Nella filiera intessuta dal big dei Servizi Sociali, Vincenzo Pacentra, figurano diversi nomi che, a vario titolo, hanno svolto un ruolo funzionale all’allargamento della rete. Per ricostruirne i legami è necessario tornare alla serata del 15 settembre scorso, quando, al primo piano della Camera del Lavoro di San Severo, si riunì la Consulta delle Associazioni. Tra i presenti figuravano lo stesso Vincenzo Pacentra, Simona Venditti, assessora alle Politiche Sociali durante i dieci anni di amministrazione di Francesco Miglio e oggi attiva come project manager nel Terzo settore, Antonio Stornelli, consigliere comunale dal 2014 al 2024, eletto in due liste civiche di centrosinistra e legato alla cooperativa sociale Attivamente, Paola Marino, assessora durante il secondo mandato di Michele Santarelli e già vicina al Pd, il marito, Giovanni Cera, sindacalista e candidato al Consiglio regionale nella lista “Noi a Sinistra per la Puglia” nel 2015, e Arcangela De Vivo, tra gli oltre venti componenti dell’organismo direttivo del Pd che hanno preso le distanze dal partito e ambasciatrice della Gentilezza di San Severo. Tutti nomi che, in un modo o nell’altro, sono riconducibili all’area politica della sinistra. Anche in questo caso, emergono legami e relazioni che meritano di essere ricostruiti. Nel 2010, tra gli altri, Paola Marino, Giovanni Cera e Arcangela De Vivo si riuniscono per costituire un Circolo Culturale, Ricreativo e Turistico denominato “Spazio Off”. In seguito, Marino ne assumerà la presidenza e il circolo si trasformerà in una vera e propria Associazione di Promozione Sociale. Inizialmente con sede in via Giuseppe de Cesare 13, l’associazione si trasferirà successivamente nei locali del MAT, in piazza San Francesco 11-12. Nel 2022 nasce l’Associazione di Promozione Sociale “Gentilezza è Cultura”, presieduta da Arcangela De Vivo, con Giovanni Cera quale componente dell’organo di amministrazione. Anche questa associazione troverà sede all’interno dei locali del MAT, in piazza San Francesco 13. C’è poi l’associazione di volontariato A.Da.Sa.M. (Associazione Dauna di Salute Mentale), nata nel 1997 su iniziativa dei familiari di persone con disagio psichico, in carico al Centro di Salute Mentale di San Severo e frequentanti il Centro Diurno Psichiatrico a esso afferente. Oggi la presidenza dell’associazione è affidata a Giovanni Cera, mentre la vicepresidenza è ricoperta da Arcangela De Vivo. Fino al 30 settembre 2023, A.Da.Sa.M. ha operato all’interno del Centro Diurno Psichiatrico di via Enrico Fraccacreta 34, in virtù di una convenzione con l’Asl Foggia. Quella struttura ha rappresentato anche la sede legale dell’associazione fino a marzo dello scorso anno, quando la sede è stata trasferita in piazza San Francesco 14.

“Qui è già abbondantemente partita la campagna elettorale, sta andando avanti a tutto spiano”. Nella comunità accademica di Unifg appaiono già evidenti le manovre in vista del ritorno alle urne. Come spiegato su queste colonne nei giorni scorsi, quando l’attuale rettore Lorenzo Lo Muzio ha terminato il sesto anno del proprio sessennio è diffuso il convincimento che possa accettare la candidatura alle elezioni politiche della prossima primavera, propostagli da Fratelli d’Italia e in particolare da Marcello Gemmato, potente sottosegretario alla salute del governo Meloni, amico personale della presidente del Consiglio e coordinatore regionale del partito. Significherebbe un nuovo mandato rettorale chiuso anzitempo, come già avvenne a gennaio 2023 quando il predecessore salentino Pierpaolo Limone accolse l’invito di diventare rettore di UniPegaso, il principale Ateneo telematico italiano. E se davvero, come dicono i rumors parlamentari, si dovesse fissare già per aprile la data delle elezioni politiche allora mancherebbero solo pochi mesi al possibile scenario dell’addio di Lo Muzio e dell’avvicendamento in Unifg. Il docente foggiano fu eletto a marzo 2023 per guidare l’Ateneo fino al 2029, dopo che nel 2019 aveva perso la sfida contro Limone. Furono molteplici i candidati in campo tre anni fa: oltre a Lo Muzio c’erano la direttrice di Giurisprudenza Donatella Curtotti, il direttore di Scienze mediche e chirurgiche Gaetano Serviddio, l’ex delegata rettorale Barbara Cafarelli del Demet, il direttore del Distum Sebastiano Valerio e il docente del Distum Giuseppe Solaro. Dopo la vittoria per Lo Muzio iniziò una fase di feroce guerra interna, che si placò solo dopo l’accordo a sorpresa con Curtotti, che divenne prorettrice vicaria. Da quel momento in poi la governance di Unifg si è sempre più caratterizzata per un operato incentrato proprio sul protagonismo di Curtotti, con Lo Muzio defilato e accomodante per garantirsi la pace.

