CUS FOGGIA-DRESTIGE VOLARE POLIGNANO 4-5 (1-2)
CUS FOGGIA: Tatulli, Mendola, Cobuzzi, Paolantonio, Laurbi, Termine, Manzella, Laccetti (cap), Lupoli, Gesualdi (vice cap.), Colangelo, Buttalucco.
All. Natale Coccia;
DRESTIGE VOLARE POLIGNANO: Grimaldi, Romanazzi, Totaro, Menga, Satalino, Palattella, Pedote, Cacione V, Manelli, Giannuzzi, Cascione G.
All. Simone Damiano;
Arbitri: Pacucci e Rescina della sezione di Bari;
Reti: 7’ Manelli (P), 8’ Laarbi (C), 12’ Manelli (P), 21’ Manelli (P), 25’ Gesualdi (C), 36’ Palattella (P), 37’ Lupoli (C), 37’ Grimaldi (P), 38’ Laarbi (C);
Dopo cinque vittorie consecutive arriva la prima battuta d’arresto sul campo per il CUS Foggia, superato 4-5 dal Drestige Volare Polignano al termine di una sfida intensa, ricca di episodi e di capovolgimenti di fronte. I cussini avrebbero meritato il pareggio, ma hanno pagato alcune disattenzioni difensive che alla fine hanno vanificato una rimonta che avrebbe avuto il sapore dell’impresa. Resta l’impressione che il CUS abbia sottovalutato un avversario arrivato al PalaMarcone senza nulla da perdere. Nella ripresa ha pesato l’assenza di Nando Termine, espulso sulla sirena del primo tempo per due ingenuità dettate dal nervosismo. Gli arbitri ci hanno messo del loro: la trattenuta in area su Manzella, lanciato a rete, andava punita con un calcio di rigore che avrebbe potuto cambiare il destino della gara.
In classifica i cussini cedono la vetta, ora occupata in solitaria dal CUS Bari, prossimo avversario in un derby che si annuncia infuocato, e scivolano al terzo posto in condivisione con il Veglie. L’avvio è tutto di studio, con gli ospiti più aggressivi nel pressing alto e pericolosi. Dopo un’occasione di Laarbi e gli affondi di Satalino, Polignano passa al 7’ con Manelli, che finalizza un’azione corale. Replica immediata dei padroni di casa: Laarbi salta secco il diretto marcatore e con un sinistro firma l’1-1.
Tra la traversa di Cascione e il palo di capitan Laccetti, nel momento migliore dei padroni di casa, arriva il nuovo sorpasso ospite: ancora Manelli approfitta di un’incertezza difensiva e batte Tatulli per l’1-2. Il finale di tempo è nervoso, con Manzella e Colangelo vicini al pari. Nella ripresa l’inferiorità numerica costa cara: Manelli completa la tripletta personale per l’1-3. Il CUS però non si disunisce, Gesualdi riapre la partita, quindi occasioni per Manzella, Colangelo e Paolantonio.
Poi sul più bello, una palla persa a metà campo consente a Palattella di firmare il 2-4. Si passa al portiere di movimento e il match si riaccende: Lupoli segna il 3-4, ma sull’azione successiva gli ospiti colpiscono in ripartenza con il rilancio del portiere Grimaldi per il 3-5. Laarbi accorcia ancora sul 4-5, e regala un finale da brividi: per oltre un minuto il CUS assedia l’area ospite, senza però trovare il pari. Sul piano tattico il Polignano ha sfruttato con cinismo transizioni ed errori in uscita, mentre i foggiani, brillanti nella costruzione, hanno pagato a caro prezzo le disattenzioni difensive.
Una sconfitta amara, che il tecnico dei dauni Coccia fatica a digerire: “Stop immeritato, nonostante Polignano sia una buona squadra, come dimostrano i risultati ottenuti contro formazioni più quotate - dice -. Dispiace perché gli episodi hanno fatto la differenza. Sull’1-2 c’è stata una ribattuta che è finita sui piedi di un avversario e, con il quinto di movimento, la palla forte in mezzo di Lupoli non è stata controllata bene da Gesualdi ed è finita in braccio al portiere: e così dal possibile 4-4 si è passati sul 3-5. Mi dispiace dirlo, ma anche gli arbitri ci hanno messo del loro”.
Così Coccia su Termine: “Nando, a tre o quattro secondi dalla fine, poteva evitare quel fallo e il primo tempo sarebbe finito, ma non meritava il primo giallo, che non esisteva: non puoi ammonire un giocatore che va a prendere il pallone fuori, vicino alla panchina avversaria, che non vuole ridartelo”. E a sbotto c’è il CUS Bari: “Saremo orfani di Michele Murgo e di Termine, non dispongo di un centrale di ruolo che possa sostituirlo, e con l’infortunio alla caviglia di Laarbi, di cui non conosciamo l’entità, c’è poco da stare allegri. Al completo avremmo giocato un’altra partita, ma questo non vuol dire che non ce la giocheremo: nel secondo tempo i ragazzi hanno buttato il cuore oltre l’ostacolo. Sono contento della reazione, dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo, una sconfitta non ci deve distogliere dall’obiettivo della crescita che stiamo evidenziando partita dopo partita, settimana dopo settimana, allenamento dopo allenamento”.
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