“Intendo denunciare pubblicamente il gravissimo stato di degrado e abbandono in cui versano le spiagge di competenza del Comune di Manfredonia - la segnalazione di un lettore -, come documentato dalle immagini allegate scattate in data odierna, 11 maggio. Cumuli di rifiuti, plastica, legname, materiale ingombrante, detriti e residui trasportati dal mare occupano interi tratti di litorale. Una situazione indegna per una città che dovrebbe prepararsi ad accogliere cittadini, famiglie e turisti e che invece offre uno scenario desolante, offensivo per il territorio e per chi lo vive quotidianamente”.

L’acqua potabile è senza dubbio una delle necessità primarie e va garantita la sua fruibilità. Trattasi di un bene prezioso e importante, una risorsa fondamentale non solo per i suoi usi civili, ma anche per le attività agricole e produttive. In Italia, dati alla mano, se ne consumano annualmente oltre 26 miliardi di metri cubi.  A Vico del Gargano, nella Zona 167, ci sono circa settanta famiglie che lamentano la mancanza d’acqua, almeno fino alla scorsa notte. Nel pomeriggio di ieri, inoltre, Michele Biscotti, portavoce delle famiglie, ha consegnato una petizione (raccolte 47 firme) al Sindaco, Raffale Sciscio, che l’Attacco ha provato a sentire. Così Biscotti, invece: “Da circa un anno, la Zona 167 di Vico del Gargano è alle prese con un problema irrisolto di approvvigionamento idrico. A causa di un’emergenza idrica, nei mesi scorsi era stata ridotta la pressione dell’acqua potabile. Tuttavia, dopo le abbondanti piogge degli ultimi tempi, gli invasi, compreso quello di Occhito, si sono riempiti e l’emergenza è stata dichiarata superata. Nonostante ciò, nel cuore della Zona, più di 40 nuclei, vivono ancora un calvario quotidiano: di notte restano senz’acqua e, durante il giorno, la pressione in alcune abitazioni è a livelli minimi, fino a scomparire nei piani più alti, con problemi notevoli per gli elettrodomestici e relativi”. 

Nessuna guerra ai lupi, ma regole chiare e strumenti concreti, perché in Italia, dove in trent’anni si è passati da circa 300 a oltre 3300 esemplari con un aumento del 1000%, anche a seguito di un piano di ripopolamento con una crescita non pianificata che oggi mette in difficoltà allevamenti e territori, per cui è necessario intervenire subito con un censimento ufficiale aggiornato e un piano nazionale di gestione e contenimento, per garantire un equilibrio sostenibile tra presenza del predatore e attività umane. La denuncia arriva da Coldiretti Puglia, in relazione all’ennesimo attacco a un allevamento a Noci, con un bovino azzannato e ucciso.

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