"Il Gargano, i Monti Dauni, l’Alta Murgia, l’Alto Salento, il Sud Salento. In giunta regionale abbiamo approvato il riparto delle risorse europee per la valorizzazione turistica e culturale di questi territori. Ne parliamo da febbraio, da quando siamo partiti dai borghi per ascoltare. Le aree interne sono tra gli obiettivi del turismo pugliese da quando questa Giunta si è insediata. Oggi quella scelta ha i suoi numeri" - comunica l'Assessora regionale al Turismo e alla Promozione Graziamaria Starace.

Insieme allo sport che si gioca sul campo c’è sempre quello che si disputa fuori. A Vieste, quest’anno, le due dimensioni sembrano procedere insieme: ci sono i grandi eventi che, da giugno a settembre, porteranno nella “perla del Gargano" centinaia di atleti e migliaia di presenze, ma c’è anche il lavoro sulle infrastrutture sportive, a partire dal finanziamento da oltre 1,4 milioni di euro ottenuto dal Comune per la riqualificazione del campo sportivo cittadino “Riccardo Spina”. L’estate sportiva viestana si è aperta domenica 7 giugno con il Triathlon Olimpico Gold, ormai diventato un appuntamento fisso del calendario nazionale. Giunto alla sesta edizione, l’evento richiama ogni anno atleti da tutta Italia, trasformando Marina Piccola in un palcoscenico a cielo aperto. “Accogliamo centinaia di atleti provenienti da tutta Italia - spiega a l’Attacco l’assessore allo sport, Gaetano Desimio -. Ormai è un appuntamento fisso che apre la stagione degli eventi sportivi”. E il calendario è particolarmente ricco. Dopo il Nastro Rosa Tour, il Giro d’Italia in barca a vela organizzato dalla Marina Militare, spazio al Mondiale di kickboxing Italia-Polonia, in programma il 20 giugno, e poi al King & Queen of the Beach, che porterà a Vieste alcuni dei migliori interpreti del beach volley italiano, come Monica De Gennaro, campionessa del mondo e tra le atlete più rappresentative del volley internazionale, insieme a Francesca Lollobrigida e all’ex campione Valerio Vermiglio. A settembre, poi, riflettori puntati sul Parkour, con quella che sarà l’unica tappa italiana del circuito mondiale, affiancata da una gara di tuffi nel centro storico. Un evento spettacolare, pensato per valorizzare gli scorci più suggestivi della città. “Il turismo sportivo è ormai un segmento di mercato in forte crescita - sottolinea Desimio - e rappresenta uno strumento importante per destagionalizzare. Puntiamo perciò a investire sugli eventi come attrattori turistici, soprattutto nei periodi di bassa stagione”.

Alcune persone, quando parlano di cultura, sembra stiano parlando parlando della propria vita. Salvatore Villani è una di queste: etnomusicologo, musicista, ricercatore, organizzatore culturale, presidente del Centro Studi Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata, dice di aver cominciato nel 1983, quando era ancora uno studente universitario. Da allora, racconta a l’Attacco, ha organizzato festival, pubblicato libri, promosso ricerche, recuperato musiche dimenticate, portato il Gargano e la sua tradizione ben oltre i confini della provincia. Eppure, guardando alle polemiche e alle inchieste che in questi giorni stanno investendo il sistema dei finanziamenti alla cultura in Puglia, la sensazione che gli resta addosso è amara. A domanda, la sua risposta è lapidaria: “La prima cosa che ho pensato? Che è sempre la stessa politica”. Parla con la rassegnazione di chi ritiene di aver già visto tutto e argomenta: “Gli amici degli amici vengono finanziati, mentre chi è fuori dalla politica e dai circuiti di potere fa molta più fatica. Noi lavoriamo da oltre quarant’anni, abbiamo rapporti con università straniere, con studiosi del Messico, degli Stati Uniti, della Spagna. Però se non hai un protettore politico, difficilmente vai avanti”. A onor del vero qualcosa, nel corso degli anni, è arrivato ma si parla di piccoli finanziamenti comunali e qualche progetto sostenuto dalla Regione. Villani ricorda ad esempio il progetto dedicato a Domenico Corigliano, compositore nato a Rignano Garganico e figura importante della storia musicale meridionale. Un’iniziativa che prevedeva pubblicazioni, concerti, attività di ricerca. La Regione finanziò una parte delle spese, ma il resto rimase sulle spalle dell’associazione: “Su un progetto da circa ventitremila euro abbiamo dovuto metterci di tasca nostra diecimila euro. Per noi erano tanti soldi”. Ecco, quel “di tasca nostra” torna più volte durante la conversazione. “I musicisti spesso vengono gratuitamente, io gli pago almeno la benzina. Io insegno, faccio anche l’artista. Invece di farmi le vacanze investo nelle attività culturali. È così che andiamo avanti". Il concetto su cui insiste è che mentre una parte consistente delle risorse finirebbe per concentrarsi sui grandi eventi e sulle manifestazioni capaci di generare numeri, visibilità e consenso, tutto un mondo fatto di associazioni, ricerca, formazione e recupero della memoria collettiva resterebbe ai margini.

Il rendiconto 2025 - approvato mercoledì scorso in Consiglio comunale - rappresenta un punto di svolta che non si può fingere di non vedere. Per la prima volta dopo anni di commissariamenti, piani di riequilibrio, tagli e contabilità da campo minato, il bilancio del Comune di Manfredonia respira. E respira davvero. I numeri – quelli veri, non quelli agitati nei post su Facebook – dicono che la situazione finanziaria è migliorata. Il primo rendiconto interamente attribuibile all’Amministrazione di Domenico la Marca è in ordine. Così tanto da meritarsi apprezzamenti anche dal presidente del Collegio dei revisori Raffaele Ciccone.



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