Non ci sta Vincenzo D’Errico a veder sabotare, dal centrodestra, la sua nomina a presidente dell’ente Parco nazionale del Gargano. Come l’Attacco aveva anticipato, la scorsa settimana l’audizione davanti alla commissione ambiente della Camera si è conclusa col parere sfavorevole e il medesimo esito si prospetta, a giorni, da parte della commissione ambiente del Senato. Questo perché l’accordo nella coalizione di maggioranza prevede che l’incarico vada al forzista Raffaele di Mauro, da un anno commissario straordinario dell’ente di Monte Sant’Angelo e consigliere comunale di Foggia, il quale peraltro dimettendosi subito dopo dall’assise cittadina farebbe scattare il primo dei non eletti di Fratelli d’Italia, ovvero Salvatore de Martino. Ebbene, D’Errico ha fatto sapere che presenterà ricorso al TAR, convinto che “se non sarà il ministro dell’ambiente (il forzista Gilberto Pichetto Fratin, ndr) a farmi presidente, ci penserà il giudice amministrativo”.

E’ chiara l’argomentazione del docente del liceo Perugini di Foggia, nonché operatore turistico di Rodi Garganico: l’intesa tra ministro e presidente della Regione Puglia si è perfezionata nel momento in cui, nel 2025, l’allora governatore Michele Emiliano indicò il nome di D’Errico, scegliendolo all’interno della terna che conteneva anche i nomi di di Mauro e di un’altra azzurra quale la ex vicesindaca di Vico del Gargano Tiziana Casavecchia. Insomma, un presidente in pectore che non può esser fatto fuori dai pareri non vincolanti delle commissioni ambiente di Camera e Senato.

Ma il procedimento amministrativo che concerne la nomina del presidente di un Parco nazionale prevede che l’iter si concluda dopo i due pareri delle commissioni e il decreto finale del ministro. Quindi oggi chi ritiene vano il ricorso al TAR di D’Errico sottolinea che il ministro può legittimamente revocare la propria proposta di terna.

Come dettagliato su queste colonne, c’erano precisi patti dentro Forza Italia e Fratelli d’Italia in merito alle presidenze dei Parchi nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia: sia D’Errico che Giuseppe Colucci, su cui Emiliano ha espresso l’intesa per l’Alta Murgia, avrebbero dovuto fare un passo indietro e rinunciare in favore di Raf di Mauro e di Nicola Loizzo, attuale commissario straordinario dell’ente della BAT.

Perché non c’è stato il dietrofront? L’ex attivista M5S D’Errico lo ha chiarito subito, rispondendo a FI che più che il partito gli importava la presidenza del PNG, confermando la vicinanza a Emiliano; mentre nel secondo caso i meloniani, rispetto alla mancata rinuncia da parte di Colucci, parlano di una manovra evidentemente ordita dall’europarlamentare Francesco Ventola ai danni del sottosegretario e coordinatore regionale di FdI Marcello Gemmato, sponsor di Loizzo.

Le reazioni politiche a quanto avvenuto la scorsa settimana sono note. Il Pd, col deputato toscano Simiani, e il M5S, con l’europarlamentare ed ex coordinatore provinciale di Foggia Mario Furore, hanno stigmatizzato il “corto circuito” e la “schizofrenia” in seno al centrodestra. Inizialmente c’era chi, tra i deputati dem e contiani, era dell’avviso di votare contro le proposte di nomina di D’Errico e Colucci. Poi, però è prevalsa la linea di Furore e del piddino Stefanazzi (ex capo di gabinetto di Emiliano), i quali hanno capito che avrebbe significato votare contro i nomi indicati dall’ex presidente della Regione. Bisognava invece che la vicenda arrivasse all’opinione pubblica come un pasticcio tutto interno al centrodestra della maggioranza di governo.