Al di là del sistema creatosi attorno ai Servizi Sociali del Comune, del quale l’Attacco si sta occupando da giorni, ponendo il tema della consanguineità di taluni interessi, non va dimenticata la crisi strutturale che sta vivendo San Severo. Una crisi che non nasce da un giorno all’altro, ma che affonda le proprie radici già nella prima metà del primo decennio del nuovo millennio e che, nel tempo, ha progressivamente fatto emergere segnali di un declino poi divenuto strutturale. Tra i principali responsabili di questa deriva c’è, inevitabilmente, anche la politica. Al di là dei mesi della campagna elettorale, quando improvvisamente tornano a riempirsi piazze, comitati e agende, la classe politica sembra aver smesso di stare dentro la città, di ascoltarne i problemi e di misurarsi con la realtà quotidiana. Al posto delle risposte, troppo spesso arrivano dichiarazioni, annunci e propaganda. Parole che si susseguono, mentre le soluzioni continuano a mancare. San Severo ha progressivamente perso la propria capacità di essere punto di riferimento della provincia, non riuscendo a tenere il passo con le sfide imposte dai cambiamenti che hanno attraversato la società. E a farne le spese sono soprattutto i cittadini, molti dei quali hanno cercato fortuna altrove, alimentando un declino demografico che, ormai da anni, sembra non conoscere tregua. All’appuntamento con le prossime amministrative, previste nella primavera del 2027, i residenti della Città dei Campanili arriveranno in cabina elettorale portandosi dietro il peso di una crescente disillusione, maturata dopo anni di promesse rimaste disattese, senza dimenticare l’elevato astensionismo che potrebbe registrarsi dopo quasi un anno di commissariamento. Senza una visione e la capacità di individuare con chiarezza dove intervenire, la città rischia di rimanere al palo, trascinandosi dietro quel declino che, ormai da anni, ne condiziona il futuro, sempre più fragile e incerto. Michele Santarelli ha masticato politica per oltre trent’anni, confrontandosi con due stagioni politiche profondamente diverse e vivendo entrambe anche da primo cittadino di San Severo: Sindaco della Prima Repubblica, dal 1986 al 1990, e Sindaco della Seconda Repubblica, dal 2004 al 2009. Santarelli, intervistato da l’Attacco, ha analizzato la crisi che sta attraversando la città, provando a individuarne le cause: “Le situazioni sono tante. Non possiamo nascondere la crisi che stiamo vivendo a livello europeo e internazionale. Da tempo diciamo che i ragazzi vanno via, ma non è solo un fenomeno locale: riguarda la provincia e tutta la regione. È una crisi dettata da un cambiamento di carattere generale. È chiaro che, quando c’è una crisi così totale e così forte, le responsabilità non si possono addossare a una parte sola, ma vanno distribuite tra la politica, la scuola, la famiglia e tutti quelli che dovrebbero concorrere a rendere una città più vivibile”.

Voler essere simboli di legalità e trasparenza comporta poi l’onere quotidiano di assomigliare fino in fondo, coi fatti, alle parole che si dicono e di dover garantire quei principi e valori nel massimo grado possibile. Il Comune di Monte Sant’Angelo l’11 settembre scorso ha dato grande risalto alla comunicazione del riconoscimento nazionale per il primo cittadino Pierpaolo d’Arienzo, a cui è stata conferita la Menzione Speciale per la categoria amministratori pubblici nell’ambito della decima edizione del Premio Pio La Torre. La cerimonia di premiazione si è svolta quella mattina a Bologna, al termine del convegno “Legalità e lotta alla corruzione. Per la difesa delle istituzioni pubbliche e la tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori e di cittadine e cittadini”. Promosso da Avviso Pubblico (di cui d’Arienzo è presidente pugliese), Cgil nazionale e Fnsi - Federazione Nazionale Stampa Italiana, il Premio Pio La Torre è dedicato alla memoria del sindacalista e parlamentare ucciso da Cosa Nostra il 30 aprile 1982 insieme a Rosario Di Salvo. Il riconoscimento intende valorizzare casi di alto valore civile e politico aventi come protagonisti amministratori locali, sindacalisti, dipendenti pubblici e giornalisti che si sono distinti nella difesa della democrazia, nella prevenzione della corruzione e nell’affermazione dei valori della responsabilità e della trasparenza. Nessun chiarimento è stato invece finora fornito dall’amministrazione comunale alle opposizioni e alla comunità intera in merito alle severe osservazioni fatte dal presidente dell’ANAC – Autorità nazionale anticorruzione, Giuseppe Busia, con la delibera n.276 del 7 luglio scorso, in cui sono state rilevate “criticità e anomalie”, nonché mancante nel controllo dell’ente, rispetto all’importante appalto dei “lavori di completamento delle urbanizzazioni in continuità con Corso Garibaldi e Corso Vittorio Emanuele in ambito del programma innovativo urbano denominato contratti di quartiere Il”, procedura che ha avuto come stazione appaltante lo stesso Comune di Monte Sant'Angelo e che partiva dall’importo di 1.217.048 euro.

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