Il quadro appare sempre più nitido: attorno ai Servizi Sociali del Comune di San Severo si è consolidata, nel corso di almeno un decennio, una filiera di rapporti e ruoli nella quale ciascun anello sembra svolgere una funzione ben precisa. Un sistema articolato che, nel tempo, ha consentito a una cerchia di soggetti di occupare posizioni strategiche attorno a una delle voci più rilevanti della spesa sociale comunale. A San Severo, tra i nomi che ricorrono in questa rete c’è quello di Vincenzo Pacentra: già presidente del Consorzio Aranea, oggi consigliere dello stesso consorzio e presidente della cooperativa consorziata Agape. Questo, almeno, è ciò che emerge dai ruoli ufficialmente ricoperti. Ma fermarsi ai singoli incarichi significherebbe guardare soltanto alla superficie. Perché la rete costruita negli anni è ben più ampia e coinvolge una pluralità di soggetti, rapporti e interessi. Ed è proprio ricostruendo questi legami, uno dopo l’altro, che è possibile comprendere come si sia strutturato nel tempo questo sistema. La presenza di numerose cooperative all’interno di uno stesso consorzio crea inevitabilmente una fitta rete di relazioni e contatti. Ed è quanto accade con Aranea. Stando all’ultimo bilancio di esercizio, tra le socie del consorzio figurano le cooperative sociali Emmaus, Comunità sulla Strada di Emmaus, Arcobaleno, Agape, Le Radici e le Ali, Charlie fa surf, Più Servizi – Agricoltura, Ambiente e Territorio, Kairos e Scurpiddù. Ma, procedendo a ritroso nei bilanci degli esercizi precedenti, emergono anche altre cooperative. Tra queste L’Albero del Pane, Fortore Habitat Onlus, Arca di Noè, L’Isola Felice, Pietra di Scarto e Oasi. In particolare, L’Isola Felice e Oasi sono riconducibili a Giannantonio Biuso, socio della prima e presidente della seconda, anch’egli figura di riferimento nel settore. Biuso era stato eletto consigliere nel 2024 per il secondo mandato del Sindaco di Torremaggiore Emilio Di Pumpo e nominato assessore, salvo poi rassegnare le dimissioni, dopo appena quattro mesi, per motivi professionali, lasciando il posto a Enzo Quaranta. È inoltre coordinatore del movimento “Torremaggiore Sociale e Democratica”. E non è tutto. Esistono anche società nelle quali la presenza di Pacentra emerge in maniera meno evidente, come nel caso del Consorzio Mestieri Puglia. Alla costituzione del consorzio, davanti al notaio, era presente proprio Pacentra, mentre tra i componenti del consiglio di amministrazione figura Nadine Bourgeois, presidente di Aranea dal 2024. Un intreccio di nomi, incarichi e partecipazioni che trova un ulteriore riscontro nei bandi di gara del Comune di San Severo. Compaiono infatti numerosi incarichi assegnati alle cooperative riconducibili a questa rete, sia attraverso affidamenti diretti sia mediante gare d’appalto, in particolare nell’ambito del Piano Sociale di Zona. Dal 2020 al 2025, gli incarichi affidati a società nelle quali gravita il nome di Vincenzo Pacentra hanno superato complessivamente i due milioni di euro. Un insieme di attività che restituisce la dimensione di una presenza particolarmente significativa nel sistema dei Servizi Sociali.

Nel marasma generale di Palazzo Celestini, riemerge una storia che affonda le radici in oltre un anno fa: quella delle segnalazioni reiterate inviate al Comune di San Severo dall’ingegnere Giovanni Florio nei confronti del dirigente dell’Area V, Fabio Mucilli, con le quali chiedeva di approfondire alcune anomalie nelle gare d’appalto. La relazione predisposta dall’ingegnere sanseverese fu poi presa in carico dall’allora assessore Carmine Esposto, entrato in Giunta nel luglio 2025. Nel frattempo, il vice segretario nazionale vicario della DIREL (Federazione Nazionale Dirigenti e Direttivi degli Enti Locali e Sanità), Micky de Finis, salì a Palazzo Celestini per chiedere con fermezza che venissero interrotti gli approfondimenti avviati da Esposto. A distanza di oltre tre mesi dalla conclusione dell’esperienza amministrativa guidata da Lidya Colangelo, l’ex assessore ha consegnato a l’Attacco una lettera.

