PFC ceduta ad Altair che attende l’inserimento nella white list: interdittive, tutto passa da Miscia e Tonti




PFC ceduta ad Altair che attende l’inserimento nella white list: interdittive, tutto passa da Miscia e Tonti

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Rischia di aprirsi un serio contenzioso giudiziario dopo il recesso del Comune di Foggia, risalente al 19 ottobre scorso, dalla convenzione stipulata in data 28 luglio 2011 con PFC srl, con riferimento alla concessione della gestione dell'impianto crematorio (con scadenza originaria al 2041). I soci ed edili di PFC srl, Gianni Trisciuoglio e Marco Insalata, dopo la seconda interdittiva antimafia, adottata dal prefetto di Foggia Paolo Giovanni Grieco lo scorso 24 marzo, hanno deciso di farsi da parte e cedere l’impresa totalmente al gruppo Altair. L’8 ottobre scorso Altair Funeral srl comunicò al Comune la formalizzazione dell’operazione societaria volta all’acquisizione della partecipazione societaria e al conseguente controllo totalitario di PFC. Quando nel 2023 i concessionari uscenti parteciparono alla nuova gara lo fecero tramite la loro CTM srl insieme alla piemontese Edilver srl quale mandante, un’impresa che fa parte del gruppo Altair srl, leader in Italia nel settore cimiteriale e degli impianti di cremazione. Altair Funeral srl già il 30 marzo e il 15 aprile scorsi aveva manifestato l'intenzione di acquisire il controllo di PFC attraverso l'acquisizione di Italstudi Puglia srl, prospettando misure di bonifica, ma il Comune replicò negativamente, con nota a firma della sindaca Marida Episcopo e della dirigente dell'Avvocatura Maria Antonucci. Per decidere il da farsi il Servizio lavori pubblici, cioè il dirigente Tullio Daniele Mendolicchio, chiese nelle scorse settimane un parere specialistico ad Antonucci per arrivare alla conclusione che - poiché l'informativa antimafia interdittiva è efficace, non sospesa in via giurisdizionale, e fondata su elementi di infiltrazione ritenuti seri e attuali – ricorrono i presupposti per il recesso. “L'operazione comunicata da PFC, di per sé, non può paralizzare l'esercizio del potere-dovere di recesso, non è opponibile a questo ente ed è priva di efficacia impeditiva; potrà al più costituire un fatto sopravvenuto da sottoporre a nuova valutazione dell'autorità prefettizia”, scrisse il dirigente. Altair, priva di legami con Foggia e con la sua criminalità organizzata, dopo l’acquisizione di PFC ha sollecitato la Prefettura rispetto all’inserimento nella white list e alla fine della misura straordinaria di gestione, sostegno e monitoraggio, adottata rispetto a PFC e prorogata fino al 10 novembre (ma durerà di più, in attesa della delibera del consiglio comunale sulla concessione temporanea). Il fine è, ovviamente, quello di riprendersi la gestione del forno crematorio fino al 2041, ma finora l’UTG non ha sbloccato la situazione rispetto alla white list e c’è chi pronostica un ricorso al giudice amministrativo ma anche un’azione risarcitoria per i danni subiti. Un caso destinato a proseguire, dunque.

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