Tra gli allegati al contratto sottoscritto tra la Prefettura di Foggia e Alcantara Service, risulta particolarmente interessante la dichiarata organizzazione del personale che sarebbe entrato in servizio presso il CAS di Manfredonia. Si tratta di uno schema suddiviso in tre categorie: nominativo, mansione, monte ore settimanali. Scorrendo l’elenco composto da 20 nominativi, non sembra che qualcuno di questi sia di Manfredonia. Appare molto più probabile, invece, che fossero persone che avessero a che fare con le altre quattro strutture gestite da Alcantara, a San Giovanni Rotondo però.

Il 29 settembre 2025 la Prefettura di Foggia ha formalizzato l’aggiudicazione del Lotto II della gara ASP n. 4450446 (CIG B22A6B6941) a un raggruppamento temporaneo d’imprese guidato da Alcantara Service. Il provvedimento mostra una sequenza di eventi che può sollevare domande sulla gestione delle procedure di gara, sulla verifica dei requisiti e, più in generale, sulla chiarezza delle scelte pubbliche quando si tratta di servizi sensibili come l’accoglienza di persone vulnerabili. I documenti analizzati da l’Attacco - in particolare il disciplinare di gara e il decreto di aggiudicazione - ricostruiscono una vicenda che merita di essere raccontata con ordine. La cronologia deve necessariamente iniziare dal 18 giugno 2024, cioè dal giorno in cui viene indetta la procedura di gara per l’affidamento biennale – rinnovabile per ulteriori 12 mesi – di servizi di gestione di un centro di accoglienza con un minimo di 51 e un massimo di 100 posti disponibili. La procedura viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in data 20 giugno 2024, con termine ultimo per presentare le domande fissato al 22 luglio 2024.  Ancora una volta – come nelle precedenti occasioni già riportate su queste colonne -, Alcantara Service è in splendida solitudine. Nessuno ambisce a partecipare, e la società amministrata da Ana Ironelys Alcantara Corporan è l’unica concorrente con la richiesta avanzata il 21 luglio 2024. La struttura che indica per l’accoglienza si trova a San Severo: l’Hotel Cicolella. E su questo punto sorge qualche dubbio, dal momento che – come approfondito da l’Attacco nelle settimane scorse – era già noto da tempo che quell’edificio fosse alquanto fatiscente, tanto da costringere i residenti a rivolgere una pubblica denuncia all’allora Sindaca Lidya Colangelo. Eppure, è soltanto in data 6 novembre 2024 che risulta acquisita al protocollo della Prefettura la comunicazione con cui il concorrente - allora RTI costituendo tra Alcantara Service e Cooperativa Sociale L’Approdo - segnala che l’Hotel Cicolella - quindi la struttura originariamente indicata in sede di gara per ospitare fino a 100 persone - è stato “reso inagibile a seguito di gravi atti vandalici, denunciati alle competenti autorità”. Il giorno successivo, giovedì 7 novembre 2024, il RUP Giuseppe Maffei - mentre a Pasquale Cataleta sono affidate la responsabilità delle fasi di programmazione, progettazione e affidamento del procedimento di gara - formula comunque la proposta di aggiudicazione in favore dell’unico concorrente. 

