Dopo settimane di ricostruzioni, versioni contrapposte, denunce e repliche, la vicenda di Toufiq Namouuh continua ad arricchirsi di nuovi elementi. Il lavoratore marocchino sostiene di avere versato 8mila euro ad Abderrazak El Gabbas per ottenere un ingresso regolare in Italia attraverso il sistema dei flussi, un lavoro e una sistemazione abitativa. Una volta arrivato nel nostro Paese, secondo il suo racconto, il percorso si sarebbe però arenato tra attese, convocazioni in Prefettura e mesi trascorsi nello studio dell’avvocata Benedetta Belmonte a Torremaggiore. Una ricostruzione che negli ultimi mesi si è confrontata con quella dell’avvocata Belmonte, che ha sempre respinto ogni addebito, sostenendo di avere offerto ospitalità temporanea ai lavoratori e attribuendo il rallentamento della pratica a problemi burocratici. Nella stessa direzione si sono espresse la responsabile del patronato Paola Gervasoni e la società Soluzione Tecnica di Poggio Imperiale, indicata come datore di lavoro, attraverso il titolare Luigi Buccino, che hanno descritto una procedura formalmente corretta ma bloccata dall’attesa dell’ultimo parere necessario per la definizione dell’iter amministrativo. Sullo sfondo è rimasta la figura di Abderrazak El Gabbas, l’uomo che Toufiq indica come destinatario degli 8mila euro raccolti in Marocco tra prestiti di parenti e conoscenti e che lo stesso lavoratore accusa di avergli promesso una rapida regolarizzazione. Adesso emerge un nuovo tassello. L’Attacco ha avuto modo di ascoltare una conversazione telefonica tra Toufiq Namouuh e lo stesso Abderrazak El Gabbas. L’audio è in darija, il dialetto arabo marocchino, ed è stato successivamente tradotto in italiano. Si tratta di una discussione molto accesa, caratterizzata da urla, continue sovrapposizioni di voci e numerosi passaggi difficili da comprendere. Nonostante questo, il contenuto generale della conversazione appare sufficientemente chiaro e restituisce due versioni profondamente diverse della stessa vicenda. Da una parte c’è Toufiq, che continua a sostenere di avere consegnato circa 8mila euro ad Abderrazak affinché si occupasse di avviare e sistemare tutte le pratiche necessarie per consentirgli di lavorare e vivere regolarmente in Italia. Dall’altra c’è Abderrazak, che respinge questa ricostruzione, nega di avere ricevuto denaro e sostiene che, se qualcuno lo accusa di avere incassato quella somma, dovrà dimostrarlo con prove concrete, documenti o testimoni. La telefonata fotografa anche il momento di rottura definitiva del rapporto tra i due. Secondo quanto emerge dalla traduzione, la frattura si è consumata dopo che Toufiq ha deciso di rivolgersi all’avvocato Giovanni Marseglia e di presentare denuncia contro Abderrazak ed esposto contro l’avvocata Belmonte. È proprio questo il tema che sembra irritare maggiormente l’uomo. “C’è di mezzo l’avvocato. Non mi hai mai detto niente. Cosa pretendi? Adesso quell’uomo rivuole i suoi soldi, hai capito? E tu mi tiri fuori l’avvocato. E io adesso dovrei mettermi un avvocato?”. Per tutta la conversazione Abderrazak appare nervoso, spesso interrompe il suo interlocutore e in più occasioni gli intima di lasciar perdere. Il tono è quello di chi considera ormai concluso ogni rapporto personale.