Potrebbe esser stato già individuato il legale cui il Comune di Foggia, come deliberato venerdì scorso dalla giunta Episcopo, intende affidare il servizio di verifica legale, anche afferente agli aspetti finanziari correlati, in ambito di controllo analogo congiunto di Amiu Puglia spa relativi alle annualità 2013 – 2024 e supporto per l’efficientamento del controllo analogo e patti parasociali. “Un autorevole professionista, specializzato in diritto societario e di comprovata esperienza accademica e forense, appartenente ad un Foro estraneo all’ambito regionale nel perseguimento della massima imparzialità e buon andamento nelle verifiche a rendersi a tutela degli interessi del Comune di Foggia”, si legge nella delibera, contro cui si sono scagliati prima il parlamentare FdI Giandonato La Salandra e poi AIGA, l’associazione dei giovani avvocati sia di Capitanata che di Bari.
“Il Comune non dispone, all’interno della sua struttura organizzativa, delle professionalità richieste per svolgere le doverose verifiche legali, anche afferenti agli aspetti finanziari, sulla partecipata Amiu, per cui si rende necessario l’affidamento di un servizio specialistico. Un autorevole professionista che possa seguire l’ente e l’apparato comunale nelle decisioni e nel controllo analogo congiunto al fine di garantire la legittimità e la correttezza amministrativa dei procedimenti, ciò al fine di proseguire con massima trasparenza e legittimità l’azione amministrativa in piena garanzia per l’ente e nella tutela massima del pubblico interesse”, è stato spiegato ancora. La Sezione Aiga di Foggia ha parlato di atto illegittimo e “quantomeno lesivo della dignità di tutti gli avvocati del nostro Foro prima ancora che dell’intera categoria professionale”, chiedendo alla giunta di revocarlo e rielaborarlo. Silenzio, invece, nel momento in cui si scrive, da parte del Consiglio dell’Ordine degli avvocati, il cui presidente Gianluca Ursitti (legale di Episcopo) è stato contattato da l’Attacco. Di sicuro diverse toghe hanno segnalato all’Ordine l’accaduto sollecitando una presa di posizione. Perché indicare nella delibera che sarebbero stati bypassati gli avvocati nostrani? Anche chi, nel mondo delle toghe, non intende affondare polemicamente contro tale atto dietro le quinte commenta che sarebbe stato molto più intelligente ed accorto limitarsi a parlare di incarico esterno, senza specificare l’intenzione di scegliere un professionista esterno alla Puglia. Si sarebbe evitato il polverone di polemiche scatenatosi negli ultimi giorni e l’inutile comunicato stampa in cui l’ente ha ieri ripetuto le stesse cose dette in delibera ma scrivendole in maniera ancor più infelice.
Secondo un’interpretazione autorevole, l’amministrazione avrebbe messo le mani avanti sul foro esterno alla Puglia perché l’idea del legale sarebbe stata giù chiara da tempo. Da tre mesi, a quanto pare, l’assessore Pd alle partecipate Davide Emanuele discuteva con Episcopo della opportunità di scegliere un esperto in diritto societario.
Ebbene, stando ai beninformati, c’è un nome che aleggia da giorni in maniera forte: è quello dell’avvocato e professore messinese Antonino Ilacqua, titolare di un affermato studio legale a Roma e dal lungo curriculum. E’ esperto in diritto amministrativo, in diritto fallimentare, in diritto societario e bancario, in procedure arbitrali. “Il titolare dello studio ha maturato diverse esperienze professionali in contesti diversi e variegati, interpretando diversi profili professionali ed acquisendo diverse esperienze: dalla sicurezza, con particolare riferimento alle normative antimafia, al sistema banche, alle tematiche erariali, alla libera professione con focus su tematiche di diritto amministrativo, su procedure concorsuali e su gestione di imprese, sia come commissario straordinario, sia come coadiutore dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati alla mafia, sia come curatore fallimentare, contribuendo come componente della Commissione Rordorf alla scrittura del nuovo codice della crisi d’impresa che, in linea con le direttive europee, supera la legge fallimentare del 1947”, si legge sul suo sito internet. Oggi è anche membro della Sottocommissione VIA del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, mentre in passato è stato uomo di fiducia del ministro degli affari regionali Boccia (Pd) e suo consigliere al Ministero; prima ancora è stato per due anni a Palazzo Chigi come uno dei responsabili della sicurezza del presidente del Consiglio dei Ministri con Massimo D’Alema e Giuliano Amato. Nel 2015, dopo l’interdittiva antimafia per tutte le cooperative bianche facenti parte del gruppo La Cascina (nell’ambito del secondo capitolo di Mafia Capitale), Ilacqua fu nominato amministratore straordinario. Ma, soprattutto, il legale non è nuovo nel capoluogo daunio, cui è legato per l’affaire tributi: fu l’avvocato di Mazal srl (subentrata alla fallita Aipa spa) nella causa contro il Comune di Foggia che nel 2016 aveva risolto il contratto per l’affidamento novennale in concessione dei servizi di accertamento, liquidazione e riscossione (volontaria e coattiva) dei tributi dell’ente.
