fatto con il cosiddetto “decreto fertilizzanti”.
Tra gli interventi immediati e di medio periodo, sarebbe indispensabile rifinanziare l’Agricoltura 4.0, inteso come modello di gestione produttiva per ottimizzare il lavoro nei campi, ridurre gli sprechi e migliorare la sostenibilità.
Per il medio-lungo periodo, una delle priorità è sicuramente l’accelerazione sulle misure previste dal “ColtivaItalia”, all’interno del quale, è utile ricordarlo, sono previsti 300 milioni di € per il “piano olivicolo nazionale”. Le risorse annunciate devono essere rese disponibili in tempi rapidi, attraverso procedure semplici e strumenti concretamente accessibili alle imprese.
È altresì prioritario rafforzare l’azione italiana in Europa per affermare il principio di reciprocità negli scambi commerciali con i Paesi terzi: i prodotti importati devono essere sottoposti a requisiti equivalenti a quelli richiesti ai produttori europei, con particolare riferimento all’utilizzo dei fitofarmaci, alla sicurezza alimentare, alla sostenibilità ambientale e agli standard di produzione. Non è accettabile che agli agricoltori italiani vengano richiesti standard sempre più rigorosi mentre sul mercato europeo arrivano prodotti realizzati in condizioni normative differenti. Servono controlli efficaci, tracciabilità e condizioni di concorrenza leale.
Confagricoltura, inoltre, ritiene indispensabile attivare il fondo di crisi a sostegno delle filiere maggiormente colpite, concentrando le risorse sui settori che presentano le maggiori criticità economiche e produttive. Gli strumenti straordinari devono essere utilizzati per compensare le difficoltà, sostenere il reddito agricolo e impedire che la crisi determini l’uscita dal mercato di un numero crescente di imprese.
Infine, un auspicio e un impegno, affinché i rappresentanti degli agricoltori e i politici europei condividano l’importanza di una PAC, 2028-2034, forte e centrale nell’agenda europea, scritta a “due mani” nell’unico interesse di salvaguardare uno dei comparti produttivi vitali per l’intera economia.
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