“Dal primo giugno è attivo un servizio sanitario con ambulanza dedicata al territorio balneare, pensato per offrire un supporto rapido in caso di emergenza sulle nostre coste, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza turistica”. Il gruppo Aps quadrifoglio, insieme ad alcuni imprenditori e cittadini di Vieste, ha deciso di dare avviare una raccolta su GoFoundMe per dar vita a un progetto importante per la sicurezza del territorio. “Il servizio - scrivono - riuscirà a garantire un intervento entro circa otto minuti nelle zone del Lungomare Europa fino a Molinella, Lungomare Enrico Mattei e fino al Lungomare Quasenada”. “Il servizio sarà comunque attivabile anche per aree più distanti: in questi casi - precisano - non si potranno garantire le stesse tempistiche, ma verrà comunque assicurato un intervento, soprattutto quando i mezzi del 118 risultano già impegnati”.

L’introduzione dell’addizionale IRPEF da parte della Regione Puglia per contribuire a coprire il deficit della sanità di alcune centinaia di milioni di euro ha destato non poche preoccupazioni nell’opinione pubblica, anche in considerazione delle enormi difficoltà in cui versano interi settori del Servizio sanitario regionale. Lo stesso Piano di rientro, non escludendo per il 2026 una forte limitazione delle assunzioni, se non addirittura il blocco delle stesse, a fronte del gran numero di cessazioni di personale previsto nell’anno in corso, potrebbe determinare un grave ridimensionamento dei servizi, se non la loro chiusura, con conseguente negazione del diritto alla salute della popolazione. Del resto, le vistose carenze del sistema di emergenza 118, la profonda crisi di Casa Sollievo della Sofferenza o la mancanza di personale registrata in ogni settore, sono segnali inquietanti di una pericolosa involuzione del nostro Servizio sanitario.

Contattato da l'Attacco, l'ex direttore generale e attuale commissario straordinario ha spiegato che si trattò di una procedura interna prevista per rispondere alle esigenze organizzative dell'ente e alle aspettative dei lavoratori. “All’interno dell’azienda abbiamo fatto una procedura di cambio di profilo. Un infermiere che ha i requisiti professionali e che non vuole fare più l’infermiere può fare il collaboratore amministrativo, e viceversa. A parità di risorse economiche, di salario”.

Un esposto che solleva interrogativi sulla gestione del personale dell'Asl Foggia e che arriva nel momento in cui la sanità pugliese sta vivendo una fase di profondo rinnovamento dopo l'avvicendamento ai vertici deciso dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro. La segnalazione, trasmessa nei giorni scorsi e indirizzata agli organi competenti, richiama una serie di atti adottati durante la gestione dell'ex direttore generale e attuale commissario straordinario Antonio Nigri e chiede verifiche amministrative, contabili e disciplinari su alcune procedure che avrebbero riguardato il personale sanitario dell'azienda. Al centro dell'esposto vi è il cambio di profilo professionale di numerosi dipendenti. Secondo quanto riportato nel documento, circa ottanta lavoratori tra infermieri e operatori socio-sanitari sarebbero transitati verso incarichi amministrativi attraverso una procedura interna avviata nel 2025. Una scelta che, secondo l'estensore della segnalazione, meriterebbe approfondimenti soprattutto alla luce della cronica carenza di personale sanitario che da anni interessa ospedali, pronto soccorso, servizi territoriali e sistema dell'emergenza-urgenza. Tra i casi richiamati compare quello di Giuseppe Mangiacotti, già dipendente di Casa Sollievo della Sofferenza e segretario territoriale della Cisl. Nell'esposto si evidenzia il suo trasferimento presso l'Asl Foggia e il successivo passaggio dal profilo di infermiere a quello di collaboratore amministrativo, con assegnazione all'ufficio Controllo di Gestione. L'autore della segnalazione chiede che vengano accertate la correttezza della procedura di mobilità, la legittimità della modifica del profilo professionale e l'effettiva sussistenza dell'interesse pubblico perseguito dall'amministrazione. Nello stesso documento viene citato anche il caso di Davide Nardella, indicato come infermiere e sindacalista in servizio presso la segreteria della Direzione generale. L'esposto non formula accuse definitive né individua responsabilità accertate, ma pone una domanda di fondo che riguarda l'opportunità di aver sottratto personale sanitario alle attività assistenziali in una fase caratterizzata da difficoltà diffuse nel reperimento di infermieri e operatori specializzati. Secondo la ricostruzione contenuta nella segnalazione, tali scelte organizzative avrebbero potuto incidere sulla capacità del sistema di rispondere alle esigenze dei cittadini. La vicenda si inserisce in un contesto particolarmente delicato per l'azienda sanitaria foggiana.

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