Fa caldo. La città di Manfredonia si sta preparando per festeggiare la patrona Maria Santissima di Siponto e, nei corridoi degli uffici della Curia arcivescovile, un insolito (e inconfondibile) rumore di tacchi rompe il silenzio e attira l’attenzione anche di chi non la vede. È una donna bionda – a differenza di come appare nelle poche foto pubbliche che la ritraggono -, piuttosto alta e con un fare deciso. Lei è Ana Ironelys Alcantara Corporan nata nella Repubblica Dominicana e amministratrice unica – a 294.431 euro all’anno – di Alcantara Service. Una società a responsabilità limitata che dichiara di avere sede legale a Vernole, nella provincia di Lecce. Dalle banche dati economiche e camerali risulta che Alcantara Service srl è stata costituita nel 2017. Non aveva dipendenti fino al 2021, quando vengono assunti i primi 3. Scendono a 2 ma poi inizia una continua salita: 11 dipendenti, poi 20 fino a 25 come ultimo dato disponibile. Nel 2019, il fatturato era stato pari a circa 35.000 euro. L’anno successivo crolla a 910 euro. Nel 2021 sale a poco più di 55.000 euro, mentre nel 2022 è di circa 69.930 euro. Nel 2023 cambia tutto e il fatturato aumenta più del mille per cento e raggiunge circa 799.300 euro. Il trend è stato invertito e si vede anche nel 2024: 1.640.000 euro di fatturato. Come già ricostruito a più riprese da l’Attacco, ha il monopolio delle strutture deputate all’accoglienza nel territorio garganico. E la crescita economica della società è interamente sovrapponibile alla crescita degli appalti pubblici ottenuti in Capitanata. A San Giovanni Rotondo ha messo a disposizione quattro hotel. No, non sono come quelli di Bruno Barbieri in televisione. Al contrario, sono strutture che ormai non attiravano più clienti – semmai lo avevano fatto nel passato -, perciò i titolari hanno pensato di guadagnarci qualcosa affittandole ad Alcantara Service. Si tratta degli hotel Zipeto, San Matteo, Carriera e Vaticano. Quest’ultimo ha subìto una recente sospensione delle attività – con espressa ordinanza sindacale di Floriana Natale – per problemi di natura igienica e sanitaria, come rilevato dall’ASL Foggia. Allora cosa faceva la signora Alcantara a Manfredonia? Un anno fa – in questi giorni - si trovava a due passi dalla balconata da cui l’arcivescovo si affaccerà –al ritorno del quadro della Madonna in cattedrale – per benedire la comunità sipontina. 

Torna a far parlare il caso dell’imprenditore 74enne Ciro Pistillo e del lido Calè Beach di Calenella, inaugurato il 30 luglio 2024. L’investimento dell’imprenditore di origine sanseverese, che oltre un decennio fa acquistò un vasto terreno sulla piana di Calenella, area sottoposta a numerosi vincoli – paesaggistico, sismico, PAI (Piano di assetto idrogeologico), zona 2 del Parco nazionale del Gargano e SIC (Sito di interesse comunitario) –, è una storia già nota ai lettori de l’Attacco. Su queste colonne fu raccontato il progetto di un villaggio turistico che prevedeva la realizzazione di un percorso naturalistico-turistico, un’area per la sosta dei camper, tubature e bocchettoni per gli idranti, una strada interna alla proprietà e un lido denominato Calè. Tra il 2014 e il 2016 arrivarono le ordinanze comunali di demolizione nei confronti della Società Agricola Calenella, mentre i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Bari procedettero al sequestro del lido e dei prefabbricati ritenuti abusivi. Gli abusi edilizi divennero anche un tema politico, contribuendo alla rottura tra l’ex Sindaco Michele Sementino e il suo successore Raffaele Sciscio. Dopo aver guidato Palazzo di città per dieci anni, Sementino era stato vicesindaco di Sciscio, prima di interrompere il rapporto politico, lasciare l’incarico e passare all’opposizione. Da allora gli affondi non sono mancati: dal caso dell’immobile riconducibile a parenti della vicesindaca Porzia Pinto fino, appunto, alla vicenda Calè. A l’Attacco, il Sindaco Sciscio aveva replicato alle affermazioni fatte da Sementino sostenendo che “la società Calè è un’impresa agrituristica iscritta all’albo regionale”. Pistillo, aveva spiegato il primo cittadino, “ha presentato al Comune una SCIA a 120 giorni per posizionare un chiosco e quattro-cinque ombrelloni in paglia, sul terreno di sua proprietà, al servizio dell’azienda agrituristica”. Secondo Sciscio, “il dirigente dell’ufficio tecnico comunale ha rilasciato l’autorizzazione perché si tratta di un’azienda agrituristica e, sulla scorta della legge vigente, si è dato il permesso a 120 giorni che va in deroga a tutti i vincoli esistenti”. A complicare ulteriormente il quadro ci fu una nota del 16 settembre 2024 dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Vieste – Delegazione di Peschici, trasmessa al Comune. Nel documento si riferiva che, a seguito di un’attività di polizia giudiziaria svolta il 4 settembre, congiuntamente ai Carabinieri Forestali del Parco di Peschici, sarebbe stata accertata un’attività balneare turistico-ricreativa nella proprietà privata connessa al demanio marittimo. Secondo quanto riportato nella nota, venivano noleggiate attrezzature balneari, tra cui ombrelloni e lettini, a fronte di un compenso, senza le previste discipline generali e in assenza di una licenza di esercizio per stabilimento balneare.



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