Sono già stati molteplici, a detta dei beninformati, gli accessi agli atti fatti dalla polizia giudiziaria presso il Comune di San Severo, commissariato dallo scorso 5 giugno. In quella data, a seguito delle dimissioni contestuali da parte di 13 consiglieri, il prefetto di Foggia Paolo Giovanni Grieco nominò Francesco Antonio Cappetta, prefetto in quiescenza, commissario prefettizio per la provvisoria gestione dell’ente. Una delle questioni su cui gli inquirenti – nel caso specifico si tratterebbe dei Carabinieri del Nucleo operativo di Bari - vorrebbero vederci chiaro è la gara dei rifiuti, la procedura di cui l’Attacco scrisse mesi fa dopo che erano emersi dubbi rispetto alla commissione esaminatrice che era stata nominata a gennaio scorso. La gara indetta a novembre 2025 - per l’affidamento della gestione dei servizi integrati di raccolta, spazzamento, trasporto e conferimento dei rifiuti solidi urbani ed assimilati in discarica controllata, raccolta differenziata e dei servizi complementari relativi all’igiene urbana nel territorio comunale di San Severo per la durata di due anni con ripetizione dei servizi per ulteriori due anni - che partiva dall’importo di 24.459.870,14 euro di cui 6.387.976,76 euro soggetti a ribasso, è stata svolta direttamente dal Comune, senza rivolgersi alla Stazione unica appaltante della Provincia come nel precedente caso del 2018, con rup Lucia De Bonis. L’aggiudicazione è arrivata a maggio scorso per l’importo di 22.499.400,07 euro, col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, in favore dell’ati costituenda, composta dalla mandataria SB Ecology srl e da Ecologia Citti srl mandante, grazie al ribasso monstre del 30,6900%, per un importo di 5.624.539,80 euro al netto del ribasso offerto in sede di gara e dei costi di locazione dei due CCR comunali, oltre Iva, per un totale lordo annuo di 6.186.993,79 euro. L’ati ha conseguito il punteggio di 71,8 sbaragliando la concorrenza sia rispetto all’offerta tecnica (51,8) che, ovviamente, rispetto a quella economica (20 punti, il massimo). Lontanissima la seconda classificata Omnitech srl (56,318 punti totali, di cui 50,133 per l’offerta tecnica e 6,185 per l’economica), a seguire Si.eco spa, Gema spa, MEA Manna Ecologica Ambiente srl e Teknoservice srl. Le due imprese dell’ati aggiudicataria hanno poi costituito la società di scopo Severeco. Sono due i commissari che hanno rinunciato all’incarico.

La notizia non è arrivata con un comunicato ma attraverso un’ordinanza contingibile e urgente, firmata dalla Sindaca di San Giovanni Rotondo, Floriana Natale, che ordina la sospensione immediata del CAS all’Hotel Vaticano. La motivazione è molto chiara, e non si tratta di un qualche vizio formale. Piuttosto, è intervenuta l’ASL Foggia e sono state riscontrate condizioni igienico‑sanitarie tali da rappresentare un “concreto pregiudizio per la salute degli occupanti e degli operatori”. La Prefettura di Foggia ha avvisato, tra gli altri, il Comune di San Giovanni Rotondo che è intervenuto. La chiusura dell’Hotel Vaticano potrebbe rappresentare il primo vero punto di rottura in un sistema che, fino a oggi, sembrava impermeabile. Può essere la crepa che mostra cosa succede quando un modello costruito sull’urgenza incontra la realtà. Per capire la portata della decisione, bisogna tornare a quando l’Hotel Vaticano non era un CAS ma un albergo vero. Un luogo semplice, essenziale, con camere spartane ma pulite, personale giudicato “gentile”, colazioni “adeguate”, e una posizione comoda per raggiungere il santuario. Poi, tutto cambia nel 2023. L’estate è quella delle urgenze – come abbiamo raccontato ampiamente su queste colonne -, dei bandi deserti e delle strutture insufficienti. La Prefettura di Foggia ha bisogno di posti letto immediati per i richiedenti asilo trasferiti dal CARA di Borgo Mezzanone. E Alcantara Service – una società nata nel Leccese ma senza radicamento territoriale e priva di qualsivoglia esperienza pregressa – è l’unica a rispondere. L’Hotel Vaticano viene trasformato in CAS prima della gara, durante la gara e dopo la gara Quando la procedura europea ASP n. 3553399 si chiude, l’unica offerta è quella di Alcantara. Il ribasso è simbolico: un centesimo. Il prezzo pro die scende da 29,75 euro a 29,74. Il kit da 150 euro scende a 149,95. È la “gara dei centesimi”, che certifica che non c’è concorrenza. Emerge un solo operatore, che occupa gli spazi lasciati vuoti dagli altri. L’Hotel Vaticano - insieme allo Zipeto, al San Matteo e al Carriera - diventa uno dei quattro alberghi riconvertiti in CAS nel giro di pochi mesi. È il cuore del “modello Alcantara”, cioè quel sistema che cresce non per la qualità progettuale ma per la disponibilità immediata. Le evidenze dicono che si tratta di un sistema che ha trasformato l’eccezione in regola. Come ricostruito da l’Attacco già ad aprile scorso, ogni documento ha la firma di Ana Ironelys Alcantara Corporan: è lei l’amministratrice unica e legale rappresentante di Alcantara Service srl, la società che ha trasformato quattro hotel di San Giovanni Rotondo in centri di accoglienza straordinaria e che oggi gestisce anche il CAS della Casa della Carità a Manfredonia. 

“Non c’è più tempo. Non si possono permettere altri incendi nell’area, serve prendere una decisione”. E’ quanto emerso venerdì scorso con forza dal sopralluogo svolto, su sollecitazione di Europa Verde - Verdi di Manfredonia, nella zona dell’Oasi Lago Salso, chiusa da anni e preda di ripetuti roghi dolosi. Era stata la commissione urbanistica e ambiente del Comune sipontino presieduta da Alfredo De Luca, proprio su pressing dei Verdi, a richiedere il sopralluogo congiunto con l’ente Parco nazionale del Gargano e con Oasi Lago Salso spa in liquidazione, ma il commissario liquidatore Gianfranco Ursitti non si è fatto vedere, mentre è stato presente il commissario straordinario dell’ente Parco Raffaele di Mauro. Assenti pure sindaco e assessori. A partecipare al sopralluogo De Luca, Innocenza Starace, i componenti della commissione - Giuseppe Marasco, Massimiliano Ritucci e Michela Quitadamo – e gli ambientalisti Maurizio Marrese e Vincenzo Rizzi

Prosegue senza sosta, da parte della Prefettura di Foggia oggi guidata dal prefetto Paolo Giovanni Grieco, l’azione di contrasto al rischio di infiltrazioni mafiose nel tessuto economico di Capitanata. Le interdittive antimafia adottate dal prefetto si susseguono toccando varie imprese del capoluogo e del territorio provinciale. Tra i casi più recenti due sono riferiti a imprese note mentre una terza interdittiva resta ignota. Quest’ultima è l’interdittiva emessa in data 8 aprile da Grieco nei confronti duna società di Foggia, che ha prontamente fatto ricorso al TAR di Bari. Per resistere in giudizio il Comune capoluogo si è affidato alla avvocata Kristian Cosmi dello studio legale Cosmi & Partners di Roma. Si conoscono, invece, le due imprese di Manfredonia e Cerignola destinatarie del cartellino rosso della Prefettura.

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