La lunga inchiesta de l’Attacco sui Servizi Sociali del Comune di San Severo ha portato alla luce un circuito chiuso, alimentato dall’interazione tra tre attori: politica, enti del Terzo settore e macchina amministrativa. Una vicenda che oggi è diventata di dominio pubblico e occupa un posto centrale nel dibattito politico, coinvolgendo tanto il centrosinistra quanto il centrodestra. A conferire all’inchiesta una dimensione nazionale è stata l’interrogazione parlamentare a risposta scritta depositata dall’onorevole Giandonato La Salandra, deputato di Fratelli d’Italia, e indirizzata al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Un’iniziativa che proietta la vicenda ben oltre i confini di San Severo, estendendo il raggio d’attenzione agli altri Comuni dell’Alto Tavoliere, e sollecitando gli amministratori locali a ripensare l’approccio a un settore che appare profondamente condizionato da una commistione di interessi. In vista delle prossime elezioni amministrative, previste indicativamente per la primavera del 2027, le coalizioni e i rispettivi candidati sindaci hanno il dovere di attribuire ai Servizi Sociali un ruolo centrale nei propri programmi elettorali. Non soltanto alla luce dell’inchiesta de l’Attacco, ma soprattutto perché si tratta di un settore strategico, destinato a incidere trasversalmente sulla vita della comunità e che, proprio per la sua rilevanza, non può essere ridotto a un mero strumento di propaganda politica o di costruzione del consenso. Se nel centrosinistra Angelo Masucci si è messo a disposizione per una riconferma della propria candidatura a sindaco della Città dei Campanili, nel centrodestra l’ex assessore alle Politiche Sociali Bruno Savino ha già confermato la propria candidatura, potendo contare, al momento, su due liste civiche. In vista del ruolo che entrambi intendono ricoprire nella futura vita amministrativa di San Severo, l’Attacco li ha intervistati per conoscere le rispettive posizioni sull’inchiesta condotta e raccontata su queste colonne. L’avvocato sanseverese Angelo Masucci, già candidato sindaco, è intervenuto sull’inchiesta de l’Attacco, sottolineando come i Servizi Sociali non abbiano ricevuto sufficiente attenzione nel dibattito politico, nemmeno durante l’ultima campagna elettorale: “È un tema al quale, evidentemente, va prestata molta attenzione per il futuro. Tanto per iniziare, devo essere sincero: è un tema del quale non si è parlato abbastanza da parte di nessuno, neanche da parte del vostro giornale, se non nel momento in cui si sono verificati alcuni eventi. Ad esempio, durante la campagna elettorale, questo tema, questi elementi, questi argomenti che adesso sembrano essere anche di dominio pubblico, non sono stati posti nemmeno dalla controparte rispetto alla mia compagine politica”. Masucci si interroga soprattutto sul perché il settore sia finito al centro dell’attenzione pubblica soltanto dopo l’emergere di determinati fatti, nonostante la rilevanza dei servizi offerti alla comunità: “Mi sono chiesto anche perché questi temi non siano stati affrontati, portando maggiormente all’attenzione dell’opinione pubblica il ruolo dei servizi sociali, che si occupano di qualcosa di molto importante e delicato all’interno di una realtà locale, perché gestiscono servizi essenziali, le fragilità e i bisogni della gente. Quello che mi meraviglia è proprio questo approccio: nel panorama politico, questa importante fetta della vita sociale di gran parte dei cittadini non ha avuto la giusta attenzione”.

A San Ferdinando di Puglia sono i giorni dell’attesa. A breve dovrebbe arrivare la decisione sullo scioglimento o meno del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, dopo gli accertamenti della commissione di accesso. Non risulta ancora annunciata una data ufficiale, ma la conclusione del procedimento segnerà un passaggio decisivo per il futuro dell’amministrazione. Pochi chilometri più in là, Trinitapoli porta il peso dello scioglimento del 2022 e continua a fare i conti con la pressione criminale sul territorio. A Margherita di Savoia, invece, all’indagine per corruzione che coinvolge il sindaco Bernardo Lodispoto si aggiungono le polemiche sulle assunzioni pubbliche. Che cosa sta succedendo nei tre Comuni ofantini? La geografia suggerisce l’immagine di un triangolo delle Bermuda nel quale la prima a rischiare di scomparire è la fiducia dei cittadini. Le vicende hanno natura diversa e non esiste un’unica inchiesta che le colleghi. A tenerle insieme sono gli interrogativi delle rispettive comunità sulla tenuta delle istituzioni, sulla trasparenza delle scelte amministrative e sulla capacità dello Stato di proteggere il territorio. A San Ferdinando la commissione di accesso si è insediata il 10 febbraio scorso, su disposizione della prefetta della Bat Flavia Anania, per verificare eventuali infiltrazioni e condizionamenti mafiosi nell’attività comunale. 
Gli accertamenti sono stati prorogati, con termine dei lavori indicato al 10 agosto. Ora si attende la conclusione del procedimento, che potrebbe portare allo scioglimento oppure chiudersi senza l’adozione di quella misura. Il periodo esaminato parte dal 2021 e attraversa più stagioni amministrative. Comprende anche l’esperienza di Arianna Camporeale, eletta sindaca nel 2022 e rimasta in carica fino all’ottobre 2024, quando le dimissioni contestuali di nove consiglieri determinarono la caduta dell’amministrazione. Seguì il commissariamento, prima delle elezioni del maggio 2025 che riportarono Michele Lamacchia alla guida della città. Una crisi politica, quella del 2024, distinta dal procedimento antimafia oggi in attesa di definizione. “Sono tranquillissimo”, dichiarò Lamacchia all’arrivo della commissione, rivendicando serenità sull’operato della propria amministrazione e auspicando un esito negativo degli accertamenti. 

