A San Ferdinando di Puglia sono i giorni dell’attesa. A breve dovrebbe arrivare la decisione sullo scioglimento o meno del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, dopo gli accertamenti della commissione di accesso. Non risulta ancora annunciata una data ufficiale, ma la conclusione del procedimento segnerà un passaggio decisivo per il futuro dell’amministrazione. Pochi chilometri più in là, Trinitapoli porta il peso dello scioglimento del 2022 e continua a fare i conti con la pressione criminale sul territorio. A Margherita di Savoia, invece, all’indagine per corruzione che coinvolge il sindaco Bernardo Lodispoto si aggiungono le polemiche sulle assunzioni pubbliche. Che cosa sta succedendo nei tre Comuni ofantini? La geografia suggerisce l’immagine di un triangolo delle Bermuda nel quale la prima a rischiare di scomparire è la fiducia dei cittadini. Le vicende hanno natura diversa e non esiste un’unica inchiesta che le colleghi. A tenerle insieme sono gli interrogativi delle rispettive comunità sulla tenuta delle istituzioni, sulla trasparenza delle scelte amministrative e sulla capacità dello Stato di proteggere il territorio. A San Ferdinando la commissione di accesso si è insediata il 10 febbraio scorso, su disposizione della prefetta della Bat Flavia Anania, per verificare eventuali infiltrazioni e condizionamenti mafiosi nell’attività comunale.
Gli accertamenti sono stati prorogati, con termine dei lavori indicato al 10 agosto. Ora si attende la conclusione del procedimento, che potrebbe portare allo scioglimento oppure chiudersi senza l’adozione di quella misura. Il periodo esaminato parte dal 2021 e attraversa più stagioni amministrative. Comprende anche l’esperienza di Arianna Camporeale, eletta sindaca nel 2022 e rimasta in carica fino all’ottobre 2024, quando le dimissioni contestuali di nove consiglieri determinarono la caduta dell’amministrazione. Seguì il commissariamento, prima delle elezioni del maggio 2025 che riportarono Michele Lamacchia alla guida della città. Una crisi politica, quella del 2024, distinta dal procedimento antimafia oggi in attesa di definizione. “Sono tranquillissimo”, dichiarò Lamacchia all’arrivo della commissione, rivendicando serenità sull’operato della propria amministrazione e auspicando un esito negativo degli accertamenti.
La verifica riguarda però una sequenza di atti e decisioni che precede il suo ultimo insediamento. Saranno le conclusioni del procedimento a chiarire se siano emersi elementi di condizionamento tali da giustificare lo scioglimento. Nel frattempo, altri provvedimenti hanno evidenziato la pressione criminale sull’economia locale. Il 27 luglio scorso la Prefettura ha comunicato tre interdittive antimafia nei confronti di società agricole con sede a San Ferdinando. L’istruttoria delle forze di polizia e gli approfondimenti del Gruppo interforze hanno rilevato il condizionamento delle imprese da parte di compagini riconducibili alla criminalità organizzata. Misure rivolte alle aziende interessate, che non dimostrano di per sé un coinvolgimento del Comune, ma riguardano un comparto decisivo per il lavoro e la ricchezza della comunità.
A Trinitapoli, invece, lo scioglimento per infiltrazioni mafiose è una pagina già scritta. Il Governo lo deliberò il 31 marzo 2022; il decreto del presidente della Repubblica arrivò il 5 aprile. Fu il primo caso nella provincia Bat. La relazione ministeriale descriveva un quadro di condizionamento capace di compromettere l’imparzialità dell’amministrazione e il funzionamento dei servizi. Nel 2023 la gestione straordinaria fu prolungata per completare il risanamento. Sindaco in quel periodo era l’attuale primo cittadino rieletto nel giugno 2024, Francesco Di Feo. Nel 2023 la gestione straordinaria fu prolungata per completare il risanamento. La relazione allegata alla proroga richiamava la presenza radicata della criminalità organizzata e la necessità di proseguire la riorganizzazione comunale. Una situazione che poneva una questione più profonda della sostituzione degli organi politici: quanto tempo occorre per ricostruire procedure, controlli e autonomia delle decisioni pubbliche? Quel precedente riguarda una precisa stagione amministrativa, ma lascia alla città l’esigenza di consolidare gli argini contro ogni possibile ingerenza. L’attenzione resta alta anche sulle imprese. Nel febbraio 2026 un’interdittiva ha riguardato una società edile; a marzo un altro provvedimento ha colpito un’impresa ortofrutticola. Anche in questi casi i destinatari sono operatori economici: le misure segnalano il rischio di penetrazione criminale nel mercato, senza consentire automatiche attribuzioni di responsabilità all’attuale amministrazione.
Il terzo vertice del triangolo è Margherita di Savoia. Qui il fronte giudiziario coinvolge Bernardo Lodispoto, sindaco e presidente della Provincia Bat, indagato per concorso in corruzione nell’inchiesta su un appalto stradale. La notizia dell’indagine è emersa il 6 gennaio 2026, mentre le perquisizioni risalgono al dicembre precedente. Le contestazioni sono ipotesi accusatorie da verificare nel procedimento. Su un piano distinto si colloca la polemica sulle assunzioni. Al centro ci sono le delibere che autorizzano convenzioni e utilizzo di graduatorie concorsuali tra Margherita di Savoia e altri enti, tra cui Taranto e Bisceglie. Atti che, secondo le contestazioni del gruppo "Margherita 2028”e le segnalazioni raccolte, si inserirebbero in procedure di assunzione riguardanti persone legate da rapporti di parentela a Lodispoto, a componenti della sua giunta o a esponenti dei gruppi politici a lui afferenti. È questo il nodo politico sul quale vengono chieste spiegazioni: la presenza segnalata di legami familiari tra alcuni beneficiari delle procedure e l’area che amministra la città. Il gruppo richiama, in particolare, gli assessori Leone e Santobuono e la consigliera Natola, chiedendo chiarezza sui candidati interessati, sui criteri seguiti e sugli eventuali conflitti di interesse. Una parentela non prova un favoritismo. Ma quando le contestazioni investono più procedure e amministrazioni, la risposta politica non può esaurirsi nel richiamo alle coincidenze: occorre rendere comprensibili i passaggi e documentare le scelte. È nell’interesse degli amministratori, dei candidati e di chi attende un’opportunità di lavoro attraverso una selezione pubblica. Tre percorsi distinti, accomunati dalla necessità di restituire ai cittadini risposte verificabili.
di Antonio Cardano.
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