La tutela dell’ambiente, la salvaguardia della fauna e il contrasto agli incendi boschivi sono stati al centro dell’intervento di Licia Colò a Manfredonia, ospite della manifestazione Ecoè. La nota divulgatrice scientifica ha preso parte alla liberazione in mare di quattro esemplari di Caretta caretta, recuperati e curati prima di essere reintrodotti nel loro habitat naturale. Un gesto simbolico che ha rappresentato uno dei momenti più partecipati della rassegna dedicata alla sostenibilità. L’incontro è stato anche l’occasione per affrontare il dibattito sulla riforma della normativa venatoria. Colò ha espresso una netta contrarietà al disegno di legge, sostenendo che l’ampliamento delle possibilità di caccia rappresenterebbe un passo indietro nella tutela della fauna. "Se sarà necessario siamo pronti anche a promuovere un referendum", ha affermato, aggiungendo che, a suo giudizio, non si può attribuire ai cacciatori il ruolo di principali custodi dell’ambiente.

"Il Gargano brucia di nuovo. E ogni anno è lo stesso inferno. È davvero possibile che non esista un organo preposto a intervenire sugli incendi prima che si propaghino? Basta propaganda politica. Il territorio del Gargano ha bisogno di vigilanza concreta, continua e strutturata. Oggi abbiamo tutti i mezzi per prevenire: droni, sistemi di sorveglianza, tecnologia. Vanno utilizzati subito, 24 ore su 24, per monitorare un patrimonio ambientale unico che non possiamo permetterci di perdere. Non possiamo più permettere a dei piromani di distruggere boschi, fauna e comunità. Non servono altri proclami. Servono fatti e persone che amano davvero il territorio, non solo chiacchiere.

Momenti di apprensione nella tarda mattinata di oggi a San Menaio, frazione balneare di Vico del Gargano, dove un incendio è divampato nella pineta Marzini, il vasto polmone verde che si estende per circa 15 chilometri lungo la costa garganica. Le fiamme, alimentate dal caldo e dal vento, hanno generato un’alta colonna di fumo visibile anche dalla località turistica, destando preoccupazione tra residenti, villeggianti e ospiti di campeggi e strutture ricettive della zona. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, gli operatori dell’Arif e i volontari della Protezione civile di Vico del Gargano, impegnati nel contenimento del fronte di fuoco con i mezzi a terra. Per rafforzare le operazioni è stato inoltre richiesto l’intervento dei mezzi aerei.

Sono tornati gli incendi dolosi ai danni dell’Oasi Lago Salso, l’immensa zona umida di Manfredonia, tra le più importanti del Sud Italia col suo eccezionale patrimonio ambientale e faunistico, chiusa e non fruibile da anni. Una storia che grida vendetta quella dell’Oasi Lago Salso, che tra i molteplici interrogativi solleva anche quelli sullo scandalo dell’infinito iter di scioglimento e liquidazione della Oasi Lago Salso spa, deciso sul finire del 2019 nei confronti della partecipata dell’ente Parco nazionale del Gargano dall’allora Pasquale Pazienza, ai danni del socio di minoranza CSN onlus che si oppose invano. E’ merito dei sipontini Innocenza Starace e Alfredo De Luca di Europa Verde-Verdi di Manfredonia se ora si riaccendono i riflettori sulle opacità dietro la spa, tra compensi, incendi e responsabilità. “È giunta l'ora della verità?”, si domandano l’avvocata Starace (ex assessora comunale all’ambiente e coportavoce provinciale del partito) e il consigliere comunale De Luca. “Dopo due incendi devastanti e una situazione ambientale sempre più critica, è legittimo chiedere chiarezza sull'operato del commissario liquidatore della Oasi Lago Salso spa, che gestisce l'area umida da 7 anni. A fronte di un compenso che risulterebbe significativo, quali attività concrete sono state svolte per prevenire i roghi, vigilare sull'area e contrastare eventuali prelievi irregolari dell'acqua? Qual è, ad oggi, l'importo complessivo del compenso riconosciuto? Per quale attività è stato corrisposto? Non è un attacco personale: è una richiesta di trasparenza”, puntualizzano i Verdi del Golfo. “Se esistono atti, relazioni e risultati chiediamo che vengano resi pubblici. E se ci sono stati carenze o ritardi andranno chiariti nelle sedi opportune. L'area umida del Lago Salso ha bisogno di tutela reale, controlli efficaci e responsabilità chiare. Per questo proponiamo un sopralluogo presso l'Oasi, aperto anche alle associazioni ambientaliste, con la presenza delle istituzioni, per capire lo stato della situazione, le criticità e le emergenze a cui dare velocemente risposte”, è la conclusione di Europa Verde. 

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