Da qualche tempo, il già Sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi ha scelto di muoversi come battitore libero. Non appartiene a nessuna corrente e ha tagliato ogni rapporto con la sua ex creatura CON Manfredonia. Piuttosto, ha scelto di intervenire quando ritiene che la città stia imboccando strade pericolose. E, negli ultimi mesi, la questione urbanistica è diventata il terreno su cui ha deciso di concentrare la sua critica più serrata. “È una questione molto semplice – esordisce -. Noi avevamo messo in ordine la nuova pianificazione urbanistica con lo strumento che prevede la legge: il Piano Urbanistico Generale”. Riccardi ricorda che gli adempimenti preliminari erano stati completati e che persino i commissari prefettizi erano pronti ad approvarlo. “Per ragioni che non conosco, alla fine non l’hanno fatto”. Nel programma elettorale depositato nel 2024 dal candidato Sindaco Domenico la Marca c’era un impegno chiaro: approvare il PUG e il Piano di Recupero del Centro Storico, riducendo al massimo il consumo di suolo. Riccardi lo sottolinea più volte, perché per lui quel passaggio è decisivo. “Era scritto chiaramente che la prima cosa che avrebbero fatto era l’approvazione del Piano Urbanistico Generale”. Invece, racconta che “ad un certo punto, non si capisce per quale ragione, si opta per una variazione. Invece di fare il PUG, ritengono di rimettere dentro il vecchio PRG ciò che il PUG potrebbe prevedere”. Il cambio di rotta - secondo Riccardi - non è stato spiegato alla città. “Qualcuno deve essere pure in grado di spiegare le ragioni per le quali si giunge a questa conclusione”, dice a l’Attacco. “Le ragioni non possono essere quelle dell’atto amministrativo che abbiamo letto, perché è talmente generico da risultare quasi insignificante”. Il riferimento è alla delibera di giunta n. 167 dell’8 luglio 2026, che contiene oltre settanta allegati, compreso – paradossalmente – lo stesso atto d’indirizzo, relegato tra gli allegati invece di essere il cuore del provvedimento. “Non è scritto cosa vogliono fare – insiste -. Non dicono perché fanno questa variante e non fanno il PUG”. Riccardi conosce bene la storia urbanistica di Manfredonia e la ripercorre con precisione quando ricorda che il PRG approvato nel 1998 dalla Giunta regionale era il frutto di un iter durato quasi trent’anni, segnato da commissariamenti, prescrizioni regionali e un settore edilizio fermo da un decennio. 

Il 24 luglio scorso, con un decreto pubblicato dal Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno, è stata concessa la proroga al 31 dicembre 2027 per gli interventi di rigenerazione urbana non concorrenti al Target UE. Tra gli oltre mille progetti interessati dal provvedimento, 17 riguardano la provincia di Foggia. Tra questi figura anche quello di San Severo: il tanto discusso parcheggio pubblico interrato di piazza Cavallotti. L’appalto integrato per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva, della progettazione antincendio, del coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e dell’esecuzione dei lavori è stato aggiudicato alla 2GI, con sede a Peschici. Per l’assolvimento dei requisiti tecnico-professionali di cui era carente, la 2GI si è avvalsa dei requisiti dell’impresa ausiliaria Consorzio Jonico S.C.A.R.L., con sede a Valverde. Le stesse due aziende risultano inoltre aggiudicatarie degli appalti per la realizzazione, rispettivamente, dell’asilo nido di via Mario Carli e di quello di via Gabriele D’Annunzio. Secondo i beninformati, le imprese non sarebbero state nelle condizioni di sostenere contemporaneamente tre cantieri di tale portata, soprattutto sotto il profilo organizzativo e della disponibilità di personale. Una situazione che avrebbe inevitabilmente determinato rallentamenti nell’esecuzione delle opere. È il timore che, in questi giorni, si starebbe facendo strada negli ambienti di Palazzo Celestini, dove cresce la preoccupazione che alcuni cantieri possano non rispettare il termine perentorio del 31 agosto 2026. A complicare ulteriormente il quadro c’è il caso del parcheggio interrato di piazza Cavallotti. I lavori sono rimasti fermi per circa novanta giorni a seguito di uno stop disposto dalla Soprintendenza, necessario per consentire una serie di verifiche, concluse poi con esito positivo. Successivamente il cantiere è stato nuovamente sospeso per permettere ai Carabinieri di effettuare accertamenti sulle colonne poste davanti all’edificio scolastico. Proprio per recuperare il tempo perduto su un’opera particolarmente attenzionata, le imprese avrebbero concentrato uomini e mezzi sul cantiere di piazza Cavallotti, arrivando a lavorare anche nelle ore notturne. Una scelta che, secondo una fonte vicina a l’Attacco, avrebbe inevitabilmente rallentato l’avanzamento degli altri interventi.

Il sopralluogo presso il cantiere della piscina scoperta di via Mazzei, per verificare lo stato di avanzamento dei lavori ripresi nelle settimane scorse, è servito per fare il punto su una delle incompiute più emblematiche della città. La piscina rappresenta uno dei tasselli del più ampio progetto realizzato tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta nell’area del Teatro Mediterraneo

Martedì è iniziato all’anfiteatro di Lucera il ciclo di dieci concerti di Biagio Antonacci che andrà avanti fino al 2 agosto, con un paio di appendici nei giorni successivi, visto che poi toccherà a Mario Biondi il 4 e a Nino D’Angelo il 6. Dodici appuntamenti di alto valore musicale, quindi, che però hanno subito innescato una polemica preliminare all’esecuzione della prima nota. La questione è legata alla decisione della Giunta Pitta di concedere gratuitamente il sito romano alla “Pm Eventi”, il promoter che organizza tutte le date in programma. In effetti, tutto è nato dal provvedimento del 15 luglio scorso che però è apertamente in contrasto con i proclami elettorali che il Sindaco aveva fatto non più tardi di tre mesi fa, in occasione del comizio di apertura delle sue attività di propaganda: “Grazie a un finanziamento del Pnrr, abbiamo allargato le sedute e adesso i cantanti pagano per venire a Lucera - aveva detto sul palco Giuseppe Pitta il 19 aprile scorso - e quindi si è invertito il paradigma, sono loro che pagano noi e questo credo che sia un risultato eccezionale perché abbiamo consentito al nostro bene culturale, che costava al Comune in gestione e manutenzione ed era lì fermo, di diventare un punto di riferimento per la Puglia e per l’Italia. Ora l’anfiteatro fa parte del circuito degli anfiteatri più importanti d’Italia. Oggi vengono da noi, ci chiedono permesso e li facciamo accomodare. E questa è una vittoria per la nostra città”. Ancora più singolare è il fatto che la richiesta era arrivata addirittura a febbraio, quindi precedente al comizio, su carta intestata dell’Associazione “Strumenti e Figure” che sta rappresentando a livello locale il soggetto privato.
La delibera contiene altre due notizie: la prima è che i lavori sul monumento sono terminati il giorno stesso della sua emanazione, e che gli spettacoli sono stati fatti rientrare nel cartellone non ancora diffuso di “Estate Muse Stelle” condotto e finanziato in buona parte da “Puglia Culture.



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