Il direttore de l’Attacco, Piero Paciello, lo aveva anticipato già nel corso del convegno “Il Piano Sociale di Zona Alto Tavoliere: tra gestione e nuovi bisogni delle persone”, promosso dal Centro Studi dell’associazione politico-culturale “Comune Buonsenso” e svoltosi lo scorso 17 ottobre nella sala conferenze dell’Hotel Palazzo Giancola di San Severo. “Ci sarà un’interrogazione parlamentare sull’inchiesta”. Il riferimento era chiaro: il lungo e meticoloso lavoro d’inchiesta sulla commistione di interessi che, per anni, ha condizionato un settore strategico e delicato come quello dei Servizi Sociali del Comune di San Severo e del Piano Sociale di Zona “Alto Tavoliere”, ambiti caratterizzati dalla gestione di ingenti risorse economiche e chiamati a rispondere ai bisogni delle fasce più fragili della popolazione. L’onorevole foggiano Giandonato La Salandra, deputato di Fratelli d’Italia, ha depositato venerdì scorso un’interrogazione parlamentare a risposta scritta indirizzata al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. In premessa, La Salandra ha ricostruito la genesi dell’inchiesta, riconducendola al dettagliato lavoro giornalistico de l’Attacco, dal quale sono emerse opacità e potenziali irregolarità nella gestione di un settore strategico. Un comparto che, per il triennio 2022-2024, ha visto il Piano Sociale di Zona “Alto Tavoliere” beneficiare di uno stanziamento complessivo di ben 26,8 milioni di euro. Nell’interrogazione, il deputato scrive: “Da notizie di stampa e dettagliate inchieste emergono gravi opacità e potenziali irregolarità nella gestione del settore dei Servizi Sociali e dell’Ambito Territoriale Sociale dell’Ufficio di Piano del Comune di San Severo, un comparto che negli ultimi anni avrebbe movimentato ingenti risorse pubbliche”. Il punto centrale dell’inchiesta è la commistione di interessi, aspetto sul quale l’Attacco ha voluto concentrare particolarmente l’attenzione, andando oltre i pur rilevanti profili di possibile rilevanza penale delle condotte contestate, che restano naturalmente tutti da accertare. Al centro della ricostruzione figura Gabriele Camillo, che per otto anni ha ricoperto un ruolo di primo piano all’interno dell’Ufficio di Piano. Nell’interrogazione parlamentare, La Salandra richiama proprio questa sovrapposizione di ruoli e interessi: “In particolare, la ricostruzione dei fatti evidenzia un’ininterrotta sovrapposizione di ruoli e conflitti di interesse che vedrebbero coinvolti consulenti esterni, funzionari e figure di spicco di cooperative e associazioni del Terzo settore. Tra le situazioni più emblematiche vi è quella di un consulente/impiegato amministrativo esterno dell’Ufficio di Piano, il quale avrebbe ricoperto ruoli gestionali mentre società e associazioni a lui o ai suoi familiari riconducibili (come la società Social Start Apulia e l’APS Fino in Cima) ottenevano affidamenti diretti, proroghe continuative e risorse pubbliche dal Comune”.

Nel CAS allocato presso la Casa della Carità di Manfredonia non ci sono soltanto ospiti provenienti da svariati Paesi africani ed asiatici. Ci sono anche italiani, gente del posto che presta il proprio servizio professionale. È difficile definire con certezza quanti ne siano attualmente perché l’elenco fornito alla Prefettura di Foggia è poco più di un formalismo. Nel senso che la società – in questo caso la già nota Alcantara Service – ha facoltà di cambiare i nominativi con apposita comunicazione agli uffici governativi territoriali. Come è molto probabile che sia successo a Manfredonia, visto che questa pratica è già stata adottata in passato anche per i CAS di San Giovanni Rotondo. E’ certo, invece, che almeno una mezza dozzina di questi dipendenti si è rivolta al sindacato lamentando mancate retribuzioni. Poco più di un mese fa, il segretario generale FP CGIL Foggia, Angelo Ricucci, ha indirizzato una pec ad Alcantara Service srl che l’Attacco ha potuto vedere. Veniva evidenziata “la grave e insostenibile situazione legata al mancato pagamento delle retribuzioni maturate e non riscosse”. L’invito finale era di “un incontro urgente con la Direzione Aziendale, al fine di esaminare la situazione, definire i tempi certi per il saldo delle spettanze arretrate e ripristinare le corrette relazioni industriali”. Dopo quel passaggio formale – come riferisce a l’Attacco -, Ricucci non ha ricevuto nessuna risposta. Non ha ricevuto ulteriori solleciti nemmeno dai lavoratori che erano interessati dalla vertenza in atto, perciò “ho desunto che le cose si fossero regolarizzate, altrimenti gli iscritti mi avrebbero contattato ancora e avrei assunto ulteriori iniziative”. I dipendenti “dovevano essere pagati ogni 10 del mese, però non c’era regolarità da questo punto di vista”, aggiunge Ricucci. A suo dire, le spettanze lamentate erano un paio. Se si pensa che il Centro d’Accoglienza Straordinaria entrò in attività ad aprile, mentre a settembre i lavoratori segnalavano di non aver percepito più retribuzioni, si può immaginare che le difficoltà siano iniziate un paio di mesi dopo l’apertura. Alcantara Service non gestisce l’accoglienza solo a Manfredonia, ma anche a San Giovanni Rotondo. E pure nel paese di San Pio i dipendenti non se la passano bene. 

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