Cerignola, Pd a congresso per rinnovare la segreteria in vista delle comunali. Dalessandro: “Nome unitario”



Cerignola, Pd a congresso per rinnovare la segreteria in vista delle comunali. Dalessandro: “Nome unitario”

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Il Partito Democratico di Cerignola si prepara al congresso straordinario di domenica prossima, chiamato a eleggere il nuovo segretario cittadino e la Direzione dopo le dimissioni di Daniele Dalessandro e il successivo commissariamento affidato a Mario Cagiano. Un appuntamento che arriva in una fase particolarmente delicata per i dem cerignolani, alle prese con tensioni interne, rapporti da ricostruire con alcune componenti della maggioranza e una successione amministrativa ormai alle porte. Il Sindaco Francesco Bonito ha infatti già annunciato che non si ricandiderà alle comunali del 2027 e ha anche auspicato che il suo successore non sia espressione del Pd, aprendo inevitabilmente la discussione sul futuro del centrosinistra e sulla composizione della coalizione che dovrà affrontare la prossima competizione elettorale. A pochi giorni dal congresso, l'ex segretario Dalessandro ha fatto il punto sulla situazione del circolo a l'Attacco, escludendo una propria ricandidatura e indicando nella generazione dei "trentenni e quarantenni" il possibile gruppo dirigente del futuro. Sul clima che accompagna il congresso, Dalessandro parte da un elemento che considera positivo, quello del tesseramento. "Dai dati della commissione di garanzia locale che si è insediata non risulta un tesseramento selvaggio al partito. Già questo è un buon segnale rispetto alla possibilità di svolgere un congresso ordinato e trasparente". Non è ancora chiaro, però, quanti saranno i candidati alla Segreteria e se ci sarà una competizione tra più nomi. "Si lavora a un'idea unitaria per rilanciare un partito che attraversa un oggettivo momento di difficoltà. Il Pd cerignolano è attraversato da tensioni e diversi posizionamenti. Al suo interno ci sono personalità politiche forti, che amministrano la città, e c'è quindi anche un problema di rapporti con il Sindaco e con le altre forze della maggioranza. Sono tutti elementi che animeranno il congresso". Per la nuova guida del circolo, l'ex segretario guarda soprattutto alla classe dirigente più giovane. "Abbiamo una generazione di trentenni e quarantenni che rappresenta la spina dorsale di questo partito, tra amministratori e non solo. Individuo in questa generazione, che si sta assumendo anche la responsabilità di amministrare, il possibile ruolo di coordinamento del circolo". Dalessandro si dice contrario al doppio incarico, quello istituzionale e quello di partito, ma considera la particolare contingenza elettorale un elemento da valutare. "Sono assolutamente contrario al doppio ruolo di assessore o consigliere e contemporaneamente segretario di partito. Tuttavia, i nostri eletti in Consiglio e i nostri assessori termineranno il mandato a breve. Andremo al voto tra marzo e aprile, maggio nella peggiore delle ipotesi. L'eventuale doppio ruolo istituzionale e di partito sarebbe quindi limitato nel tempo". Dalessandro fa anche i nomi di quattro possibili profili per la Segreteria.

"Penso al capogruppo Francesco Sorbo, a Teresa Cicolella, a Maria Dibisceglia e a Sabina Ditommaso. Non è tanto il nome il punto, quanto il modo in cui chiudere questa amministrazione nel miglior modo possibile". Proprio la tenuta dell'amministrazione Bonito rappresenta una priorità politica. La condizione è che la consiliatura arrivi alla sua scadenza naturale, senza accelerazioni che potrebbero aprire una crisi a pochi mesi dalle elezioni. "Sarebbe politicamente ridicolo mettere in discussione a pochi mesi dalla scadenza un'amministrazione della quale hai condiviso per anni, con senso di responsabilità, l'impegno e che riteniamo essere una buona amministrazione". Bonito ha già escluso una propria ricandidatura e il Pd dovrà contribuire a individuare il candidato Sindaco. "È un altro tema centrale del congresso. Il Sindaco Bonito ha già dichiarato che non intende ricandidarsi e bisogna quindi ricostruire una coalizione, che chiaramente è quella del campo largo. Il Pd, al momento, non sta ancora dialogando con nessuno in vista delle elezioni, perché prima vogliamo fare il congresso. Dobbiamo scegliere il nuovo segretario e chiarire le diverse linee di pensiero presenti nel partito. Prima dobbiamo confrontarci tra noi, poi andare a dialogare all'esterno. Sono comunque molto ottimista sulla possibilità di arrivare a un pensiero comune".

L'ex segretario esclude che il partito voglia imporre una propria candidatura alla coalizione, ma allo stesso tempo non intende rinunciare a priori a questa possibilità. "Non vogliamo a tutti i costi il candidato Sindaco. Arriveremo certamente al tavolo della coalizione con una nostra proposta, ma senza l'arroganza di dire che debba essere per forza il nostro nome o nessuno. Dobbiamo ragionare insieme, capire quali sono le forze in campo e decidere progetto e strategia. Ritengo che ogni partito debba arrivare al tavolo con un'idea e che il Pd debba porsi in modo dialogante con le altre forze. Questo non significa, però, escludere la possibilità che il candidato Sindaco possa essere espressione del nostro partito, come ha fatto Bonito. Nessuna arroganza, ma nessun veto nei nostri confronti". Prima ancora di individuare il nome, dunque, sarà necessario definire la natura della coalizione. "Dobbiamo innanzitutto comprendere se sarà una coalizione tradizionale oppure una coalizione più aperta al civismo e alla società civile. Soltanto dopo potremo ragionare sul candidato". Infine, Dalessandro chiude definitivamente la porta a un proprio ritorno alla guida del circolo. "Escludo la mia candidatura a segretario cittadino. Sto facendo il papà a tempo pieno. Non è stato un periodo facile quello della mia segreteria. Resto un militante semplice". 

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