430mila euro per elisoccorso ad agosto. E’ (come negli ultimi 13 anni) sempre Alidaunia a fornire servizio

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E’ costato oltre 430 mila euro il servizio di elisoccorso per il solo mese di agosto alla Asl Foggia, liquidato alla Alidaunia. Nel dettaglio: poco meno di 212mila euro sono dovuti come corrispettivo fisso per il servizio diurno, per quello notturno 102mila euro, oltre alla liquidazione del volato effettivo diurno per un totale di 83mila euro e notturno per 33mila euro. Il servizio di elisoccorso in una provincia come quella di Foggia è determinante per assicurare interventi tempestivi in situazioni di emergenza e urgenza, in particolare in quelle aree difficili da raggiungere via terra o comunque non attrezzate con strutture sanitarie utili allo scopo. Nel periodo estivo, specie sul Gargano, dove si moltiplicano all’ennesima potenza le presenze per via dei flussi turistici verso le località balneari più ambite, l’elisoccorso diventa davvero questione di vita o di morte. Ed in effetti, con l’arrivo dei turisti l’Asl ogni anno dispone l’implementazione del servizio.

E accanto alla postazione di Foggia attiva h24 viene attivata quella di Vieste h 12; dalla lettura dei numeri relativi al 2022 (quelli di quest’anno non sono ancora stati resi noti) è per l’appunto agosto il mese che registra il maggior numero di interventi da parte dell’elisoccorso. Indiscutibile quindi la necessità di conservare il servizio per quanto oneroso per le casse della Asl. Quello che però lascia perplessi è che ad occuparsene sia ancora Alidaunia. La società foggiana, peraltro considerata un’eccellenza della Capitanata, detiene la commessa pubblica dal 2011, quando fu effettuata la prima gara dalla Asl Foggia. Il contratto prevedeva una durata quinquennale, di conseguenza risulta scaduto dal 2016, ovvero da 7 anni. Da allora Alidaunia continua di proroga in proroga a prestare il servizio di elisoccorso.

Non solo, Alidaunia è finita al centro del terremoto giudiziario che ha portato agli arresti (poi revocati), a dicembre 2021, degli imprenditori titolari dell’azienda Roberto e Valentina Pucillo (padre e figlia), di Antonio Apicella, cognato di Roberto e faccendiere per la società, Rita Acquaviva, ex responsabile dell’area gestione tecnica della Asl Foggia, nell’ambito dell’inchiesta denominata Icaro. Nel mirino degli inquirenti finì proprio la gara multimilionaria per il servizio dell’elisoccorso bandita dalla Asl Foggia (oltre a quella per il trasporto organi aereo del Policlinico Riuniti). La gara venne pubblicata il 30 gennaio 2020 dall’Azienda sanitaria per un impegno di spesa pari a 36,6 milioni di euro per il primo quinquennio e 29,8 milioni di euro per l’eventuale proroga contrattuale opzionale, per un totale di 66,4 milioni.

In base all’ipotesi accusatoria, il responsabile unico del procedimento della gara della Asl, Acquaviva, avrebbe creato con i Pucillo una “corsia parallela riservata”, come si legge nella nota della Procura, volta a rendere Alidaunia la società “predestinata” ad aggiudicarsi le gare, all’insaputa dei suoi futuri o attuali concorrenti. Corsia, questa, secondo l’accusa, costellata di discovery indebite, di raccolta e recepimento di bozze di capitolati o di controdeduzioni agli argomenti degli ignari competitors, nonché di suggerimenti alle stazioni appaltanti. Con ciò suggellando un’alleanza “contro natura”, la quale, pur non sfociando in una decisione favorevole ai “predestinati”, avrebbe, comunque, minato alle fondamenta e alterato l’intero corso della gara attenzionata.

Più nello specifico, i referenti della società foggiana in relazione alla gara bandita dall’Asl sarebbero stati i ghost writers del capitolato speciale e del disciplinare di gara, avendone materialmente curato la predisposizione nei locali di Alidaunia, peraltro, anche con la presenza del Rup.

L’inchiesta è sfociata nel rinvio a giudizio degli indagati che stanno affrontando il processo.

Quella gara venne annullata in autotutela dalla Asl Foggia. Anche la Pm, nella richiesta delle misure cautelari, sottolineò l’anomalia delle lunghe proroghe concesse ad Alidaunia nel corso degli anni, in assenza di una nuova gara.

Gara che la Asl Foggia ha in realtà avviato a maggio 2022 e che ancora non si conclude. Leggermente inferiore, rispetto alla precedente procedura, l’importo totale previsto, pari a poco più di 60 milioni di euro, comprensivo delle varie opzioni di rinnovo e eventuali proroghe tecniche.

La predisposizione della nuova gara era però già stata avviata mesi prima. In considerazione della complessità degli aspetti tecnologici del servizio e della specificità delle conoscenze tecniche necessarie alla predisposizione del progetto di gara, la direzione aziendale ritenne necessario acquisire una professionalità di supporto al Rup e a gennaio 2021 la Asl, previo svolgimento di procedura ad evidenza pubblica, a cui hanno partecipato e sono stati valutati 4 operatori economici, ha affidato all’impresa Amesco Srl le attività di supporto al Rup, individuato dalla direzione nella persona di Tommaso Petrosillo, dirigente responsabile S.S. sistemi informativi.

Successivamente il Rup ha avviato l’istruttoria tecnica, propedeutica all’indizione della nuova procedura di gara, secondo le direttive della direzione strategica aziendale, che, “con la finalità preminente di allargare la platea dei potenziali concorrenti – si legge nella delibera –, all’esito dell’istruttoria, ha stabilito di assicurare, in funzione delle esigenze specifiche aziendali, il servizio.

Per rendere operativo questo piano, l’Azienda sanitaria ha avviato ed espletato apposita separata attività istruttoria, in contraddittorio con la società Aeroporti di Puglia per avere l’uso dello scalo del capoluogo.

Il servizio, di durata quinquennale, verrà aggiudicato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità (punteggio massimo 70 punti) / prezzo (punteggio massimo 30 punti) e dei criteri e corrispondenti pesi riportati nel disciplinare di gara, con presentazione di un’unica offerta. Contestualmente, la direzione aveva autorizzato la prosecuzione del contratto di appalto in regime di proroga ad Alidaunia.

Una responsabilità assunta “non a cuor leggero”, ebbe modo di sottolineare Antonio Nigri a l’Attacco, ancora nella veste di commissario straordinario, oggi direttore generale, anche dopo aver ascoltato i Sindaci, che spesso reclamano maggiore assistenza sanitaria sui territori.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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