Il legame di Gabriele Camillo con gli ambienti della Chiesa è ben documentato. Una formazione di profonda ispirazione cristiano-cattolica, la presidenza diocesana dell’Azione Cattolica e l’incarico di direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di San Severo ne delineano il percorso. Nel 2019, nel frattempo, viene costituita un’Associazione di Promozione Sociale che si ispira ai valori e all’esperienza maturata nel campo formativo ed educativo dai laici di Azione Cattolica e che, nella propria denominazione, richiama espressamente l’“Azione Cattolica Diocesi di San Severo”. Un’associazione, dunque, espressione del mondo laicale cattolico, con sede legale in via San Giovanni Bosco 3, presso l’ex Istituto Salesiano. 

Sono scaduti i cinque giorni di tempo entro cui il Consorzio di bonifica del Gargano avrebbe dovuto rispondere alla Regione e alle tre organizzazioni agricole - Coldiretti, CIA e Confagricoltura – facendo chiarezza su quanti e quali siano gli aventi diritto al voto. Elezioni che si avvicinano sempre più, essendo state fissate per il 4 ottobre prossimo. Il Servizio Irrigazione e Bonifica della Regione aveva dato l’ultimatum all’ente guidato dal presidente Michele Palmieri e dal direttore/ex vicepresidente Michele Tabacco, indicando cinque giorni dalla ricezione della pec datata 15 settembre e, nel momento in cui si scrive, non pare esser stata inviata alcuna relaziona sulle verifiche richieste e sulle contestazioni contenute nell’istanza delle associazioni agricole. Nella propria durissima lettera le tre sigle agricole avevano segnalato come sul totale delle 26.958 posizioni inserite nel registro provvisorio soltanto 9.155 riportassero almeno una data di nascita, mentre 17.803 (66,04%) ne erano prive, oltre a posizioni riconducibili a persone decedute, dubbi sulla regolarità contributiva di alcuni soggetti e imprese per le quali non sarebbe stato chiaramente individuato il rappresentante autorizzato al voto. Ma a quanto pare la governance uscente del Consorzio tira dritto, come del resto ha sempre fatto di fronte ad ogni diniego di legittimità della Regione e ne sono stati parecchio, costantemente dettagliati e rivelati da l’Attacco. Le agricole sono ora pronte ad una conferenza stampa congiunta. Intanto, lo scorso 4 settembre, ad un mese esatto dalle elezioni, il duo carpinese ha inviato a tutti i Comuni del comprensorio una relazione sull’attività svolta nel mandato amministrativo 2021-2026, di 34 pagine, e pubblicato il bilancio 2025. L’esercizio 2025 si è chiuso con un risultato positivo di 25.707,71 euro e i ruoli accertati sono stati pari a 2.688.778,25 euro, in crescita rispetto agli anni precedenti. In entrambi i documenti c’è la conferma di come tuttora non siano stati ultimati i lavori svolti dalla foggiana Colucci spa di Luigi Colucci, marito di Lia Azzarone, la quale è presidente dell’assemblea regionale Pd e del consiglio comunale di Foggia. L’aggiudicazione avvenne nel 2021, quando presidente dell’ente era Giovanni Terrenzio, per 7.791.611,71 euro, sbaragliando i big del comparto acquedottistico, ben più esperti nel settore rispetto a Colucci. Un appalto che serve a realizzare altri 60 km circa di rete, ulteriori due serbatoi e un impianto di sollevamento.

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