Con la Determinazione n. 65 del 10 marzo 2026, il Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio – Sezione Tutela e Valorizzazione dei Patrimoni Culturali della Regione Puglia ha inserito ufficialmente il Teatro Comunale Giuseppe Verdi nel piano di interventi dedicato alla valorizzazione del ruolo della cultura nei processi di inclusione e innovazione. Il tempio della cultura sanseverese è stato ammesso a un finanziamento di 2 milioni e 774 mila euro, destinato a interventi di valorizzazione e innovazione della struttura. Gli interventi previsti sono finalizzati al superamento delle barriere e al miglioramento dell’accessibilità fisica e culturale, al fine di favorire l’integrazione sociale e ampliare le opportunità di partecipazione alla vita culturale. Il progetto prevede inoltre soluzioni tecnologiche innovative, destinate a contrastare la povertà educativa, promuovere l’inclusione sociale e rafforzare l’offerta culturale della città. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla sostenibilità ambientale e all’efficienza energetica: saranno utilizzati materiali di qualità, pavimentazioni fonoassorbenti, illuminazione LED e impianti efficienti, mentre l’introduzione di sistemi di domotica consentirà di semplificare la gestione e ridurre i consumi energetici. L’investimento è inoltre coerente con i principi DNSH e con gli obiettivi della transizione ecologica. Ma quali sono le tempistiche previste per l’avvio dei lavori? È la domanda che si è posta l’Attacco, che nella mattinata di ieri è entrato nel cuore del teatro per un sopralluogo in vista della stagione teatrale 2026/2027. Una stagione che, al momento, resta avvolta dall’incertezza. Ci sarà oppure no? I più pessimisti sembrano ormai escluderlo, mentre i più ottimisti conservano ancora una flebile speranza. Quel che è certo è che la stagione di prosa è a rischio e, con essa, la possibilità che uno dei teatri cittadini più belli e significativi del Sud Italia possa restare vuoto proprio nel corso della prossima stagione.

Il settore nostrano della ristorazione appare in via di cambiamento anche non solo per le dinamiche che stanno interessando, a livello più generale, tale comparto ma anche per il ricambio generazionale che si sta registrando nel Gargano. Un nome su cui tanti addetti ai lavori scommettono con forza è quello del 39enne viestano Andrea Miacola, chef e patron del ristorante La Ripa, situato nel centro storico della città del Pizzomunno. Formatosi dapprima presso lo storico istituto alberghiero di Vieste, il Mattei, e poi a Parma in Alma, il più autorevole centro per l'alta formazione in cucina e nell'ospitalità italiana a livello internazionale, Miacola ha poi lavorato con alcuni dei più grandi nomi: Del Cambio a Torino, Cracco a Milano, Le Calandre dei fratelli Alajmo, poi in Olanda (nel De Librije di Jonnie Boer, tre stelle Michelin) e Danimarca (Era Ora di Elvio Milleri). Infine, pochi anni fa, la scelta di tornare a Vieste per guidare il ristorante di famiglia con la madre Anna e il fratello Marcello.

Altro che “Odio i lunedì”, come cantava Vasco Rossi. Non serve nemmeno scomodare la teoria del “blue monday” – cioè il terzo lunedì di gennaio -, che sarebbe il giorno più triste dell’anno. Al contrario, c’è chi in un solo lunedì ha visto crescere la sua società per più di quattro milioni di euro: 4.176.819,26 per l’esattezza. Mischiando il sacro col profano, si può dire che mentre a Monte Sant’Angelo festeggiavano San Michele Arcangelo, da qualche altra parte c’era la signora Ana Ironelys Alcantara Corporan che aveva i suoi buoni quattro milioni di motivi per festeggiare. In quel 29 settembre 2025, ha ricevuto la gestione di ben tre centri d’accoglienza migranti da due Prefetture diverse. Tre atti separati ma tutti nello stesso giorno! La prima aggiudicazione è quella del CAS di Manfredonia presso la Casa della Carità, per un valore pari a 2.788.170 euro. Come ampiamente documentato su queste stesse colonne, Alcantara Service non disponeva di un immobile dove accogliere tra 50 e 100 migranti richiedenti asilo dopo che aveva segnalato alla Prefettura di Foggia che la sede proposta – l’Hotel Cicolella, a San Severo – aveva subìto danneggiamenti. Soltanto mesi dopo aver ricevuto comunque l’aggiudicazione provvisoria era stato firmato il contratto di locazione per destinare una parte della struttura - che ospita anche la Caritas diocesana guidata da don Luciano Vergura – ad alcuni richiedenti asilo che si trovavano al CARA di Borgo Mezzanone. Finora, erano emerse le gare della Prefettura di Foggia a cui aveva preso parte: senza esito favorevole quando c’erano altri concorrenti, invece con successo quando si presentava in solitaria. In questo modo, si è aggiudicata dapprima la gestione di quattro centri per richiedenti asilo nel territorio di San Giovanni Rotondo e, poi, di un ulteriore CAS a Manfredonia. Ma anche la Prefettura di Barletta-Andria-Trani va aggiunta a pieno titolo nella storia dei rapporti pubblici di Alcantara Service. Da nuove e capillari verifiche sulla documentazione amministrativa, emergono due aggiudicazioni ufficialmente pubblicate dalla Prefettura di Barletta-Andria-Trani il 29 settembre 2025 e affidate entrambe alla stessa società: Alcantara Service S.r.l.. Si tratta di due procedure formalmente distinte - con caratteristiche molto diverse - accomunate però dal medesimo operatore economico e dalla medesima struttura amministrativa che le ha condotte. La prima procedura porta il CIG B82D574DA4, la seconda il CIG B83FC48A69. Nei dati strutturati consultabili attraverso ANAC, le due aggiudicazioni hanno un valore rispettivamente di circa 655.465 euro e 733.184 euro, per un totale di 1.388.649 euro. È una cifra che non va confusa con quanto effettivamente pagato all’impresa, perché i contratti prevedono corrispettivi legati alle presenze effettive e, in alcuni casi, alle prestazioni aggiuntive. La Prefettura BAT pubblica il 28 gennaio 2025 un avviso esplorativo finalizzato a individuare operatori economici da invitare a una successiva procedura negoziata senza bando, ai sensi dell’articolo 76 del decreto legislativo 36 del 2023. L’avviso viene poi prorogato - il 23 aprile - fino al 30 settembre 2025. La finalità dichiarata negli atti è quella di reperire nuovi gestori e nuove strutture per fronteggiare le necessità di accoglienza sul territorio.

L’inizio di settembre coincide coi primi bilanci nel Gargano, dove tanti hotel stanno per chiudere i battenti al termine della stagione estiva. Sono ancora estremamente parziali i dati relativi agli arrivi e alle presenze in provincia di Foggia: quelli finora pubblicati dal portale dell’agenzia regionale Aret Pugliapromozione consentono di avere un quadro del movimento turistico del 2026 solo fino a giugno, rispetto all'anno 2025, peraltro con un tasso di copertura statistica per l’anno in corso pari all’84% (per i posti letto l’86%). Ebbene, fino a giugno rispetto al medesimo periodo dell’anno scorso gli arrivi nella provincia daunia erano -34mila, le presenze -75mila. Una diminuzione che non stupisce, considerando che già da diversi anni la Capitanata era il territorio pugliese che cresceva meno, nel confronto con le altre province del Tacco d’Italia. In una terra caratterizzata dall’altissima stagionalità, dove il turismo è incentrato tuttora in netta prevalenza sui tre mesi estivi, serve attendere per capire come sia andata la stagione, ma si sono già levate diverse lamentele da parte di esercenti e ristoratori. Nomi notissimi come quelli degli chef e patron Leonardo Vescera (Il Capriccio al porto e Il Capriccio al faro, a Vieste) e Nazario Biscotti (Le antiche sere, a Lesina), il quale da ultimo ieri, su queste colonne, ha parlato della “stagione più deludente dopo 27 anni di ristorazione a Lesina”. Mentre il loro collega Gegè Mangano (Li Jalantuumene, Monte Sant’Angelo) ha deciso di lasciare la città Unesco e di aprire nelle prossime settimane un ristorante a Milano (dove raggiungerà la propria figlia) insieme ad altri due soci. Il calo delle presenze turistiche e il ridotto potere d’acquisto dei consumatori, uniti ai costi maggiorati per chi fa impresa, continueranno a far discutere. L’Attacco ha intervistato un esperto di turismo quale Federico Massimo Ceschin e chi va avanti con successo nel settore della ristorazione, come Domenico Cilenti. Un settore che sta registrando un interessando ricambio generazionale, come mostra la storia di Andrea Miacola.



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