Abbiamo raccontato la figura di Gabriele Camillo come quella di un mediatore tra le cooperative sociali e i Servizi Sociali del Comune di San Severo. Dopo aver lavorato per circa cinque anni, dal gennaio 2019 al dicembre 2023, come impiegato amministrativo esterno presso l’Ufficio di Piano Sociale di Zona, e, precedentemente, da giugno a dicembre 2018 come consulente tecnico-specialistico, il 29 dicembre 2023 viene assunto come funzionario presso l’Ambito Territoriale Sociale “Alto Tavoliere”. Un incarico che ricopre fino alle dimissioni, rassegnate solo pochi mesi fa, prima di approdare al Comune di Rodi Garganico, dove viene nominato Responsabile dell’Area Economico-Finanziaria, nel profilo professionale di “Funzionario Contabile”. Una carriera professionale che si intreccia con l’impegno nella Chiesa, prima come presidente dell’Azione Cattolica e poi come direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di San Severo, fino ad arrivare alla Caritas, prima che il direttore, don Andrea Pupilla, decidesse di interrompere i rapporti con lui, mettendolo alla porta. Tra i dipendenti, però, figurerebbe l’ex assessora alle Politiche Sociali, Simona Venditti, la cui figura sarebbe direttamente collegata all’Emporio della Solidarietà “don Felice Canelli” attraverso il marito, Marco De Palma. Vicende che si intrecciano direttamente con quelle delle famiglie, pienamente coinvolte in quanto sta emergendo. Gli stessi nomi che ricorrono all’interno di diverse associazioni risultano, infatti, direttamente riconducibili a determinati nuclei familiari. Un intreccio che assume sempre più i contorni di una vera e propria impresa familiare. Mentre i vari soci sembrerebbero ridotti a semplici pedine di riempimento, senza un reale peso nelle decisioni, utili soltanto a raggiungere il numero minimo richiesto per la costituzione dell’associazione. Una definizione che appare sempre meno aderente alla realtà di quanto costruito in questi anni da Camillo&family, i cui contorni l’Attacco continua a ricostruire. È il rapporto di Gabriele Camillo con i Servizi Sociali di San Severo, a partire dal 1° ottobre 2021, a meritare particolare attenzione. Da quella data, infatti, Camillo svolge il ruolo di impiegato amministrativo per la stessa società di cui era presidente, la Social Start Apulia srl Impresa Sociale, prima di cedere la presidenza al suocero Ciro del Buono. La società si era aggiudicata, per un importo complessivo di 50.996,74 euro (48.568,32 euro oltre IVA al 5%) e per un periodo di sei mesi, la gestione di una serie di servizi del Comune di San Severo destinati all’Ufficio di Piano e all’Ufficio dei Servizi Sociali. In vista della scadenza dell’affidamento, la gestione dei servizi veniva successivamente prorogata fino al 30 giugno 2022. Con Determinazione Dirigenziale n. 1136/2022 veniva quindi indetta la gara per l’affidamento dei servizi di “Segretariato sociale, sportello sociale, supporto per le attività di rendicontazione dei servizi comunali a cofinanziamento e aggiornamento banche dati, supporto alle attività di sportello e alla programmazione e il governo della rete dei servizi sociali e supporto alla programmazione e rendicontazione del Piano Sociale di Zona, supporto alle attività di istruttoria e di monitoraggio, comunicazione e informazione, dedicate alla misura regionale del Buono Servizio del Comune di San Severo”. Con Determinazione Dirigenziale n. 1684/2022 del 29 giugno 2022, il servizio veniva ulteriormente prorogato fino al 31 agosto 2022, al fine di consentire l’espletamento delle procedure di gara. L’aggiudicazione, tuttavia, non risultava possibile entro il termine del 31 agosto 2022, data di scadenza della proroga, per motivi tecnici. Nella determinazione si rileva, infatti, che il precedente punto ordinante, l’ingegnere Francesco Rizzitelli, che aveva avviato la procedura di gara, aveva assunto, a partire dal 1° agosto 2022, un nuovo incarico presso un altro ente pubblico, Arca Capitanata. Da qui la necessità, rilevata dall’amministrazione, di prorogare ulteriormente la gestione dei servizi fino al 30 settembre 2022, ritenuto il tempo presumibilmente necessario per istruire la nuova gara indetta con Determinazione Dirigenziale n. 1136/2022. Viene così disposto un ulteriore affidamento dei servizi in favore della Social Start Apulia srl Impresa Sociale. La spesa complessiva necessaria a garantire la prosecuzione dei servizi fino al 30 settembre 2022 viene quantificata in 8.000 euro, IVA compresa.

AGH Resort ha una storia molto diversa da Alcantara Service. La prima delle due società ha sede a Carovigno, provincia di Brindisi, ed è presente da anni nel sistema pugliese ottenendo affidamenti importanti. Già nel 2016 risultano strutture della provincia di Lecce gestite da AGH Resort a Martano, Melendugno e Acquarica del Capo. Nel 2017 AGH è poi protagonista di diversi affidamenti nella provincia di Brindisi. Il caso più interessante è il CAS Lo Spagnulo di Ostuni.