Oggi a spingere per lui pare sia il Pd (ovvero il partito più legato ad Amiu e al Comune di Bari) mentre da parte del M5S, che rivendica il pressing per il controllo sui bilanci di Amiu e l’introduzione dei bilanci separati tra Bari e Foggia, ci sarebbe stata la richiesta che Ilacqua sia affiancato dal professore Unifg Massimo Russo, ex amministratore unico di Sanitaservice, a loro vicino sin da alcuni anni.
In attesa di capire se davvero si tratterà di Ilacqua e se passerà il tandem con Russo, l’incarico da 40mila euro suscita critiche e perplessità. Perché rivolgersi all’esterno quando il dirigente dei Servizi finanziari Carlo Dicesare ha compiuto una verifica interna sul travaso degli utili da Foggia a Bari, con la misteriosa nota di settembre insabbiata da Episcopo&Co.? Perché farlo quando il controllo analogo compete all’ufficio partecipate e quando esistono i revisori e i consiglieri foggiani del cda Amiu? I malevoli sono convinti che ci sia un intento dilatorio dietro. “Appare come un modo per guadagnare altro tempo e deresponsabilizzarsi. Ci sono voluti svariati mesi per arrivare alla seduta monotematica di consiglio comunale di dicembre scorso. Adesso è noto che la Corte dei conti sta indagando e in Comune continuano a far finta di non sapere ancora come stanno le cose rispetto ai bilanci Amiu. Chissà in quanto tempo l’incaricato renderà il proprio parere, che assumerà in scienza e coscienza, senza alcuna responsabilità…”.
“Una toppa peggiore del buco, che l'amministrazione cerca di utilizzare dopo aver scoperto che la città è letteralmente insorta contro lo spettacolo indecoroso andato in scena nel consiglio comunale monotematico”, commenta il consigliere comunale di opposizione Giuseppe Mainiero. “In primo luogo non è chiaro per quale ragione il Comune debba conferire l'ennesimo incarico finalizzato a verificare anche aspetti finanziari che sono ampiamente noti, essendo contenuti nei bilanci e nelle scritture contabili già depositati, oltre che in una dettagliata informativa dalla Guardia di Finanza da cui è scaturita un'inchiesta penale. Non c'è nulla da verificare: che Amiu abbia usato gli utili prodotti dalla unità operativa di Foggia per ripianare le perdite di Bari e per migliorare il servizio nel capoluogo pugliese, lasciando quello di Foggia in uno stato disastroso, è agli atti. Perché al netto del fatto che questa operazione configuri o meno un reato di natura penale - la cui verifica compete alla magistratura - l'ambito finanziario non può essere oggetto di discussione. Inoltre, esiste un preciso atto di indirizzo, votato ed approvato dal consiglio comunale, che ha escluso qualunque forma di esternalizzazione del controllo analogo sulle società partecipate del Comune di Foggia. Indirizzo che in questo modo sarebbe evidentemente disatteso e violato. La sindaca e il suo campo largo, invece di rincorrere fantomatiche e improbabili “verifiche”, dovrebbero mettere in campo un'azione semplicissima: chiedere la convocazione dell'assemblea dei soci e sedersi di fronte al sindaco di Bari, in rappresentanza dell'altro socio di Amiu Puglia, procedendo alla quantificazione delle risorse sottratte a Foggia e definendo le modalità della loro restituzione”, conclude Mainiero.
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