Bisogna attendere la pubblicazione degli eventuali provvedimenti che dovranno essere adottati da più enti, tuttavia sarebbe stato avviato il percorso burocratico che porterebbe alla chiusura temporanea del CAS di Manfredonia, presso la Casa della Carità. La notizia – riferita a l’Attacco da fonti confidenziali – è clamorosa, dal momento che si tratta di una struttura non certo fatiscente e, anzi, non più tardi di pochi mesi fa è stata oggetto di lavori per un importo pari a circa 100mila euro – a carico dell’Arcidiocesi – che hanno interessato i locali destinati ad ospitare gli immigrati richiedenti asilo. Tutt’altro scenario, rispetto a quello che era stato inizialmente indicato da Alcantara Service a San Severo: l’Hotel Cicolella. Un edificio notoriamente in condizioni di abbandono e incuria, ma soltanto tre mesi dopo la società con sede nel Salento – in RTI con la società cooperativa L’Approdo – informò la Prefettura di Foggia che era stata resa inagibile “a seguito di gravi atti vandalici, denunciati alle competenti autorità”. Nonostante ciò, il giorno successivo alla ricezione della comunicazione - giovedì 7 novembre 2024 - il RUP Giuseppe Maffei coadiuvato da Pasquale Cataleta formulò comunque la proposta di aggiudicazione in favore dell’unico concorrente. Che, soltanto nell’agosto successivo ebbe a disposizione una nuova struttura: la Casa della Carità, che è suddivisa in tre edifici e quello interessato in questo caso – che è il più ampio - è posto verso ovest. Nei giorni scorsi, c’è stata una visita del nucleo ispettivo inviato dalla Prefettura di Foggia. I funzionari hanno svolto verifiche nella parte della Casa della Carità dove sono alloggiati circa 100 immigrati. E la risultanza non sarebbe stata soddisfacente. Non è ancora chiaro quali siano state le criticità riscontrate, però sarebbero numerose e richiederebbero l’intervento di ulteriori enti, quali l’ASL Foggia e il Comune di Manfredonia. Come avviene sempre in queste situazioni, nessuno pare sapere nulla. Però l’ispezione c’è stata per davvero – nemmeno molto tempo dopo che si è insediato il nuovo Prefetto, Antonio Giannelli -, resta invece da attendere per vedere confermate (o meno) le indiscrezioni raccolte da l’Attacco.

Quanti sono i Centri di accoglienza straordinaria attivi in Capitanata? Chi li gestisce, quanto costa mantenerli e quali controlli vengono effettuati per verificare che gli impegni assunti con lo Stato siano rispettati? Domande apparentemente semplici, ma non altrettanto facili da soddisfare attraverso un quadro pubblico aggiornato, completo e facilmente consultabile. Eppure parliamo di strutture, persone, contratti e denaro pubblico. È da queste domande - prima ancora che dai singoli episodi - che ha preso forma il lungo lavoro d’inchiesta che stiamo portando avanti su queste colonne da mesi ricomponendo pazientemente una trama che non si lascia leggere attraverso un solo documento.

È cominciata tra le polemiche la stagione di prosa 2026/2027 del Teatro Comunale “Giuseppe Verdi”. Il cartellone comprende sette spettacoli, cinque in abbonamento e due fuori abbonamento, per una spesa complessiva di 44.057,24 euro a carico del Comune di San Severo. L’inaugurazione è fissata per il prossimo 18 novembre, con Paolo Calabresi in scena con “Tutti gli uomini che non sono”. Venerdì scorso, durante la conferenza di presentazione del cartellone, aperta alla stampa e alla cittadinanza, il direttore di Puglia Culture, Sante Levante, ha sollecitato il Comune a saldare il debito relativo alla precedente stagione teatrale 2025/2026, pari a circa 90mila euro. Il Commissario straordinario Francesco Cappetta ha quindi chiesto chiarimenti agli uffici competenti. Dalle verifiche è emerso che non risultano impegni di spesa destinati a coprire la somma richiesta da Puglia Culture. Cappetta ha pertanto invitato gli uffici a predisporre gli atti necessari per il riconoscimento del debito fuori bilancio. Ma come stanno davvero le cose? Con la delibera di Giunta del 4 dicembre 2025, si approvava il cartellone della stagione teatrale di prosa 2025/2026 del Teatro Comunale “Giuseppe Verdi”, proposto dal Consorzio Puglia Culture; si approvavano l’elenco delle tariffe e le condizioni generali di abbonamento alla stagione teatrale di prosa; e si prenotava la spesa complessiva di 91.327,25 euro a favore del Consorzio Puglia Culture di Bari. Con la stessa delibera, l’allora dirigente responsabile, Silvana Salvemini, esprimeva parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica e contabile del provvedimento. Ora, parlare di debito fuori bilancio appare improprio per due motivi: il riconoscimento presuppone l’emissione di una fattura da parte del creditore, ovvero Puglia Culture, che, a venerdì scorso, non risultava ancora emessa; inoltre, la spesa era già stata impegnata con la delibera, nella quale il beneficiario veniva individuato proprio nel Consorzio Puglia Culture. Dal punto di vista economico-finanziario, quindi, la somma era già stata vincolata. Cosa basterebbe fare, quindi? Una volta emessa la fattura da parte dell’ente creditore, l’attuale dirigente, Giuseppe Longo, o chi ne erediterà l’incarico, potrebbe, qualora lo ritenesse necessario, adottare una determina di impegno di spesa e provvedere al pagamento, utilizzando le somme già prenotate, della quota richiesta da Puglia Culture per la stagione di prosa 2025/2026.