Ed è questo il motivo per cui i deputati di centrodestra non hanno gradito granchè il totale silenzio tenuto al riguardo dai rispettivi partiti in Capitanata, che avrebbero dovuto spiegare alle comunità quanto era avvenuto – cioè che era stata bocciata la linea di Emiliano e non quella del ministro – anziché restare in silenzio e pensare ai fatti propri. Resta poi da capire cosa pensi il nuovo presidente della Regione, Antonio Decaro, che con tutta evidenza sta scardinando il sistema Emiliano ovunque sia possibile. I beninformati riferiscono che a settembre partirà una nuova interlocuzione tra Regione e Ministero sulle presidenze dei Parchi, ma circola anche l’ipotesi che Decaro possa guardare con favore al prolungamento dei commissariamenti straordinari in modo da arrivare alle elezioni politiche e, solo in quel momento, decidere sui vertici di Gargano e Alta Murgia.

Ad ogni modo, rispetto all’ente Parco nazionale del Gargano nello stesso centrodestra ci si domanda quando avrà finalmente termine l’incarico di direttore facente funzione che da svariati anni è ricoperto dal controverso ex assessore del Comune di Monte Sant’Angelo Vincenzo Totaro. La rotazione non c’è mai stata e oggi c’è chi si domanda se su Totaro non influisca la vicinanza politica che in questo momento gli viene attribuita sia al parlamentare azzurro Giandiego Gatta che al coordinatore provinciale/consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giannicola De Leonardis.

E’ caduta la prima testa, all’interno del Comune di San Marco in Lamis, dopo l’inchiesta di Procura di Foggia e Guardia di Finanza su presunti episodi di corruzione, turbativa negli appalti pubblici, induzione indebita, falso, omissione di atti d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, truffa e reati in materia di lavori pubblici. Un’indagine ampia quella del pm Giuseppe Mongelli, che però coinvolge soprattutto l’ente amministrato dal due volte sindaco dem Michele Merla, oggi anche consigliere provinciale. L’Attacco lo aveva anticipato giorni fa e ora c’è l’ufficialità rispetto alle dimissioni del dirigente comunale Antonio Del Mastro, indagato al pari del primo cittadino, da cui fu scelto come dirigente a tempo determinato negli scorsi anni come responsabile dei lavori pubblici. Che l’ingegnere avesse rassegnato le proprie dimissioni era stata la voce circolante sul finire della scorsa settimana, riportata su queste colonne. Poi qualcuno aveva dubitato di tale reale sua intenzione e ipotizzato un ripensamento. E invece no: come era stato scritto – e come ora confermato dalla determina del responsabile del settore affari generali Michele Giuliani di presa d’atto e risoluzione del contratto – Del Mastro, “assunto con contratto di lavoro a tempo pieno e determinato ai sensi dell’articolo 110, comma 1 del D.lgs.n.267/2000, in servizio dal 29.04.2022 fino a scadenza del mandato sindacale, ha rassegnato le dimissioni volontarie dal servizio a decorrere dal 19 luglio prossimo”. Il termine di risoluzione del rapporto del lavoro decorre dal 19 luglio, dunque l’ultimo giorno lavorativo è il 18 luglio 2026. C’è chi parla di una decisione dovuta ad una accesa discussione con Merla, che lo sollecitava a lasciare l’incarico. Peraltro, l’ingegnere non avrebbe gradito affatto il goffo tentativo di mettere una pezza spostandolo in altro settore, come funzionario di alta qualificazione degli affari generali. Per gli inquirenti Del Mastro, come responsabile del settore lavori pubblici e manutenzione, avrebbe falsamente attestato l'assenza di causa e incompatibilità tra l'ufficio pubblico ricoperto e l'essere socio di Res Aedificatoria Real Estate srl, società che ha in corso di realizzazione un complesso residenziale nel paese garganico. Inoltre, la realizzazione del complesso immobiliare avrebbe comportato la commissione di gravi illeciti superati formalmente con la redazione dell'attuale Piano urbanistico generale del Comune sammarchese, atto che sarebbe viziato da irregolarità e omissioni di natura tecnica. 