Era per noi scontato che la governance del Consorzio di bonifica del Gargano non avrebbe risposto nulla alla Regione Puglia per fare chiarezza sugli aventi diritto al voto. Che avrebbe dovuto fare, invalidare tutto rispetto alle elezioni? Invece hanno deciso di andare avanti”. 
E’ questo il pensiero che circola all’interno delle tre organizzazioni agricole - Confagricoltura, CIA e Coldiretti - che poche settimane fa hanno sollevato con forza il tema delle irregolarità e opacità contenute negli elenchi di chi, teoricamente, potrà votare il 4 ottobre prossimo per rinnovare gli organi del Consorzio guidato dal presidente uscente Michele Palmieri e dal direttore-ex vicepresidente Michele Tabacco.
Ma per quanto, nelle agricole, non ci fosse alcuna illusione al riguardo, fa ugualmente impressione il livello dello scontro cui è arrivato l’ente - che oggi ha casa a Cagnano Varano - rispetto alla Regione Puglia.  Era stato l’Attacco, giorni fa, a rivelare come fossero scaduti i cinque giorni di tempo entro cui il Consorzio di bonifica del Gargano avrebbe dovuto rispondere a Bari e alle tre organizzazioni agricole. 
Nella propria durissima lettera le tre sigle agricole avevano segnalato come sul totale delle 26.958 posizioni inserite nel registro provvisorio soltanto 9.155 riportassero almeno una data di nascita, mentre 17.803 (66,04%) ne erano prive, oltre a posizioni riconducibili a persone decedute, dubbi sulla regolarità contributiva di alcuni soggetti e imprese per le quali non sarebbe stato chiaramente individuato il rappresentante autorizzato al voto.  Dopo tale segnalazione la Regione aveva chiesto all’ente consortile di specificare: l’effettiva platea degli aventi diritto al voto consortile, sia rispetto alle persone fisiche che alle società e alle persone giuridiche, con indicazione del codice fiscale e della maggiore età prevista, nonché della effettiva regolarità con il pagamento al tributo consortile; le modalità di compilazione dell’elenco di ammissione dei votanti (ovvero: l’identità del rappresentante legale o del diverso soggetto designato; la fonte, la validità e l’attualità del potere rappresentativo; la tempestività del deposito della documentazione richiesta; la corrispondenza tra il soggetto registrato negli archivi consortili e quello concretamente ammesso al voto; l’eventuale titolarità, in capo alla stessa persona, di ulteriori voti esercitabili). 

L’inchiesta sull’accoglienza in Capitanata continua. La provincia è uno dei luoghi nei quali il sistema nazionale dell’accoglienza si misura quotidianamente con la necessità di reperire posti, fronteggiare le emergenze e adattarsi ai trasferimenti. Le gare sono locali, ma il mercato dell’accoglienza è molto più ampio. E, dopo mesi trascorsi a ricostruire contratti, aggiudicazioni, strutture, personale, cambi di sede e affidamenti d’urgenza, la trama che emerge dai documenti diventa sempre più articolata. Non perché il sistema sia necessariamente oscuro, ma piuttosto perché è molto più vasto di quanto possa apparire osservando soltanto le singole gare o i singoli centri. È da questa prospettiva che abbiamo scelto di proseguire il lavoro, perché l’accoglienza in Capitanata è una sequenza in continuo movimento: una struttura apre, un’altra chiude, un albergo viene riconvertito. L’attenzione era concentrata soprattutto sull’accoglienza dei cittadini stranieri adulti e sulle modalità con cui la Prefettura di Foggia reperisce posti, affida i servizi e individua le strutture destinate ai richiedenti asilo. Ma l’esame sistematico degli atti pubblicati dalla stessa Prefettura ha aperto un’altra porta: quella dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Non si tratta di un mondo separato, per quanto le procedure sono differenti perché lo sono le categorie di ospiti e gli standard organizzativi richiesti. È qui che una ricerca nata per ricostruire il sistema dei CAS per adulti ha incrociato una seconda linea di indagine, apparentemente parallela ma in realtà molto più vicina di quanto possa sembrare. La traccia è stata individuata negli allegati delle procedure di gara, una modalità di ricerca seguita fin dall’inizio: partire dagli atti e lasciare che siano i documenti a costruire, passo dopo passo, la geografia dei rapporti. La nuova pista porta ad AGH Resort Srl, società già presente da anni nel sistema dell’accoglienza pugliese e che non rappresenta una novità per la provincia di Foggia, anche se può apparire come un nome nuovo rispetto alla storia più recente di questa inchiesta. Esiste un collegamento con Alcantara Service che finora era rimasto fuori. Il 14 ottobre 2024 la Prefettura di Foggia assegna ad AGH Resort 50 posti MSNA (minori stranieri non accompagnati) presso l’Hotel D’Addetta di San Giovanni Rotondo, con tariffa di 54,44 euro pro capite/pro die. Provando a fare due conti, 50 posti per 730 giorni producono 1.987.060 euro per i servizi di accoglienza, a cui si aggiungono pocket money e scheda telefonica per arrivare a 2.078.810 euro di appalto. La prevista opzione per ulteriori 12 mesi vale 1.039.405 euro. Il totale dell’appalto comprensivo delle opzioni è 3.118.215 euro, che sale a 3.160.415,20 euro comprendendo le somme a disposizione dell’amministrazione. Negli atti ufficiali ci sono diciotto nomi riferiti al personale che sarebbe stato impiegato con relative qualifiche, contratti, ore settimanali e mensili. È un documento ordinario - uno dei tanti allegati che accompagnano una gara pubblica -, però, scorrendo quelle righe, compaiono due nomi che non sono affatto ordinari per questa inchiesta: Ana Alcantara e Pierfrancesco Mirarchi. Il primo è il nome della donna che da anni compare alla guida di Alcantara Service. Il secondo è quello dell’uomo che la stessa Alcantara Service ha indicato come direttore dei propri centri di accoglienza. Nella stessa lista compare anche Donato Stradiotti, un operatore che verrà poi indicato nel personale della struttura gestita da Alcantara Service alla Casa della Carità di Manfredonia. Persone che, in tempi diversi, ricompaiono all’interno di società impegnate nello stesso settore e, soprattutto, nello stesso territorio. 

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