È iniziata a Palazzo Celestini l’ultima settimana di servizio prima del pensionamento per il Segretario generale e dirigente ad interim dell’Area II, Giuseppe Longo. Il Commissario straordinario Francesco Cappetta dovrà quindi individuare due figure: un nuovo segretario generale e un dirigente ai Servizi Sociali e alla Persona. Per quest’ultimo incarico circola da tempo il nome di Francesco Rizzitelli. Se la scelta dovesse ricadere su di lui, si tratterebbe di un ritorno: Rizzitelli ha già ricoperto lo stesso ruolo dal 2016 al 2022, durante la sindacatura di Francesco Miglio. Dopo il precedente incarico dirigenziale, l’ingegnere Rizzitelli ha lavorato presso il MIT dal 1° agosto 2022 al 31 luglio 2023, ricoprendo il ruolo di dirigente della Struttura tecnica di missione per l’indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l’alta sorveglianza. Nell’agosto 2023 è poi approdato all’Arca Capitanata, guidata all’epoca da Giuseppe Liscio, con un incarico triennale a tempo pieno come dirigente a tempo determinato dell’Area amministrativa e, ad interim, dell’Area utenza, conferito ai sensi dell’art. 110 del TUEL. Il contratto era in scadenza il 31 luglio scorso. Proprio nel mese di luglio, tuttavia, Liscio ne ha disposto la proroga, con decorrenza dal 1° agosto 2026, “sino all’immissione in servizio dei dirigenti vincitori della procedura concorsuale, con cessazione automatica al verificarsi di tale evento e, comunque, non oltre il 31 luglio 2027, termine individuato in coerenza con la programmazione del fabbisogno di personale approvata dall’ente”. La procedura concorsuale ha registrato 120 domande di partecipazione. Sono stati ammessi con riserva 116 candidati, che hanno presentato domanda nei termini e secondo le modalità previste dal bando, dichiarando di essere in possesso dei requisiti richiesti. Da tempo circolano indiscrezioni sui possibili vincitori e, tra i nomi in pole position, figura proprio quello di Rizzitelli. Ma il possibile ritorno alla casa madre potrebbe rimescolare le carte e cambiare il futuro del dirigente di Arca Capitanata. Stando ai rumors che trapelano da San Severo, Francesco Rizzitelli sarebbe considerato molto vicino, oltre che a Giuseppe Liscio, anche alla civica emilianista CON, risultando quindi politicamente vicino alla stessa formazione dell’ex amministratore unico. Dopo la laurea al Politecnico di Milano, lavorò per alcuni anni in quella provincia, prima di fare ritorno a San Severo, dove ricoprì inizialmente l’incarico di presidente del Nucleo di valutazione del Comune per un anno, tra aprile 2015 e maggio 2016, su nomina dell’allora Sindaco di centrosinistra Francesco Miglio. Il passo successivo fu l’incarico di dirigente a tempo determinato, conferito ai sensi dell’art. 110 del TUEL, ricoperto dal 2016 al 2022. C’è chi riconduce il percorso professionale di Rizzitelli alla vicinanza con Giuseppe Catalano, il supertecnico che negli anni scorsi è stato capo di gabinetto di Michele Emiliano in Regione e coordinatore della Struttura tecnica di missione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Durante il dottorato di ricerca, Rizzitelli ebbe proprio il professor Catalano come supervisore e, successivamente, con lui pubblicò diversi studi nei settori del social housing e della gestione dei servizi pubblici.

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