Il generale atteggiamento di apertura e apprezzamento dimostrato finora, in un anno di mandato, dalle comunità dell’area Parco nei confronti del commissario straordinario Raffaele di Mauro è stato in larga parte dovuto alla capacità dell’eletto foggiano di Forza Italia di dimostrare un costante ascolto con grande capacità di coinvolgimento di tutti gli attori del territorio. Un banco di prova è rappresentato dalla gestione dei numerosi fondi pubblici a disposizione dell’ente. Ecco perché c’è curiosità, tra gli operatori locali, rispetto a come sarà gestito il primo festival organizzato da di Mauro, da oltre 195mila euro. Sarà preceduto domani dall’evento “Sui passi di Francesco”, che si svolgerà dalle ore 19.30 presso la basilica di San Leonardo a Manfredonia e avrà come tema il legame del Santo col Gargano e col santuario di San Michele Arcangelo, che conserva la memoria del suo passaggio. L'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi (1226–2026) sarà celebrato attraverso una rappresentazione artistica del poeta, scrittore e drammaturgo italiano Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per la celebrazione, nonché sulle note del gruppo di Monte Sant’Angelo Rione Junno. Una serata che si propone di unire storia, musica e poesia. Intanto l’ente di via Sant’Antonio Abate sta per assegnare un lauto appalto relativo all’organizzazione del festival. “Le attività di promozione nelle aree protette coniugano la conservazione della biodiversità con lo sviluppo socio-economico locale. Esse includono iniziative di turismo sostenibile, educazione ambientale, valorizzazione dei prodotti tipici e marketing territoriale”, spiegano il direttore facente funzioni Vincenzo Totaro e il rup Angelo Perna nell’atto pubblicato nelle scorse ore. “Nell’ambito delle attività di promozione del territorio questo ente intende sostenere un cartellone di eventi, da realizzare nei diversi comuni facenti parte dell’area protetta, che include una serie di manifestazioni e iniziative finalizzate non solo alla promozione del territorio ma anche alla destagionalizzazione turistica, denominato Gargano Vivo – Radici in cammino”. La struttura organizzativa del PNG ha redatto il progetto di promozione territoriale, al quale sono state destinate risorse per complessivi 195.200 euro, una spesa che trova copertura finanziaria nel bilancio di previsione relativo all’esercizio 2026. L’ente sta ora per procedere all’affidamento dei servizi e delle forniture relativi alla ideazione, organizzazione, gestione ed esecuzione dell’edizione 2026 del Festival Gargano Vivo – Radici in cammino, mediante procedura aperta sotto soglia e ricorso al criterio di selezione relativo all’offerta economicamente più vantaggiosa. Il bando risale al 19 giugno scorso e c’era tempo fino al 5 luglio per partecipare alla gara, per la quale Totaro ha nominato la commissione giudicatrice, tutta interna. Il presidente è lo stesso direttore facente funzioni, mentre il RUP Perna e Giuseppe Sacco sono i due componenti esperti.

La previsione fatta da l’Attacco nelle scorse settimane si è avverata: la commissione ambiente della Camera ieri pomeriggio ha bocciato entrambe le proposte di nomina, giunte dal Ministero dell’ambiente, per le presidenze del Parco nazionale del Gargano e del Parco nazionale dell’Alta Murgia. Come era stato dettagliato su queste colonne, il centrodestra aveva intenzione di far saltare le nomine di Vincenzo D’Errico e Giuseppe Colucci, i quali per accordi interni ai rispettivi partiti – ovvero Forza Italia per il primo e Fratelli d’Italia per il secondo – avrebbero dovuto rinunciare quando, nel 2025, a sorpresa, l’allora presidente della Regione Puglia Michele Emiliano espresse l’intesa col ministro Gilberto Pichetto Fratin sui loro nomi. Tutti però sapevano perfettamente che i veri candidati, nelle due terne arrivate a Roma, erano altri, ovvero gli attuali due commissari straordinari degli enti: l’avvocato e consigliere comunale foggiano di FI Raffaele di Mauro per il PNG e Nicola Loizzo, uomo del sottosegretario Marcello Gemmato, per l’Alta Murgia. Da qui la strategia concretizzatasi ieri, volta a impallinare D’Errico e Colucci per far ripartire l’iter di nomina con di Mauro e Loizzo. Martedì c’è stata l’audizione e ieri il voto da parte della commissione, che ha espresso parere contrario rispetto alle due nomine. In ambedue i casi a votare è stata la sola maggioranza di governo, mentre hanno scelto di assentarsi i parlamentari delle opposizioni. “Per il Gargano è un problema di Forza Italia”, è stata la linea degli eletti di minoranza, scegliendo di non partecipare al voto.

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet