San Severo, interrogazione parlamentare di La Salandra al ministro Piantedosi dopo l’inchiesta de l’Attacco




San Severo, interrogazione parlamentare di La Salandra al ministro Piantedosi dopo l’inchiesta de l’Attacco

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Il direttore de l’Attacco, Piero Paciello, lo aveva anticipato già nel corso del convegno “Il Piano Sociale di Zona Alto Tavoliere: tra gestione e nuovi bisogni delle persone”, promosso dal Centro Studi dell’associazione politico-culturale “Comune Buonsenso” e svoltosi lo scorso 17 ottobre nella sala conferenze dell’Hotel Palazzo Giancola di San Severo. “Ci sarà un’interrogazione parlamentare sull’inchiesta”. Il riferimento era chiaro: il lungo e meticoloso lavoro d’inchiesta sulla commistione di interessi che, per anni, ha condizionato un settore strategico e delicato come quello dei Servizi Sociali del Comune di San Severo e del Piano Sociale di Zona “Alto Tavoliere”, ambiti caratterizzati dalla gestione di ingenti risorse economiche e chiamati a rispondere ai bisogni delle fasce più fragili della popolazione. L’onorevole foggiano Giandonato La Salandra, deputato di Fratelli d’Italia, ha depositato venerdì scorso un’interrogazione parlamentare a risposta scritta indirizzata al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. In premessa, La Salandra ha ricostruito la genesi dell’inchiesta, riconducendola al dettagliato lavoro giornalistico de l’Attacco, dal quale sono emerse opacità e potenziali irregolarità nella gestione di un settore strategico. Un comparto che, per il triennio 2022-2024, ha visto il Piano Sociale di Zona “Alto Tavoliere” beneficiare di uno stanziamento complessivo di ben 26,8 milioni di euro. Nell’interrogazione, il deputato scrive: “Da notizie di stampa e dettagliate inchieste emergono gravi opacità e potenziali irregolarità nella gestione del settore dei Servizi Sociali e dell’Ambito Territoriale Sociale dell’Ufficio di Piano del Comune di San Severo, un comparto che negli ultimi anni avrebbe movimentato ingenti risorse pubbliche”. Il punto centrale dell’inchiesta è la commistione di interessi, aspetto sul quale l’Attacco ha voluto concentrare particolarmente l’attenzione, andando oltre i pur rilevanti profili di possibile rilevanza penale delle condotte contestate, che restano naturalmente tutti da accertare. Al centro della ricostruzione figura Gabriele Camillo, che per otto anni ha ricoperto un ruolo di primo piano all’interno dell’Ufficio di Piano. Nell’interrogazione parlamentare, La Salandra richiama proprio questa sovrapposizione di ruoli e interessi: “In particolare, la ricostruzione dei fatti evidenzia un’ininterrotta sovrapposizione di ruoli e conflitti di interesse che vedrebbero coinvolti consulenti esterni, funzionari e figure di spicco di cooperative e associazioni del Terzo settore. Tra le situazioni più emblematiche vi è quella di un consulente/impiegato amministrativo esterno dell’Ufficio di Piano, il quale avrebbe ricoperto ruoli gestionali mentre società e associazioni a lui o ai suoi familiari riconducibili (come la società Social Start Apulia e l’APS Fino in Cima) ottenevano affidamenti diretti, proroghe continuative e risorse pubbliche dal Comune”.

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