C’è soddisfazione tra gli avvocati della sipontina Gramazio Top Fish, colpita da interdittiva antimafia del prefetto di Foggia, dopo la recente ordinanza del Consiglio di Stato, che ha sospeso gli effetti del provvedimento prefettizio. Fu l’Attacco, il 16 luglio scorso, a dare notizia dell’avvenuta notificazione, da parte dell’Ufficio territoriale del Governo, di un’informazione antimafia interdittiva nei confronti della società. Gli avvocati Pasquale Rinaldi e Gabriele Esposto hanno proposto ricorso dinanzi al TAR per la Puglia, sede di Bari, formulando inoltre istanza cautelare di sospensione degli effetti del provvedimento impugnato. Il TAR, all’esito della camera di consiglio dell’8 settembre scorso, respinse la domanda cautelare. L’ordinanza di rigetto è stata, quindi, impugnata dinanzi al Consiglio di Stato, deducendo plurimi profili di illegittimità e censurando le statuizioni rese dal giudice di primo grado. Con ordinanza n. 4604/2026, depositata lo scorso 30 ottobre, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare proposto dai difensori e, in parziale riforma dell’ordinanza impugnata, ha disposto la sospensione degli effetti del provvedimento prefettizio nella parte in cui esclude l’applicabilità, nei confronti della società Gramazio Top Fish, delle misure di prevenzione collaborativa previste dall’art. 94-bis del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159. “La pronuncia del Consiglio di Stato costituisce, pertanto, un significativo risultato sul piano della tutela cautelare, avendo riconosciuto, sia pure nei limiti del giudizio sommario proprio di tale fase processuale, la necessità di sospendere gli effetti della determinazione prefettizia con specifico riferimento alla mancata applicazione delle misure di prevenzione collaborativa”, commenta l’avvocato Pasquale Rinaldi. Il 14 luglio Tommaso Gioieni, dirigente del Comune sipontino (risorse umane e sviluppo economico) adottò una determina con cui si dava atto che nei confronti dell’impresa individuale Gramazio Top Fish di Manfredonia era stata adottata il 9 luglio dalla Prefettura di Foggia una informazione antimafia interdittiva. Per tale ragione revocò le SCIA rilasciate nel 2025 per attività di noleggio di veicoli senza conducente e nel 2019 per attività di commercio all'ingrosso. Gioieni ricordava la precisa giurisprudenza: “L’informativa antimafia si configura come forma di massima anticipazione dell’azione di prevenzione inerente alla funzione di polizia e di sicurezza, sulla base di fatti e vicende solo sintomatici ed indiziari” e “conseguenze decadenziali sulle autorizzazioni dei provvedimenti interdittivi antimafia discendono dall’esigenza di elevare il livello della tutela dell’economia legale dall’aggressione criminale. Ciò attraverso la sottoposizione a controllo non solo dei rapporti amministrativi che danno accesso a risorse pubbliche, ma anche di quelli che consentono l’esercizio di attività economiche, subordinandole al controllo preventivo della P.A. e stabilendo che anche in ipotesi di attività private soggette a mera autorizzazione l’esistenza di infiltrazioni mafiose inquina l’economia legale e, altera il funzionamento della concorrenza e costituisce una minaccia per l’ordine e la sicurezza pubbliche”.
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Quando Prefettura non valuta prevenzione collaborativa al posto dell’interdittiva: il caso Gramazio Top Fish
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