Arrivano gli ispettori: visita dell’AGENAS al nuovo Ospedale di Comunità di Vieste, dopo si va anche a Trani




Arrivano gli ispettori: visita dell’AGENAS al nuovo Ospedale di Comunità di Vieste, dopo si va anche a Trani

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Alle 13:00 circa la delegazione dell’AGENAS ha raggiunto il presidio sanitario di contrada Coppitella, a Vieste. Poco più di un’ora dopo, intorno alle 14:15, la visita si era conclusa e i tecnici erano pronti a ripartire alla volta di Trani, per la successiva tappa nella Bat. Un sopralluogo breve, ma significativo per la sanità garganica: martedì 3 novembre l’Ospedale di Comunità di Vieste è stato il primo a essere interessato da una serie di verifiche disposte a livello ministeriale sulle strutture pugliesi, nell’ambito delle quali è stato individuato un presidio per ciascuna provincia. Per quella di Foggia, la scelta è ricaduta proprio sulla cittadina del Gargano.
Alla visita tecnica dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali hanno preso parte la direttrice generale dell’ASL Foggia, Tiziana Dimatteo, la direttrice del distretto Cinzia Piccaluga e la consigliera regionale Rossella Falcone. Un’occasione per esaminare l’organizzazione del presidio inaugurato lo scorso 31 maggio e per confrontarsi sul funzionamento di una struttura chiamata a rispondere alle necessità di un territorio nel quale le distanze continuano a costituire uno dei maggiori ostacoli nell’accesso alle cure.
L’ispezione ha riguardato gli aspetti tecnici e organizzativi dell’Ospedale di Comunità, realizzato attraverso la rifunzionalizzazione degli spazi del polo sanitario di Coppitella, nell’ambito degli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Non sono stati comunicati, al termine della visita, rilievi o valutazioni definitive: si è trattato di una verifica, inserita in un programma più ampio, destinato a monitorare l’attuazione del nuovo modello di assistenza territoriale. Quello viestano, tuttavia, è stato indicato nel corso dell’incontro come un esempio positivo del percorso intrapreso, soprattutto per il contributo degli operatori sanitari, ai quali è stato riconosciuto un ruolo determinante nell’avvio e nel funzionamento del servizio. Un giudizio che assai rilevante se si considerano le difficoltà logistiche del Gargano, dove gli spostamenti verso le strutture ospedaliere maggiori possono richiedere tempi considerevoli, soprattutto per i pazienti più fragili.

L’Ospedale di Comunità dispone di venti posti letto destinati a persone che necessitano di un livello assistenziale intermedio tra le cure domiciliari e il ricovero ospedaliero. Vi trovano risposta, per esempio, situazioni successive a un intervento chirurgico, riacutizzazioni di patologie croniche e condizioni nelle quali il paziente ha bisogno di osservazione e assistenza per alcuni giorni, pur non richiedendo un reparto per acuti. Il servizio prevede assistenza infermieristica continuativa, ventiquattr’ore su ventiquattro, e una presenza medica programmata, con il coinvolgimento dei medici di medicina generale. La struttura fa parte di un polo sanitario più articolato, nel quale convivono la Casa di Comunità, il Centro unico di prenotazione, il punto prelievi, gli ambulatori infermieristici e specialistici e il nuovo modello di medicina generale associata. Alla Coppitella trovano inoltre spazio il Punto di primo intervento, la postazione del 118, l’elisuperficie riqualificata e i servizi di continuità assistenziale, ai quali si aggiunge durante l’estate la guardia turistica.
Una concentrazione di servizi che punta a ridurre la frammentazione dell’assistenza e a offrire ai cittadini un riferimento più vicino, evitando, quando possibile, trasferimenti verso ospedali distanti. Rientra, del resto, nelle finalità della riforma della sanità territoriale prevista dal decreto ministeriale 77 del 2022, che affida agli Ospedali di Comunità un ruolo di raccordo tra il domicilio e le strutture ospedaliere tradizionali.

Durante il confronto si è parlato anche della situazione sanitaria di altri comuni, come Rodi Garganico e Vico del Gargano, allargando lo sguardo alle esigenze dell’intero distretto. Nella panoramica degli interventi territoriali è emersa inoltre la posizione delle Isole Tremiti e di Carpino, rimaste escluse dalla realizzazione di un proprio Ospedale di Comunità attraverso i finanziamenti PNRR. Una differenza che richiama ancora una volta il problema dell’accessibilità dei servizi nei centri più piccoli e nelle aree geograficamente svantaggiate.
Il presidio di Vieste, del resto, rappresenta una risposta importante per una città che durante la stagione turistica vede moltiplicarsi la popolazione presente sul territorio. La parte difficile è garantire continuità assistenziale durante tutto l’anno, senza che la distanza dai principali ospedali della provincia finisca per tradursi in un ulteriore disagio per chi ha bisogno di cure. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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