Al via il Carpino in Folk 2026 dedicato al tema Pensiero Meridiano. E le storie che ci attraversano: la serata del 6 agosto (ore 21, piazzetta Padre Pio) propone un momento di riflessione sul Sud come spazio di memoria, interpretazione e futuro attraverso la presentazione di due opere che, da prospettive differenti, interrogano il rapporto tra territorio, identità e narrazione. Il Pensiero Meridiano elaborato da Franco Cassano invita a guardare il Mezzogiorno non come periferia da colmare o ritardo da correggere, ma come luogo portatore di una propria visione del mondo, fondata sul valore delle relazioni, della lentezza, della convivenza e della pluralità mediterranea. In questa prospettiva, i due libri dialogano tra loro offrendo chiavi di lettura complementari. Meridionalismo e meridionalisti di Michele Eugenio Di Carlo (Edizioni del Poggio) ripercorre la lunga storia del pensiero meridionalista, restituendo voce agli studiosi e agli intellettuali che hanno cercato di comprendere le ragioni del divario territoriale e il ruolo del Sud nella costruzione dell'Italia contemporanea. Attraverso figure come Pasquale Villari, Giustino Fortunato, Gaetano Salvemini e Antonio Gramsci, il volume ricostruisce un dibattito che ha attraversato oltre un secolo di storia nazionale, mostrando come la questione meridionale non riguardi soltanto il Mezzogiorno, ma l'intero equilibrio democratico, economico e civile del Paese.

Domenica 9 agosto la XXIII edizione del “Festival d’arte Apuliae 2026 - Non soli, ma ben accompagnati”, diretta dal M° Dino De Palma, prosegue il suo viaggio addentrandosi nelle radici della musica jazz del primo Novecento. Alle ore 21:00, la Villa Comunale di Foggia ospiterà gli Sticky Bones con il progetto “Dust & Spirit - Songs from the Race Records Era”, un’immersione filologica e travolgente nelle atmosfere dell’America degli anni Venti e Trenta. L’ensemble, che annovera tra i suoi più autorevoli sostenitori un’icona come Renzo Arbore e che è stato protagonista su palchi prestigiosi come quelli di Umbria Jazz, propone un recupero sonoro unico. Il loro è un sound "sporco e ruvido", lo stesso che si poteva respirare fuori dalle barrelhouse, nei juke joint o negli spettacoli di vaudeville. Attraverso il progetto Dust & Spirit, gli Sticky Bones riportano l’orecchio del pubblico alle origini del jazz, del blues arcaico e della cosiddetta "race music", restituendo dignità e freschezza a brani spesso ignorati, ma fondamentali per la storia musicale mondiale. La formazione vanta solisti di assoluto rilievo: la voce magnetica di Irina Arozarena, il pianoforte di Silvia Manco, Daniele Corvasce al banjo e chitarra, Maurizio Capuano al contrabbasso e tuba, Francesco Marsigliese alla cornetta e Filippo Marino al clarinetto. Il loro repertorio spazia dal boogie woogie allo stride, offrendo una fotografia rigorosa – quasi in bianco e nero – di un'epoca scossa dal terremoto del "Jass", dove anche l’influenza degli emigrati italiani (come il leggendario Nick La Rocca) fu determinante.

Una Marina Piccola gremita come non si era mai vista ha fatto da cornice all’ultima serata della XXV edizione del Libro Possibile, sabato 25 luglio a Vieste. Oltre alle circa 1.200 sedie predisposte dal Comune, centinaia di persone hanno seguito gli incontri in piedi, confermando il grande richiamo del festival che, dopo il debutto londinese e la tappa di Polignano a Mare, ha concluso il suo percorso sul Gargano. L’edizione 2026, costruita attorno al tema del Discorso all’Umanità di Charlie Chaplin, si è chiusa con un parterre di ospiti di primo piano. Sul palco si sono susseguiti il sociologo Alessandro Orsini, il neo vincitore del Premio Strega Michele Mari, l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri, prima dell’esibizione conclusiva di Ditonellapiaga.

Tra gli interventi più attesi quello di Giuseppe Conte, che ha rilanciato il tema della partecipazione democratica: "Abbiamo bisogno di restituire dignità alla democrazia, altrimenti le autocrazie attirano", ha affermato, enfatizzando come "la democrazia va coltivata ogni giorno, con la partecipazione". L’ex premier ha inoltre spiegato di aver proposto il nome “Alleanza per la Costituzione” per la futura coalizione del centrosinistra, immaginandola come uno spazio di partecipazione civica. Tra le proposte illustrate anche l’introduzione di strumenti di democrazia diretta, dal referendum propositivo alla possibilità di coinvolgere maggiormente i cittadini nella destinazione di una quota dei bilanci comunali e regionali.

Nicola Gratteri ha invece concentrato il proprio intervento sui temi dell’educazione, della legalità e del sistema carcerario: "Diciamo ai genitori di fare i genitori e non gli amici dei figli", ha dichiarato il magistrato, tornando poi sulla cronica emergenza delle carceri e chiedendosi perché le risorse del PNRR non siano state utilizzate anche per realizzare nuovi istituti penitenziari.

A chiudere la rassegna è stata Ditonellapiaga, protagonista prima di un incontro con il pubblico e poi di un live acustico che ha salutato il pubblico del festival. Cala così il sipario su un’edizione che ha portato tra Londra, Polignano a Mare e Vieste oltre 300 ospiti italiani e internazionali, confermandosi uno degli appuntamenti culturali più partecipati dell’estate pugliese.

A San Giovanni Rotondo, c’è la prima pizzeria della provincia di Foggia, ad entrare nella prestigiosa classifica “50 Top Pizza Italia 2026”, quella di Orazio Chiapparino, con la sua “Pizzeria D’Orazio”. Nella classifica delle migliori cento pizzerie nazionali, scelte accuratamente dagli ispettori della guida, finalmente, è entrata una pizzeria della Daunia. Un successo nato da lontano, con merito, nato dai profumi delle farine e degli ingredienti che ha respirato in casa, avendo avuto padre pizzaiolo e nonno chef. Orazio Chiapparino, oggi cinquantacinquenne, è nato in Sicilia, a Gela, e già da piccolissimo, come detto, ha conosciuto il mondo della pizza: “Sono stato sempre a contatto con farine, lieviti e ingredienti, oltre a vedere le mani di mio padre che - nel 1972, ha aperto la sua prima pizzeria - affondare in quell’impasto che diventerà il suo pane quotidiano. L’amore per la pizza e per la ristorazione in genere mi hanno portato a viaggiare per l’Europa, dove ho avuto modo di confrontarmi con altre realtà e sperimentare sempre nuove idee”, ha esordito a l’Attacco, Chiapparino. La strada percorsa è stata lunga e sempre legata a quelle mani che impastano e che lo accompagnano sempre, fino ad arrivare a San Giovanni Rotondo dove, nel novembre del 2012, ha aperto la sua pizzeria che, come visto, in breve tempo è diventata una delle migliori pizzerie d’Italia come certificato dalle guide di Gambero Rosso, Identità Golose, The Great Pizza, Repubblica e da “50 Top Pizza”, entrando nella sua classifica ufficiale, dopo essere stata sempre menzionata tra le “Eccellenze”, dalla guida “50 Top Pizza” che il 21 luglio ha proclamato la Pizzeria D’Orazio una delle quattro pizzerie pugliesi come migliori d’Italia, e unica nella provincia di Foggia.

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