Lo aveva detto e alla fine così è stato. Vincenzo Fiorino alla fine l’ha fatto. Il suo omaggio e ringraziamento alla città che durante il lockdown ha consumato sushi da asporto in consegna da Cerignola oggi ha finalmente il suo locale. Geisha di Sayuri, più o meno nello stesso punto della città in cui per molti mesi ogni giorno da Cerignola arrivava la macchina delle consegne. In una zona in grande fermento dal punto di vista del food.
Locale nello stile Sayuri per colori e ambientazione, che riprende il menù e le peculiarità del punto di ristoro di Cerignola. In pochi mesi ha saputo conquistare molti foggiani che hanno potuto inserire anche questa come una tappa fissa del panorama dei ristoranti giapponesi in città.
Più che una moda ormai una mania. Ce ne sono sempre più e sempre in maggiore espansione che decidono di aprire nel capoluogo. Ma c’è sushi e sushi, spiegano i puristi del genere, che evitano locali che non sono rigorosamente alla carta, con pesce non fresco, ma freschissimo. All you can it è una parolaccia per loro che mai e poi mai si sognerebbero di sedersi in posti che hanno questa come filosofia di locale. Fu Sometimes il primo, in via Mandara. Stesse caratteristiche: locale nero, freddo e con tavoli e divani. Niente vino o bolla, ma solo birra e al massimo te.
Da allora molto è cambiato. E quel sometimes è diventato un always. Oggi si potrebbe mangiare sushi ogni sera in un ristorante diverso nel capoluogo, perché davvero in pochi mesi l’offerta si è ampliata in maniera esponenziale. Poco o niente a pranzo, molto a cena e molto asporto. Ma il consumo di noodle, ramen, udon e roll resta in cima, o quasi alle preferenze dei foggiani che hanno davvero dettato regole nuove. Prima per poter gustare queste specialità dovevi andare a Bari, a Trani e a Manfredonia, poi è arrivata Cerignola e oggi finalmente nel capoluogo non si contano le imprese di questo tipo.
Anche la pescheria Azzura che da tempo ci stava provando con il sushi del Gargano ha impattato positivamente con la tendenza del momento, iniziando con un giorno a settimana, poi con un asporto quasi quotidiano, fino a due tavoli per cenare davanti l’ingresso della pescheria. Ora metà del locale dell’impresa di famiglia è dedicato al sushi e finalmente ha trovato casa in via Domenico Cirillo 33 con crudo, sushi e cucina. Davvero un bel salto e una scommessa vinta: quella di aver creduto in qualcosa di più di una tendenza, di aver studiato, girato, assaggiato e provato, fino ad aver fidelizzato una grossa fetta di clienti che oggi non hanno di che lamentarsi.
A ciascuno il suo, o meglio, a ciascuno il suo preferito, e nel dubbio, meglio provarli tutti. Sarebbe bella una sfida, goliardica, s’intende, a colpi di roll, per premiare una città che non s’è arresa e ha imposto gusti e preferenze dettando regole nuove. Prima fra tutte, la legge della domanda e dell’offerta. Adesso che sono in tanti i prezzi saranno adeguati al mercato e la qualità di sicuro alta. La vera sarà quella di perfezionarsi sempre più per raggiungere livelli di gusto altissimi. Noi siamo pronta raccontarla questa sfida e a lanciare il guanto di sfida ai provetti sushi man.
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