Stay hungry, stay foolish. Quando Steve Jobs pronunciò una delle frasi più iconiche della contemporaneità, Paolo Di Lella aveva solo sette anni. Qualche tempo dopo, il giovane carpinese avrebbe preso alla lettera quell’esortazione ad essere affamati, ad essere folli mettendola in pratica nella sua professione di designer. C’è avvenirismo nella sua ultima opera realizzata. Si tratta di una scatola dell’altezza di circa due metri con uno sfondo bianco e chiusa da pareti trasparenti. All’interno della quale, grazie ad un effetto anamorfico che crea profondità, viene riprodotto con l’ausilio di un computer un oggetto o un character umano in 3D. Ma il suo percorso è costellato da tante altre creazioni, che hanno tutte un punto di partenza: la sua città natale, Carpino. “Vengo dal liceo scientifico, tutt’altro rispetto a quello di cui mi occupo oggi”, racconta Di Lella a l’Attacco. “Ma il mondo del design mi ha sempre affascinato”. Segue un corso di formazione a Pescara, presso un’accademia privata di design, dove il 28enne carpinese ammette in maniera molto schietta di aver imparato poco o nulla. Eccetto qualcosa che poi gli sarebbe servito in futuro, e cioè “vedere oltre il limite”. Comincia così la sua carriera. “Ho avuto la fortuna di conoscere Bl4ir – al secolo Simone Scognamiglio, rapper napoletano celebre per il remix di Te Boté –. Ho instaurato un bellissimo rapporto fino al punto di lavorarci insieme, culminato con la realizzazione di alcune copertine per i suoi singoli”. “Poi, ebbi un’altra botta di fortuna. Pubblicai una storia Instagram in cui postai un contenuto 3D, alla quale commentò Raffaele Morlando – stylist del rapper fresco di tour negli stadi, Geolier –, che mi chiese se facessi anche 3D. Non esitai un attimo a dire di sì e finii per realizzare una sfilata tridimensionale di Geolier”. Il designer la definisce fortuna, ma evidentemente qualcuno sa ancora riconoscere il talento. E non lesina ringraziamenti, sia nei confronti di Giulio Puccini che di Tito Barbieri, due giovani abilissimi nell’elaborazione 3D che gli sono stati di grande aiuto. Ma è qui che accade l’impensabile. “Era venerdì e, conclusa la sfilata, decido di restare a Napoli per il week-end. Domenica sera, quando stavano per riaccompagnarmi in stazione per tornare a Carpino, mi dicono di restare. Ricevo una telefonata da Aurelio De Laurentiis, non potevo crederci”. Ma dall’altra parte del telefono c’era davvero il patron del Napoli, che aveva scelto di reclutare Di Lella per un’occasione importante. A distanza di pochi giorni, infatti, sarebbe trascorso un anno dalla morte di Diego Armando Maradona, idolo indiscusso dei napoletani.